Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, parla l'organizzatore: 'Abbiamo l’opportunità e il dovere di portare 'la musica attuale' sul palco di Piazza San Giovanni'

Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, parla l'organizzatore: 'Abbiamo l’opportunità e il dovere di portare 'la musica attuale' sul palco di Piazza San Giovanni'

C'era una volta il Concertone cantato da Elio e le Storie Tese nel "Complesso del Primo Maggio", quello con la "canzone balcanosa", col gruppo che "valorizza il territorio" e con l'inevitabile corollario iconografico che ne derivava. "Ma con uno scenario ideologico sempre più diluito e impalpabile, credo che oggi sia sensato pensare alla maratona musicale di piazza San Giovanni più come ad un festival che come ad una manifestazione", riflette Massimo Bonelli di iCompany, società che dal 2015 (insieme alla Ruvido produzioni fino allo scorso anno, ora da sola) manda avanti lo show musicale-televisivo che inaugura la stagione dei grandi eventi outdoor nello Stivale.
Già a scorrere i primi nomi (da Fatboy Slim ai Calibro 35) confermati per il Primo Maggio romano di quest'anno - "Tanti altri ne arriveranno ancora, ma questo primo annuncio può essere considerato un buon sampler per farsi un’idea di come sarà fatto il cast completo", precisa l'organizzatore - pare chiaro come la svolta impressa da Bonelli al "nuovo" concertone sia ormai compiuta. "Se penso ad alcuni dei nomi che abbiamo avuto in cartellone negli ultimi anni – Thegiornalisti, Levante, Coez, Lo Stato Sociale, tra gli altri - penso ad artisti saliti sul palco del Concerto del Primo Maggio un attimo prima di esplodere e diventare successi anche nazional-popolari. Anche per questo ci è venuta l'idea di consacrare il nostro Primo Maggio alla musica che sta per succedere, quella che suona nelle cuffie di tanti ragazzi in giro per le nostre città e spesso non ancora nei palinsesti dei grandi network radio-televisivi".

Si potrebbe parlare di "scouting" da parte di una manifestazione che fino a qualche anno fa rappresentava l'establishment - seppure in chiave antagonista, ma per Bonelli non è il termine giusto: "E' da molti anni che non assistevamo ad un fenomeno come quello che si sta verificando in quest’ultimo periodo, con così tante realtà genuinamente provenienti dal basso che, senza grandi operazioni di marketing e senza sfruttare la potenza di fuoco dell'industria discografica, riescono ugualmente a conquistare rilevanza in così poco tempo. Non so se sia dovuto ad un naturale ricambio generazionale o ad un momento speciale ed unico che poi finirà: quello che so è che noi abbiamo il dovere, oltre che l'opportunità, di portare questa musica, per primi, nelle case del pubblico generalista, quello che per ragioni anagrafiche o di inclinazione non è uso monitorare le nuove tendenze musicali, la musica attuale, quella che si sta facendo largo nel paese reale".

"Poi sappiamo che, specie sui social, il Concertone è un po’ come la nazionale di calcio, con milioni di direttori artistici pronti a criticare qualsiasi scelta venga fatta", prosegue Bonelli: "La nostra linea di quest’anno è certamente coraggiosa e non escludo che potrà far discutere: da parte mia, però, dormo e dormirò sonni tranquilli, conscio di aver preso probabilmente l’unica direzione sensata per un evento che ha quasi trent’anni di storia alle spalle, un format rimasto identico dal 1990 mentre il mondo attorno è completamente cambiato e che, con questa nuova linea editoriale, può davvero ritornare ad essere un palco seminale e di avanguardia per la musica italiana".

Un concertone sempre meno comizio e sempre più festival, quindi. "Certo: la nostra idea è quella di modernizzare la manifestazione, pensando sempre più al Concerto del Primo Maggio come ad un grande festival. Credo sia indispensabile, se si vuole superare il passato e proiettarsi verso un futuro possibile. Per questa ragione il programma sarà elaborato come un vero e proprio climax, con una scaletta in costante progressione che parta dai nomi emergenti, a quelli in fase di emersione, fino ad arrivare agli headliner, la sera, che verranno a suggellare, con la loro presenza, la nuova scena nascente".

Oltre alla musica che sta per succedere, sul palco del Primo Maggio 2018 di Roma troverà spazio, come da qualche anno a questa parte, anche quella che succederà, rappresentata dai vincitori di 1MNext, il contest associato al concertone che porterà in piazza San Giovanni tre realtà emergenti: "La risposta, in termini di iscrizioni, è stata entusiasmante", spiega Bonelli, "Il trend qualitativo è in costante crescita. Ci sono due o tre proposte eccellenti, sulle quali sarei disposto a scommettere, anche in veste di produttore. La qualità media della proposta è buona, con brani ben suonati e ben registrati anche se spesso derivativi e non particolarmente originali. Per 1MNext 2018 siamo riusciti a coinvolgere anche SIAE e Nuovo IMAIE che sosterranno i vincitori con premi concreti che daranno la possibilità di lavorare alla crescita di un progetto con una certa copertura finanziaria, cosa che - coi tempi che corrono - non è poco".

Detto che nulla è per sempre, nemmeno il Primo Maggio cantato da Elio che una volta sembrava inamovibile, è possibile che il concertone, negli anni a venire, possa cambiare format, magari moltiplicandosi con spin-off in varie città pronte ad affiancarsi all'evento principale di Roma? "Ci abbiamo pensato, qualche volta ne abbiamo anche parlato, personalmente la trovo una soluzione affascinante, ma che presenta oggi criticità impossibili da ignorare", conclude Bonelli: "La scelta delle città 'satelliti' da coinvolgere non sarebbe affatto facile, e - cosa ancora più importante – i costi di realizzazione sarebbero insostenibili sia per quanto riguarda la produzione dei vari concerti, sia per quanto riguarda la copertura televisiva espansa in più città, praticamente impossibile da sostenere. In tempi di vacche grasse sarebbe stata un’idea da approfondire, ma in epoca di perenne spending review...".

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