AC/DC, Black Sabbath, Mötley Crüe e gli altri: quella volta che negli USA il Senato si occupò di quelle '15 sporche canzoni' che facevano paura ai genitori - ASCOLTALE (1 / 16)

AC/DC, Black Sabbath, Mötley Crüe e gli altri: quella volta che negli USA il Senato si occupò di quelle '15 sporche canzoni' che facevano paura ai genitori - ASCOLTALE

Ricordate, tanti anni fa, quando ancora si usavano i CD, quel bollino con la dicitura "Parental Advisory - Explicit Content" ("Attenzione genitori - Contenuti espliciti") che puntualmente appariva sulle confezioni di praticamente tutti gli album che non fossero quelli del Piccolo Coro dell'Antoniano o dei cori degli Alpini? A beneficio dei millennials nati musicalmente con lo streaming, eccone - nel frame qui sopra - una riproduzione.

A metterceli, per così dire, era stato il Parents Music Resource Center, associazione americana nata nella prima metà degli anni Ottanta come semplice gruppo di pressione costituito da genitori preoccupati dai messaggi inviati alla propria prole attraverso dischi e canzoni che, grazie a una sapiente operazione di lobbyng, riuscì a diventare una sorta di ufficio di censura "esterno" del governo americano: tra le fondatrici, infatti, figurava anche una certa Tipper Gore, moglie di quello che sarebbe diventato il vicepresidente USA durante la presidenza di Bill Clinton Al Gore, che ascoltando il verso di "Darling Nikki" di Prince "Conoscevo una ragazza di nome Nikki - potremmo definirla una ninfomane - la incontrai nell'androne di un albergo - mentre si masturbava su di una rivista" provenire dallo stereo posto nella stanza della figlia dodicenne decise che era venuto il monento di fare qualcosa. Ma cosa?

Semplice: stilare una bella lista di proscrizione da presentare al Congresso degli Stati Uniti per dimostrare che razza di degenerati stesse manipolando le menti dei giovani americani. Nacque così l'elenco passato alla storia come il "Filthy Fifteen", la sporca quindicina di brani portati all'attenzione della politica dalla signora Gore e compagni che, nel novembre del 1985, convinse le case discografiche ad adottare il famigerato bollino "di avvertimento" dopo un'audizione, da parte del Senato degli Stati Uniti, su quello che diversi esponenti politici conservatori erano soliti definire "porn rock": in Campidoglio furono convocati tre musicisti - Dee Snider dei Twisted Sister, Frank Zappa e l'icona country John Denver, che davanti allo stesso Al Gore e alla repubblicana Paula Hawkins, furono chiamati a valutare la possibilità di "avvertire" il pubblico circa il contenuto sensibili di certe canzoni.

Zappa fu molto critico, al contrario del più possibilista Denver, ma la decisione pareva già essere stata presa a priori: l'istanza del Parents Music Resource Center venne accolta, i bollini finirono sui dischi "pericolosi" e praticamente l'intera comunità musicale americana, salvo rare eccezioni, si schierò più o meno veementemente contro il provvedimento.

Quali erano, tuttavia, le canzoni talmente tremende tali da essere presentate come campanello d'allare presso i vertici di quella nazione che cita esplicitamente nella propria costituzione la libertà di espressione? Così come il Parents Music Resource Center le ordinò nellla "Filthy Fifteen", cioè in ordine crescente di pericolosità, eccole nella pagine che seguono. Buon ascolto, e... per la loro sicurezza, tenete lontani i ragazzi - o iscriveteli a un campo estivo della NRA: il Senato non dovrebbe avere nulla in contrario...

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