Miley Cyrus: il musicista giamaicano Flourgon le chiede 300 milioni di dollari, "We can't stop" è un plagio

Miley Cyrus: il musicista giamaicano Flourgon le chiede 300 milioni di dollari, "We can't stop" è un plagio

Le aule del tribunale attendono Miley Cyrus che è stata citata in giudizio per violazione del copyright nel suo singolo "We can’t stop" incluso nell’album “Bangerz” pubblicato nel 2013. A fare causa alla figlia di Billy Ray, a quanto riporta la Reuters, è il musicista giamaicano Flourgon che chiede 300 milioni di dollari per il danno subito.

Quest’ultima sostiene che la canzone di Miley ha violato il suo singolo del 1988 "We run things". Sono stati citati in giudizio anche Mike WiLL Made-It, Rock City (Timothy e Theron Thomas), il manager della Rca Records Larry Rudolph e Sony Music.

Nella denuncia, gli avvocati del musicista giamaicano sostengono che la Cyrus e i suoi co-autori hanno ‘sostanzialmente incorporato’ la melodia e il ritmo vocale, la cadenza e l'inflessione di Flourgon. La denuncia afferma inoltre che "We can’t stop" presenta un ‘gancio sostanzialmente simile’ e – non bastasse - cita espressamente il testo: “We run things, things don’t run we”, mentre nell’originale è “We run things. Things no run we”.

Gli avvocati sostengono che la canzone della Cyrus ‘è alla base della sua popolarità nelle classifiche di vendita e del suo successo molto remunerativo’. Qui sotto trovate le due canzoni, giudicate da voi se ci possono essere gli estremi per una condanna di Miley oppure no.

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