Dalla italo-dance al funk e allo 'smooth jazz': i Novecento ripartono dagli Usa

Dalla italo-dance al funk e allo 'smooth jazz': i Novecento ripartono dagli Usa

Proprio vero che nessuno è profeta in patria. Per tornare a far dischi dopo dieci anni di esilio più o meno volontario dalle sale di incisione Stanley Jordan, maestro della chitarra fusion dall’inconfondibile stile “picchiettato”, ha dovuto venire alle porte di Milano, negli studi di registrazione di San Giuliano Milanese della famiglia Nicolosi, Pino, Lino, Rossana e Daria: alias i Novecento di “Movin’ on” e del boom italo-dance primi anni ’80, che per trovare orecchie aperte alle eleganti sonorità funk/smooth jazz delle loro ultime produzioni hanno dovuto a loro volta “emigrare” all’estero, Stati Uniti in testa (in senso figurato, perché restano ben ancorati ai loro quartieri generali milanesi). Uscito nel 2002 in Italia a nome di Stanley Jordan, il loro “Dreams of peace”, ora accreditato a Novecento featuring Stanley Jordan con copertina differente e una traccia in più, si sta guadagnando una bella fetta di consensi proprio negli Usa, grazie alle cure della Favored Nations Cool di Steve Vai (che ne ha acquisito i diritti internazionali), all’attenzione delle radio (come la CD 101.9 che trasmette dall’Empire State Building di New York) e ai favori del pubblico del “contemporary jazz”. Spinto dalle sonorità levigate del singolo “Easy love” e dalla eccelsa qualità degli strumentisti impiegati nelle session (Michael Brecker, Dave Liebman e Danny Gottlieb, solo per citarne alcuni), l’album ha fatto la sua comparsa nelle Jazz World Charts di Billboard e in numerose altre classifiche specializzate. Pino e Lino Nicolosi dicono di non avere ancora in mano dati precisi di vendita, ma intanto contano sul fatto di avere in mano un disco resuscitato, la cui distribuzione tocca ormai i 25 paesi tra Europa, Giappone, Nord America e Australia.
I loro studi e il loro marchio di produzione sono ormai diventati un polo di attrazione per una certa scena jazz rock internazionale, e dopo Jordan a San Giuliano sono arrivati il vocalist Gregg Brown e Billy Cobham, che negli studi dei Novecento aveva già inciso il suo album precedente, tre anni fa. Al disco di Brown ha collaborato anche Dominic Miller, chitarrista di Sting, e lo stesso ex Police ha fatto capolino in studio per registrare un intervento vocale (nei crediti figurano anche Gabrielle e Des’ree). In agenda c’è già anche il nuovo lavoro del bassista Jeff Berlin, ma intanto i Novecento continuano a tener d’occhio l’andamento internazionale del disco con Jordan: nella malcelata speranza di chiudere il cerchio e riaccendere l’interesse anche in Italia.

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