Ron racconta “Lucio!”: “Ho cercato di essere il più semplice, rispettoso e trasparente possibile” - VIDEO

Ron racconta “Lucio!”: “Ho cercato di essere il più semplice, rispettoso e trasparente possibile” - VIDEO

I primi di marzo: il periodo perfetto per pubblicare un disco tributo a Dalla. Il 2 marzo è il giorno dopo l’anniversario della sua scomparsa, nel 2012. Poi arriva il famoso 4 marzo, la data per eccellenza legata alla storia del cantautore bolognese. “Lucio!” di Ron esce oggi, 2 marzo, a quasi un mese dalla fine del Festival di Sanremo - è una pratica ormai consueta, quella di pubblicare album un po’ dopo, e non durante la settimana in riviera. Tanto più che il cantautore di Dorno, classe '53, è uscito dal Festival con il Premio della Critica in tasca, meritatissimo per “Almeno pensami”. Così la sala della SonyMusic, dove l'album è stato presentato alla stampa oggi, è strapiena.
L’ufficio stampa Riccardo Vitanza introduce prima facendo vedere un video in cui Ron, in teatro, dialoga con un Lucio virtuale; poi ricorda i bolognesi Bibi Ballandi e soprattutto Michele Mondella, recentemente scomparso: allo storico collaboratore di Dalla - suo responsabile della comunicazione e molto di più - Ron ha dedicato il disco.

Oltre ad  "Almeno pensami", in "Lucio!"  sono presente 11 canzoni, di cui tre firmate o cofirmate originariamente da Ron e interpretate da Dalla: “Chissà se lo sai” e “Piazza grande” (entrambi con la voce di Lucio) e “Attenti al lupo”. “Le canzoni in scaletta sono state scelte d’istinto: ho pensato, ho scritto una lista, ed erano quelle", racconta Ron. "Mi piace che la scaletta inizi con ‘Almeno pensami’, che è la sua ultima opera, e finisca con ‘Com’è profondo il mare’. E’ una storia lunga e complessa, la sua: ho cercato di rappresentarla. Ho scelto solo tre canzoni che ho firmato anche io perché non volevo fare un disco a metà.  Il progetto è Lucio: ho cercato di essere più semplice, rispettoso e trasparente possibile”.

“Come è profondo il mare” è stata riarrangiata in versione più rock, e lasciata alla voce di Dalla: “Al tempo ho curato io l’arrangiamento della versione originale", ricorda Ron. "Mentre lavoravo a questo progetto, ho risentito la voce isolata, era il primo testo che Lucio aveva scritto, e nella sua voce c’era una spinta che forse nella parte musicale, nel primo arrangiamento non c’era. Ho pensato che poteva avere un suono più sporco, da cantina, per questo ho messo le chitare. E’ una canzone di Lucio, non aveva senso che facessi un controcanto”. 
Quanto al rapporto con chi gestisce materialmente l’eredità di Dalla, Ron dice: “devo solo ringraziare gli eredi: se non fosse stato per loro, questa canzone non sarebbe venuta a galla. Mi auguro che ci sia ancora altro materiale e che gli eredi possano trovarlo: Lucio era un po’ distratto nell’organizzazione". Poi ricorda: ";i vengono mille in mente mille cose e mille aneddoti su di lui. Per esempio mi ricordo che lo sentii durante il Sanremo del 2012, dove andò umilmente come direttore d'orchestra per Pierdavide Carone. Si sentiva fuori posto, era triste, ma per fortuna c'era con lui Michele Mondella che lo tirava su. O che al mio primo incontro con lui andai con mio padre, per un provino. Lucio arrivò ingessato, aveva avuto un incidente, e io non lo riconobbi: 'ma è lei'? gli dissi". 

Il disco è prodotto da Maurizio Parafioriti, registrato in presa diretta e inciso con Elio Rivagli (batteria), Roberto Gallinelli (basso), Giuseppe Barbera (pianoforte). Lo spettacolo avrà 18-20 canzoni, tutte di Dalla e avrà dei contributi video: "Sarà un spettacolo teatrale, scriverò anche quello che devo dire: Lucio va raccontato, oltre che cantato", spiega Ron. Appuntamento il 6 e 7 maggio a Milano e Roma, rispettivamente al Teatro Dal Verme e all'Auditorium Parco della Musica.

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