PFM, la band che piantò il tricolore sulle vette del rock internazionale

PFM, la band che piantò il tricolore sulle vette del rock internazionale

All'epoca di tavoli istituzionali per l'esportazione della musica tricolore non se ne facevano. Né si sentiva così tanto il complesso dell'essere italiani e quindi di poter fare rock al massimo di rimando, più che altro perché - in quegli anni - il confronto era impari, con gente come Rolling Stones, Led Zeppelin e Pink Floyd a piede libero nelle chart dell'intero mondo occidentale. Eppure una delle più belle favole mai raccontate dalla musica italiana all'estero partì da uno dei posti così italiani che più italiani non si potrebbe, nemmeno volendo: il panettiere sotto casa.

La Forneria Marconi, più precisamente, il negozio di un fornaio di Chiari, in provincia di Brescia, dove abitava Mauro Pagani, che insieme ad altri musicisti giovani e dalle belle speranze stava cercando di percorrere la strada del prog, che all'epoca se non era una via maestra poco ci mancava. Era il 1970, e al gruppo per iniziare non mancava niente, tranne il nome: Pagani, appunto, suggerì Forneria Marconi. Sandro Colombini, il direttore artistico del gruppo, suggerì l’idea di anteporre Premiata, che con il suo tocco old fashion sottolineava la qualità artigianale della musica che si voleva faere. La Numero Uno, l'etichetta della band, obiettò che Premiata Forneria Marconi era un nome troppo lungo, ma la filosofia del gruppo era ben precisa: più il nome era difficile da ricordare e più sarebbe stato difficile da dimenticare.

E indimenticabile fu anche la musica della band, cominciata un anno prima quando i Quelli (Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Flavio Premoli e Giorgio Piazza) incontrano Mauro Pagani (all'epoca in forze nei Dalton) e lasciano la Ricordi per la Numero Uno. Cambia anche il genere musicale, che dal beat degli esordi si avvicina al “pop” internazionale – quello che al tempo si chiama progressive. Cambia anche il nome, che diventa Premiata Forneria Marconi.

Il promoter Franco Mamone li fa esibire come gruppo di supporto del meglio del rock internazionale dell'epoca, affiancandoli dal vivo agli Yes, ai Procol Harum e ai Deep Purple, e nell’estate del 1971 la Premiata Forneria Marconi presenta dal vivo, al primo "Festival di Avanguardia e nuove tendenze" di Viareggio, “La carrozza di Hans”, che con “Impressioni di settembre” costituisce su 45 giri l’esordio discografico del gruppo. “Storia di un minuto” diventa un classico del pop-rock italiano.

Greg Lake assiste al concerto di presentazione dell’album e decide di portare la Premiata Forneria Marconi a Londra, dove Pete Sinfield, già paroliere dei King Crimson, si propone come produttore di un album: comincia così anche l’avventura internazionale della band, che andrà avanti in parallelo per buona parte del decennio, con risultato in Inghilterra e Giappone, e tour negli Stati Uniti. Ma il “sogno americano” si rivela troppo impegnativo da perseguire, e la Premiata Forneria Marconi torna a casa, dove avviene un riassetto dell’organico.

Nel 1977 si chiude di fatto il periodo “internazionale” della Premiata Forneria Marconi: il gruppo torna all’Italiano con “Passpartù”. Ma poco dopo il gruppo incontra Fabrizio De André e nasce il progetto di un tour insieme, che si tiene, con grande successo, nel 1978/1979 e viene documentato da un album dal vivo (seguito poi da un secondo). Franz  Di Cioccio diventa il frontman della band, nella quale entra Lucio Fabbri. Poco dopo Flavio Premoli lascia il gruppo. La band continua a sperimentare per buona parte degli anni ’80, fino all’87 quando sospende l’attività live per quasi un decennio.

La PFM riparte nel 1997 con in formazione Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida e Flavio Premoli. I 20 anni successivi, tra nuova musica e celebrazioni, cementano il ruolo del gruppo nella storia e nel presente del rock italiano. Nel 2010 prosegue il ricordo del sodalizio con De André arrangiando nuovamente una versione de “La buona novella” (1970) intitolata appunto “A.D. 2010 – La Buona Novella”. Nel 2013 esce il nuovo lavoro “Pfm in classic – da Mozart a celebration", a cui fa seguito l'inizio della collana “Il suono del tempo”, ovvero una serie di 5 album in cui vengono riproposti i primi 5 dischi della band, con scaletta originale, registrati dal vivo a Tokyo nel 2012. A febbraio 2015 esce il quarto volume "A ghost" e nello stesso periodo la band è ospite al 65° Festival di Sanremo, suonando il Nabucco con la Banda dell'Esercito. Poche settimane dopo Franco Mussida annuncia la sua decisione di lasciare il gruppo da lui fondato, per dedicarsi completamente al CPM, l'istituto di formazione alla musica inaugurato nel 1984. La storia, però, continua: nel 2017 esce "Emotional Tattoos", il primo album di studio della formazione realizzato senza l'apporto dello storico chitarrista. Sarà stato destabilizzante, per loro, fare a meno di un elemento così importante in una fase così delicata come quella del ritorno sulle scene discografiche con il primo album di inediti pubblicato da undici anni a questa parte? Niente affatto: "Siamo come il Real Madrid che può cambiare il centravanti senza indebolirsi [...] È il collettivo che deve funzionare". La storia, appunto, continua: tra aprile e maggio del 2018 la band torna on the road per un tour tra Stati Uniti, Brasile, Cile e Argentina.

PFM E' PROTAGONISTA DI 'VIVA L'ITALIA'

Dall'archivio di Rockol - La storia di “Storia di un minuto” della PFM
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.