NEWS   |   Italia / 26/02/2018

Carl Brave x Franco126, l'intervista: 'Sanremo? Una situazione vecchia. Ormai sono altri i mezzi per arrivare al pubblico'

Carl Brave x Franco126, l'intervista: 'Sanremo? Una situazione vecchia. Ormai sono altri i mezzi per arrivare al pubblico'

Che stesse succedendo qualcosa Carl Brave x Franco126 lo avevano capito già quest'estate, durante il tour estivo in supporto a "Polaroid", guardando le folle radunate sotto ai palchi dei loro concerti: 6.000 spettatori a Roma, 4.000 a Milano. Ma è stato solo con il tour invernale che Carlo e Federico - questi i loro veri nomi - hanno realizzato di aver fatto qualcosa di importante: le date del tour nei club sono andate praticamente tutte sold out. C'era così tanta richiesta di biglietti che i due cantautori romani hanno dovuto aggiungere al calendario altri concerti, per cercare di non lasciare fuori nessuno: inutile dirlo, anche le altre date hanno registrato il tutto esaurito. La mini tournée invernale è partita lo scorso 26 gennaio dal Palapartenope di Napoli: la serie di concerti - tredici, in totale, con date multiple a Roma, Milano, Torino e Bologna - terrà impegnati Carl Brave x Franco126 fino a domani sera. "Siamo arrivati alle ultime battute, ormai. Con questi concerti ci siamo resi conto della grandezza della situazione. Il pubblico è stato fortissimo. Effetto karaoke ovunque: cantavano tutti. È stata una figata", ci dicono loro al telefono, in un momento di pausa.

"Polaroid" è uscito lo scorso maggio e ha riscosso ampi successi soprattutto sulle piattaforme di streaming e su YouTube, i canali attraverso i quali i giovani ascoltano la musica oggi. L'album è stato certificato Disco d'oro e così anche i singoli "Solo guai", "Polaroid", "Pellaria" e "Noccioline". "Sempre in due", invece, è stato certificato platino. A detta di Carlo e Federico la chiave di tutto è stata la semplicità: "Non c'è stata una strategia, è stato tutto molto spontaneo e genuino". E pensare che è cominciato tutto per gioco: "Carlo stava registrando il suo disco: un giorno mi ha fatto ascoltare una base e io gli ho proposto di fare un pezzo insieme", racconta Franco126, "ci siamo trovati bene e abbiamo continuato a lavorare insieme alle altre canzoni. Quel pezzo era 'Solo guai' ed è diventata la prima delle 'Polaroid'". I due, in realtà, si conoscono da anni: "Confrontandoci abbiamo scoperto che c'era una certa affinità nella scrittura e nello stile. Il primo pezzo insieme lo abbiamo pubblicato nel 2011, dopo vari esperimenti. Compreso un disco trap che non è mai uscito (e mai uscirà). Alcune canzoni nascono in studio, altre le scriviamo individualmente e poi ci confrontiamo sui testi e sui ritornelli", spiegano a proposito del sodalizio.

Dopo l'uscita dell'album Carl Brave x Franco126 hanno continuato a pubblicare altre canzoni, che ora sono state inserite all'interno della nuova edizione di "Polaroid": sono "Medusa", "Cheregazzina", "Avocado" e "Argentario". Non c'è "Barceloneta", il singolo con Coez (altro Disco d'oro): "Quella canzone è nata come una collaborazione, non come un featuring per il disco", spiegano Carlo e Federico, "non c'era l'idea di inserirlo in un disco e infatti resterà un singolo. Abbiamo incontrato Coez al Primavera Sound di Barcellona, per caso, e abbiamo passato la serata insieme. L'idea di una collaborazione era nell'aria già da un po', così abbiamo deciso di fare un pezzo per raccontare l'esperienza al Primavera".

Coez ha voluto Carl Brave x Franco126 tra gli ospiti dei due concerti al PalaLottomatica, la grande festa per la chiusura del suo fortunato tour. E sul palco del palasport romano i tre hanno cantato proprio "Barceloneta": "Gli spalti erano pieni, è stato mega-emozionante, da brividi. Abbiamo provato felicità, ma anche un pizzico di amarezza: con quattro sold out all'Atlantico probabilmente un concerto al PalaLottomatica avremmo potuto farlo anche noi".

Coez, Carl Brave e Franco126 sono solo tre protagonisti di quella che può essere definita a tutti gli effetti come la terza generazione di cantautori romani: insieme a loro ci sono Tommaso Paradiso e i suoi Thegiornalisti, Calcutta, Giulia Ananìa e Gazzelle, per fare qualche nome. "Siamo accomunati dalla tendenza a fare le canzoni in modo diverso, seppur mantenendo ciascuno un proprio stile ben riconoscibile", dicono Carlo e Federico, "era da un po' di tempo che la scena romana sembrava essersi fermata. Ora, invece, stiamo assistendo a una bella rinascita. Finalmente. È bello, perché Roma ha una storia importante, dal punto di vista del cantautorato e della canzone. E poi è una città che ha una poetica tutta sua".

Sanremo lo seguiamo e ci piace pure. Il fatto è che noi i live li facciamo con la gente in piedi, che fa casino e che canta. Quella è una situazione un po' vecchia.

Di quella poetica Carl Brave x Franco126 sono dei veri e propri cantori: nelle loro canzoni raccontano Roma, le sue bellezze e anche i suoi lati oscuri. Compresi i "gabbiani che frugano nei sacchi neri" della spazzatura. Ma cos'è che piace dei loro pezzi? "I ragazzi ci si possono rivedere. Siamo terra terra, genuini, siamo veri, e secondo noi questo si percepisce. Certo, poi c'è anche la scrittura, il linguaggio, il suono. Diciamo che quello che funziona è il prodotto completo", rispondono i due cantautori.

Siamo terra terra, genuini, siamo veri, e secondo noi questo si percepisce.

Una curiosità: nella settimana del Festival di Sanremo, mentre sul palco dell'Ariston si alternavano diversi over 50 e pochissimi under 30 (l'età media dei concorrenti in gara di quest'edizione era di 48 anni, circa), Carl Brave x Franco126 - rispettivamente classe 1989 e 1992 - mettevano a segno uno dopo l'altro quattro sold out all'Atlantico di Roma (12.000 spettatori in totale). Che rapporto hanno i due cantautori con i canali "tradizionali"? "Sanremo lo seguiamo e ci piace pure. Il fatto è che noi i live li facciamo con la gente in piedi, che fa casino e che canta. Quella [Sanremo] è una situazione un po' vecchia". E se un direttore artistico "illuminato" aprisse le porte dell'Ariston alla nuova generazione? "Sarebbe figo, ma ormai sono altri i mezzi per arrivare al grande pubblico", commentano, "Spotify, YouTube e internet più in generale. Sicuramente Sanremo ti dà una bella botta, ma è un modo vecchio per arrivare al pubblico: ci sembra un discorso un po' sorpassato. È proprio la tv che ci sembra sorpassata: chi la guarda più, ormai?".

Ormai sono altri i mezzi per arrivare al grande pubblico. Spotify, YouTube e internet più in generale.

Eppure in tv Carl Brave x Franco126 ci sono andati. La scorsa settimana sono stati ospiti di "E poi c'è Cattelan", il programma condotto da Alessandro Cattelan su Sky Uno: "Ma è un altro tipo di televisione. Cattelan è un pischello che fa un programma seguitissimo dai pischelli", precisano Carlo e Federico, "qualcosina che va ancora c'è. X Factor, ad esempio, è uno dei programmi che ci piacciono di più. Ma è difficile che un ragazzo guardi la tv in diretta: magari si recupera gli spezzoni dopo, in streaming".

Una volta finito il tour invernale, Carl Brave x Franco126 non resteranno con le mani in mano: sanno bene che è ancora troppo presto per sedersi sugli allori. "Continueremo a far uscire pezzi. Non saremo in tour, ma magari faremo qualche data. E poi ci saranno altri progetti: usciranno dischi solisti", ci anticipano loro, "cercheremo di dargli un tiro differente: sarà roba diversa rispetto a quella di Carl Brave x Franco126".

(Mattia Marzi)

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