NEWS   |   Pop/Rock / 23/02/2018

Quincy Jones si scusa per la stroncatura dei Beatles: ‘Sono un essere umano imperfetto e non ho paura di dirlo’

Quincy Jones si scusa per la stroncatura dei Beatles: ‘Sono un essere umano imperfetto e non ho paura di dirlo’

In un cinguettio diffuso ieri sul suo profilo Twitter lo storico produttore Quincy Jones si è profondamente scusato per “le stupide cose dette in due recenti interviste”. Per quanto Jones non citi esplicitamente né i Beatles né altri è piuttosto ovvio pensare che faccia riferimento a quanto dichiarato a Vulture nelle scorse settimane, quando l’ottantacinquenne produttore di star del calibro di Michael Jackson e Frank Sinatra disse che i Fab Four “erano dei figli di puttana incapaci di suonare” – qui l’intervento completo. Nella stessa intervista, Jones ha criticato anche gli U2, mentre, alla fine di gennaio, i suoi strali hanno colpito la popstar Taylor Swift nell’ambito di un’intervista rilasciata a GQ, che potrebbe essere l’altra “recente” alla quale fa riferimento nel tweet.

Scrive Jones:

Un paio di fine settimana fa, le mie sei figlie (della quali sono immensamente orgoglioso) mi hanno preso da parte per fare una “riunione di famiglia” per alcune stupide cose che ho detto in due recenti interviste e…ho imparato la lezione! Lasciatemelo dire, sono così grato alle mie figlie perché non hanno paura di opporsi al loro padre. Sono un essere umano imperfetto e non ho paura di dirlo. Mi dispiace e non ho paura di dirlo.

Il produttore continua poi scrivendo che, “anche a 85 anni”, “è evidente che le parole incontrollate e le parolacce sono imperdonabili”, specialmente, prosegue, perché “hanno contraddetto il vero messaggio che ho cercato di trasmettere riguardo al razzismo, all’ineguaglianza, all’omofobia, alla povertà”. Jones racconta anche di aver contattato personalmente gli “amici” vittime dei suoi commenti, “ma quando hai una vita pubblica hai la responsabilità di essere un esempio e, siccome io conduco una vita pubblica, volevo porgere pubbliche scuse”. Si rivolge così “a chiunque sia stato offeso dalle mie parole e specialmente agli amici che sono ancora qui con me e a quelli che non ci sono più”. Firmato, “un vecchio uomo di 85 anni con le gambe storte che sta ancora imparando dai suoi errori”.

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