New acoustic movement all'italiana: nasce Room Service Records

C’è nuovamente voglia di “musica da camera”, nell’indie rock italiano. Voglia di piccoli spazi, di dimensioni raccolte, di intimismo sonoro, di gesti misurati e proporzionati alla realtà. Di qui un’etichetta come Room Service Records (“servizio in camera”, appunto): dischi a contenuto e prezzo ridotto (5 brani, 7 euro), vendita diretta demandata al sito Web, www.roomservicerecords.it, e ai concerti (niente distribuzione nei negozi, almeno per il momento: difficile, e spesso inutilmente costoso, cercare spazio negli scaffali), promozione focalizzata sul passaparola, sulla stampa di settore e sul circuito radio rock, gusto artigianale per la coltivazione di talenti anche inusuali. L’ideatore/direttore artistico è un biellese trapiantato a Torino, Paolo “Gep” Cucco, collaboratore di gente come Africa Unite e Mau Mau, realizzatore di jingles e di colonne sonore nonché artista “multimediale” di suo con lo pseudonimo di Paco Deluz. “Si è un po’ persa la buona abitudine a farsi conoscere suonando dal vivo”, spiega a Rockol, “forse perché a un certo punto l’offerta è diventata troppo abbondante, la qualità ha cominciato a scemare e il pubblico si è stancato. Il live è al centro dei nostri progetti, ma il disco conserva una funzione importante, è una memoria di quel che si è fatto. Il formato mini Cd da 5 canzoni è economico e flessibile, permette di programmare più uscite nel corso di un anno e di far crescere gli artisti gradualmente: cosa che una casa discografica tradizionale oggi non può più permettersi di fare”. Perché i Cd e non i download, per esempio? “Sul sito i nostri dischi saranno interamente ascoltabili in streaming, ma io credo ancora molto nel valore dell’oggetto e delle informazioni che corredano la musica”.
Produttore artistico di ogni lavoro sfornato dalla sua piccola fucina, Gep assicura ai suoi artisti la comproprietà dei master, secondo un modello che comincia a prendere piede tra le nuove generazioni di discografici indipendenti. “E’ un modo anche questo di instaurare una vera collaborazione”, spiega. Nascono su questi presupposti il disco che ha inaugurato il catalogo, “Tra l’altro” di Marcilo Agro (e nessuno è più “da camera” di loro: il trio “new acoustic” si esibisce tuttora negli appartamenti privati di chi li invita a suonare), e le emissioni successive: un album di Rigo, celebre bassista della band di Ligabue, intitolato programmaticamente “Songs from a room”; e poi, a marzo, “Kalacaffè” dei giovani Kalamandra e “A day any day” dello stesso Paco Deluz, accompagnato dalle voci di Bunna, Luca Morino, Emidio Clementi e Delta V in un mix di sonorità acustiche ed elettroniche che prende spunto dal suo live act multimedia. “L’emozione, per noi, conta molto più della tecnica. E ci piacciono le cose intime, non urlate ma sincere. L’elettronica non è abolita, ma tutti i dischi hanno alla base un suono sostanzialmente acustico e spontaneo. Nel nostro piccolo, cerchiamo di far circolare l’idea che è il momento di tornare all’essenzialità”.
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