NEWS   |   Pop/Rock / 31/05/2018

Oggi John Bonham avrebbe compiuto 70 anni: così i grandi ricordano il cuore pulsante dei Led Zeppelin (1 / 21)

Oggi John Bonham avrebbe compiuto 70 anni: così i grandi ricordano il cuore pulsante dei Led Zeppelin

"Potrà essere uno spazzino, o un milionario"

Probabilmente quello che ha fotografato John Bonham meglio di tutti è stato uno che non solo non lavorava nel settore musicale, ma che nemmeno l'ha mai visto suonare: la frase riportata qui sopra, ci raccontano i suoi biografi, fu elaborata dal preside della scuola media di quello che sarebbe stato il futuro batterista dei Led Zeppelin.  

Genio e sregolatezza sono lussi che soltanto pochissimi si sono potuti permettere con le bacchette in mano - forse solo lui e Keith Moon - eppure, nel caso di John Bonham molto di più che in quello del collega di Townshend e Daltrey, l'eccezionale talento, la classe sconfinata, l'estro siderale e la capacità di innovare radicalmente quella che è una colonna del tipico sound rock moderno - la batteria - sono riusciti a oscurare tutto il resto.

In lui, come preconizzato dal direttore della sua scuola, sono riusciti a convivere per 32 anni uno dei geni più grandi ma apparsi sullo sgabello di una batteria e una pervicace volontà di annullarlo. Piuttosto che scadere nella frusta retorica dell'autodistruzione legata al talento, forse conviene pensare che doveva andare così, e mettersi il cuore in pace. In occasione di quello che sarebbe stato il suo settantesimo compleanno, vi proponiamo una carrellata di opinioni su di lui espresse, negli anni, da gente che l'ha conosciuto o che - in ogni caso - sa cosa significa dare il ritmo ad alcune delle più grandi band del pianeta. Perché che Bonzo fosse il più grande di tutti non è affatto un luogo comune. Buona lettura...