MadMan - la recensione di "BACK HOME"

Prima Nitro, poi Sfera Ebbasta, quindi Madman. Per quattro settimane, fra gennaio e febbraio 2018, rap e trap hanno dominato le classifiche degli album FIMI. Madman è arrivato al numero uno con “Back home”, che è un po’ il disco del cambiamento, più morbido e personale, con un flow meno frenetico e martellante. I temi sono i soliti: soldi, sesso, fumo. Ma nel finale il rapper getta la maschera con una confessione inattesa.

È la storia del rapper che cadde sulla terra (dei cachi). Quando Madman è arrivato nuovamente al primo posto in classifica, durante la settimana di Sanremo, non c’è stato un gran clamore. Qualcuno però si è chiesto: e questo chi è? La risposta è contenuta in “Back home”. Ovvero: è un extraterrestre (definizione sua) a cui evidentemente piace molto essere amato dagli umani (aggiunta nostra). Nella copertina illuminata da una luce irreale alla “X-Files”, il rapper sembra cadere dall’alto, forse dopo aver vissuto un’esperienza “aliena”, ma è tutto molto terreno.

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