Michael ha presentato oggi alla stampa il suo lavoro, accogliendo i giornalisti con simpatia, disinvoltura ed ironia. "Sono veramente felice di essere qui”, ha esordito l’artista: “Sono grato all'Italia, voi avete cambiato la mia vita". Ovviamente si comincia subito a parlare della cover italiana inclusa nell'album, e Michael spiega i suoi rapporti con il nostro Paese e la sua musica. "Mio nonno mi disse che mi sarei potuto considerare un grande cantante solo dopo aver interpretato una canzone italiana. Era da tanto tempo che David Foster (produttore dell'album) e Tony Renis mi perseguitavano”, continua Bublé: “La canzone mi piaceva già tanto, si prestava bene al mio stile, così ho cominciato a pensarci seriamente. Siccome l'ho interpretata in stile bossanova e volevo fare un duetto, ho cercato qualcuno che parlasse in portoghese, e la scelta è caduta su Nelly Furtado. Ero già un suo grande ammiratore, ha una voce eccezionale ed è canadese come me: sono davvero felice che abbia accettato, so che ha rifiutato molte proposte simili".
L'artista è molto legato all'Italia: il nonno Demetrio, infatti, è originario di Treviso, mentre la nonna è di Villa Santa Lucia, paese vicino Pescara che ha consegnato all'artista le chiavi della città; entrambi sono molto orgogliosi di lui e del suo successo. "L'anno scorso il nonno è venuto con me in tournée e, appena siamo arrivati in Italia, si è trasformato in un ragazzino. Durante la prima serata l'ho invitato a salire sul palco e lui, molto timidamente, è riuscito a dire solo grazie. Alla quinta serata, invece, era molto più sciolto, si sentiva a casa, dal palco gridava, saltava, e mandava baci come una star". Michael Bublé è uno degli ospiti più attesi del Festival di Sanremo, che lo vedrà protagonista durante la prima serata. Non si sa ancora se canterà la canzone di Renis lanciata proprio da quel palcoscenico o "Home", il primo singolo tratto dal nuovo album. Il brano, una struggente ballata pop scritta dallo stesso vocalist, racconta della nostalgia di casa e degli affetti più cari, che Michael sovente trascura quando è in giro per il mondo. "Mi chiedo sempre se questo successo giustifichi la mia mancanza da casa. Ho imparato a non dar nulla per scontato, il successo non è una cosa vera, la famiglia sì: loro ci saranno sempre, e nulla avrebbe senso senza di loro".
A proposito della crisi che investe il mondo della discografia, il cantante ventinovenne ammette: "La crisi c'è e si sente, per questo ad un artista non basta incidere un album, ma deve andare tra il pubblico e ‘rendersi reale’: neanche Madonna o Laura Pausini possono pensare di incidere e basta e vendere milioni di dischi". A conclusione della conferenza stampa è d'obbligo una domanda sui suoi impegni futuri. "Una tournée in Italia? Certo che la farò”, risponde divertito Michael: “Sennò il nonno mi ammazza".