NEWS   |   Italia / 26/03/2018

Lucio Dalla, il rivoluzionario della canzone italiana

Lucio Dalla, il rivoluzionario della canzone italiana

C'è chi le contraddizioni le percepisce e le vive in quanto tali, e chi - semplicemente - non le considera tali. E' una questione di sensibilità e, allargando il quadro, di visione del mondo. Lucio Dalla non aveva tempo di perdersi dietro le categorie e gli steccati che inquadrano l'esistenza dei comuni mortali, e ha sempre fatto quello che gli andava, sia nella sua vita privata che in quella professionale.

Non poteva che essere una mente come la sua, quindi, a stravolgere il concetto di "canzone d'autore", facendo tabula rasa dei codici propri del cantautorato dell'epoca per presentare al pubblico una proposta talmente rivoluzionaria da essere guardata con sospetto persino nell'epoca in cui il concetto di "rivoluzione" era sulla bocca e nella testa di tutti.

Del resto, che Dalla fosse destinato a stravolgere i canoni era scritto nella sua storia: nato a Bologna il 4 marzo 1943 - data che diventerà il titolo di una delle sua canzoni più famose - Lucio studio fisarmonica e clarino. La sua passione è in jazz, che inizia a praticare sui palchi aggregandosi a diverse band locali.

Risale al 1964 il suo debutto come cantante, all’insegna di un “beat” italiano che comunque non disdegna le partecipazioni a Sanremo (ad esempio, con la canzone “Paff bum”). E' nei primi anni Settanta, però, che per l'artista bolognese arriva il successo vero, con canzoni come “4/3/1943” e “Il gigante e la bambina”. Quella che sarà la sua vera vena compositiva inizia a manifestarsi tra il ’74 e il ’77, grazie alla collaborazione col poeta Roberto Roversi. La coppia realizza album di notevole spessore, con sperimentazioni nei testi e nelle musiche: “Il giorno aveva cinque teste”, “Anidride solforosa” e “Automobili”.

Nel ’77, arriva un’altra svolta, forse la più importante nella sua carriera: Dalla diventa cantautore, e le vendite dei suoi dischi decollano a partire da “Com’è profondo il mare”. Nel 1978 esce "Lucio Dalla", uno dei dischi più importanti della musica leggera italiana, e probabilmente il più rappresentativo dell’artista bolognese. “Anna e Marco”, “L’anno che verrà”, “Stella di mare”, diventano istantaneamente dei classici. Nello stesso periodo, l’amicizia con Francesco De Gregori sfocia in alcuni brani cantati in coppia (“Cosa sarà” e “Ma come fanno i marinai”), e un tour congiunto, il leggendario “Banana republic”. Dall’esperienza, cui partecipa tra l’altro Ron, viene tratto un fortunatissimo album live. Negli anni successivi, accanto a dischi sempre accolti con grande favore da parte del pubblico, si dedica anche al lancio di gruppi e artisti spesso appartenenti alla sua Bologna come gli Stadio, Luca Carboni e Samuele Bersani. Nel 1986 incide “Caruso”, il suo maggiore successo: verrà ripresa anche da Pavarotti, e incisa in una trentina di versioni in tutto il mondo. Il 1988 è l’anno di una nuova, inattesa accoppiata, con Gianni Morandi, sopravvissuto a un periodo di declino artistico ma brillantemente “ripescato” per un album e un tour.

Nel 1990 Dalla stupisce ancora: una canzone di Ron, la filastrocca “Attenti al lupo”, diventa uno dei suoi brani più conosciuti nonostante qualche perplessità da parte della critica. Grazie anche a tale canzone, il disco "Cambio" stabilisce il suo record di vendite (tuttora tra i più venduti della storia della canzone italiana). Negli anni ’90 la sua attività è ormai all’insegna dell’eclettismo: dirige la sua etichetta, la Pressing (per la quale incide la maggior parte degli artisti da lui scoperti), compone musiche per film, realizza programmi tv, dipinge e fa il gallerista, incide “Pierino e il lupo”, si cimenta con la musica classica, e continua la sua attività di talent-scout (le ultime sue proposte: Armando Dolci ed Enrico Papi). Contemporaneamente continua la sua produzione discografica più tradizionale, i cui ultimi prodotti sono i dischi di inediti "Luna Matana" del 2001 e "Lucio", del 2003, a cui si aggiunge la compilation del 2006 "12000 lune", anticipata dal singolo inedito “Dark Bologna”.

A ridosso dell'estate 2007 esce "Il contrario di me", nuovo disco pubblicato nei negozi e nelle edicole, come supplemento del quotidiano Repubblica. Poco dopo, ad inizio 2008. esce "LucioDallaLive - La neve con la luna", doppio Cd e DVD registrato il 19 dicembre 2007 a Bologna. Ad inizio 2009 partecipa al Festival di Sanremo come "padrino" di Iskra Menarini, sua storica corista in gara nella categoria riservata agli esordienti. Dopo "Angoli nel cielo" (2009), il 2010 vede invece – a trent’anni di distanza – una nuova collaborazione con De Gregori per un tour da cui viene tratto un disco live, anticipato dal brano “Non basta saper cantare” e intitolato "Work in Progress".  A novembre 2011 esce invece "Questo è amore", raccolta di canzoni meno note in cui spiccano anche un paio di duetti, tra cui quello con Marco Mengoni. Il 15 gennaio 2012 viene annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo, dove accompagnerà PierDavide Carone in gara nei Big con "Nanì". Per l'ex cantante di Amici produce anche l'album "Nanì e altri racconti", curandone anche gli arrangiamenti assieme a Bruno Mariani.

Tre giorni prima di quello che sarebbe stato il suo sessantanovesimo compleanno Dalla è a Montreaux, in Svizzera, dove la sera prima di era esibito. I musicisti lo incontrano, la mattina, nella sala colazione dell'hotel: è sereno, pare in forma, e nessuno si preoccupa nel vederlo risalire in camera prima del tempo. Lucio non tornerà più, né dai suoi musicisti, né dal suo pubblico, lasciando un vuoto incolmabile che nemmeno gli anni riusciranno a farci dimenticare.

LUCIO DALLA E' PROTAGONISTA DI 'VIVA L'ITALIA'

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