Metallica, la recensione del concerto al Pala Alpitour di Torino: ‘Dopo 37 anni siamo ancora qui’

Metallica, la recensione del concerto al Pala Alpitour di Torino: ‘Dopo 37 anni siamo ancora qui’

Che i Metallica stiano puntando sempre più sulla dimensione live non è un mistero, considerando i molteplici pacchetti messi a disposizione dei fan – alcuni estremamente costosi – che desiderino assistere ai concerti del “WorldWired Tour” dei Four Horsemen e il generale aumento di prezzo dei biglietti delle tournée della band, triplicatisi nel corso degli ultimi anni, come ha recentemente raccontato il manager dei giganti del rock duro. A confermare la centralità dell’incontro con il pubblico è anche la prima tappa italiana del tour a supporto dell’ultima fatica del quartetto californiano, “Hardwired… To Self-Destruct”, che ieri sera ha debuttato a Torino, in un Pala Alpitour sold out da mesi – prossima tappa, l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (BO), con due live il 12 e 14 febbraio. La cura dell’esibizione è quasi maniacale e lo dimostrano il bellissimo palco a 360 gradi, le prestazioni impeccabili dei quattro musicisti, la scelta di una scaletta ben calibrata tra i brani del nuovo disco e i classici della band più amati, il regalo ai fan italiani della cover di “C’è chi dice no” di Vasco Rossi, la scenografia di grande effetto e i giochi scenici diversi per quasi ogni canzone. Per quanto il nero resti il colore dominante, il gruppo sa quanto sia cambiato il suo pubblico: a vedere una tra le band heavy più incisive di sempre non ci sono più solo né i puristi del trash metal dei primi anni e né gli integralisti dell’headbanging, bensì una compagine umana variegata, che include, come fa notare il frontman James Hetfield, persino alcuni bambini. Ai Metallica non dispiace per nulla, anzi, questo pubblico non riescono proprio a salutarlo e, anche a concerto finito, posati gli strumenti, si trattengono a prendere applausi, lanciare bacchette e oggetti non meglio identificabili, passarsi il microfono per fare ognuno il suo saluto, in un misto di inglese e italiano.

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Più di questo ai Metallica, sulle scene da 37 anni, non potevamo chiedere. Difficile trovare una sbavatura in uno show come quello di ieri, tenuto in piedi in primo luogo dall’affiatamento di James Hetfield, Lars Ulrich, Kirk Hammett e Robert Trujillo. Fratelli, come si definiscono loro, nonostante gli attriti in passato non siano mancati. Alla band piacciono le tradizioni, la prima delle quali è il brano di apertura di ogni concerto, la versione targata Four Horsemen di “Ecstasy of Gold” di Ennio Morricone (“Il buono, il brutto e il cattivo”), che – nata da un’idea del primo manager del quartetto – arriva puntuale come la posa accovacciata di Trujillo, marchio di fabbrica del bassista più duraturo della band. A riproporsi sono anche i classici del repertorio dei metallari – “Seek & Destroy”, “For Whom The Bell Tolls”, “One”, “Master Of Puppets”, “Nothing Else Matters”, “Enter Sandman” – e le cover delle band che più hanno influito sulla crescita artistica dei Metallica, che in questo caso scelgono “Blitzkieg”, presente anche nel loro disco di cover “Garage Inc.” (1998). Ampio spazio è dedicato anche al recente “Hardwired… To Self-Destruct” - “Cosa dite del nuovo album, vi piace?”, chiede Hetfield ai presenti -, accolto con boati che sembrano confermare l’opinione, per la maggiore tra la critica, di un ritorno in grande stile dei musicisti.

Poche decine di minuti prima che vengano annunciati i vincitori della sassantottesima edizione del Festival di Sanremo, a Torino si chiude il set dei mostri sacri dell’universo metal, che promettono: “Ci vediamo presto”. Dopo il concerto di ieri, siamo convinti che siano in molti ad aver già dato il via al conto alla rovescia.

di Erica Manniello

Scaletta:

“The Ecstasy of Gold”
“Hardwired”
“Atlas, Rise!”
“Seek & Destroy”
“Leper Messiah”
“Welcome Home (Sanitarium)”
“Now That We're Dead”
“Spit Out The Bone”
“For Whom the Bell Tolls”
“Halo on Fire”
“C’è chi dice no” di Vasco Rossi
“Blitzkieg”
“The Memory Remains”
“Moth Into Flame”
“Sad but True”
“One”
“Master of Puppets”

Bis:
“Orion”
“Nothing Else Matters”
“Enter Sandman”

 

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