Tori Amos presenta il nuovo album, 'The Beekeeper', e un’autobiografia

Tori Amos presenta il nuovo album, 'The Beekeeper', e un’autobiografia
Da quando ha cambiato casa discografica Tori Amos ha scoperto una nuova vena creativa. Prolifica come non mai, il 21 febbraio prossimo l'artista pubblica il terzo album in tre anni: “The Beekeeper”, che arriva dopo il concept “Scarlet’s walk” e il DVD live con brani inediti “Welcome to sunny Florida”. Realizzato e autoprodotto nel suo studio inglese, il Martian Engineering, con i musicisti che la accompagnano ormai da diversi anni (Matt Chamberlain alla batteria e John Evans al basso), Tori lo ha presentato oggi alla stampa italiana. La novità arriva dall’utilizzo di cori gospel, percussioni afro-cubane e tastiere vintage. “E’ colpa di mio marito, che me le ha regalate per Natale. Anche se lui ha una formazione musicale come batterista, la sua passione è sempre stata l’organo Hammond. Quindi una mattina me ne sono ritrovato uno nella stanza del pianoforte. E’ stato molto coraggioso a mettersi in mezzo fra me e il piano. Diciamo che, attraverso di me, ha voluto far rivivere questa passione che aveva da ragazzo. Il nuovo disco è stato quindi influenzato, dal punto di vista musicale, dalla relazione tra Bosendorfer e l’Hammond B3: le nuove canzoni sono nate suonando con la mano sinistra il pianoforte e con la destra l’organo”. “The Beekeeper” è un disco corposo, difficile da digerire al primo ascolto, dominato da ballad squisitamente melodiche che conferiscono al progetto un impianto abbastanza omogeneo. Colpisce subito la prolificità di Tori, che ha voluto inserire ben 19 canzoni. Come mai? “Io vivo in un posto molto isolato, in Cornovaglia. E gli amici che ci vengono a trovare da Londra o New York mi chiedono sempre: ‘cosa fai tutto il giorno in un posto così?’. Beh, scrivo canzoni. Mi sono sentita come le api operaie (il titolo dell’album è infatti ‘l’apicoltore’, ndr), che non possono scegliersi il maschio, ma vanno di fiore in fiore allo scopo di creare quella dolce sostanza che è il miele”. Lo stimolo creativo per questo nuovo album è arrivato alla Amos dalla figlia. “Una mattina è entrata nella ‘coffee room’ e, guardando alla BBC una trasmissione in cui venivano mostrate scene di guerra, mi ha chiesto: ‘cos’è questa cosa orribile?’. E’ la guerra. E ho cercato di spiegarle cosa volesse dire. Poi mia figlia è andata a scuola e io mi sono seduta al piano, cercando una risposta a cosa potevo fare io come madre di fronte alle atrocità della guerra. La risposta mi è arrivata tramite queste canzoni. Penso alle cose che accadono oggi come ad un frutto proibito, ed è solo tramite la conoscenza che si può davvero cambiare il mondo. Alcune canzoni portano con sé il codice del tradimento, come ‘Parasol’, altre hanno da una parte la delizia del desiderio e dall’altra la coda dello scorpione, come ‘Sweet the sting’”. Per la prima volta in un suo album, Tori si concede un duetto. E lo fa con Damien Rice in “The power of orange knickers”. “Avevo bisogno di una voce maschile per bilanciare l’equilibrio del testo, e la voce di Damien è riuscita a darmi quello che cercavo, in modo del tutto naturale. In questa canzone ho voluto spogliare il significato della parola ‘terrorista’, termine di cui si è abusato in questi anni negli Stati Uniti. Mi sono immersa in questa parola verificando le risposte e l’effetto che essa suscitava nelle persone. E le accezioni sono state diverse: per alcuni terrorista è una persona con un turbante, per altri in uniforme, per mia figlia un bullo che nel parco giochi dà fastidio agli altri bambini, per altri ancora è una bevanda alcolica, oppure un’ossessione per una donna”. Ma è cambiata la visione di Tori Amos del suo paese dopo “Scarlet’s walk”, concept album centrato proprio sul viaggio della protagonista Scarlet - alter ego della stessa Amos - lungo le strade d’America? “Certamente. Non vi siete mai chiesti come mai due gruppi di persone siano così divisi su un problema tanto semplice? La ‘Medicine Woman’ di ‘Scarlet’s walk’ è venuta da me e mi ha detto che entrambe le parti possono vincere. Tragicamente, non tutti vogliono intraprendere un cammino di pace. Ognuno vuole la pace così come la intende lui. E si ricorre alla cristianità per assoggettare le masse. Come figlia di un pastore metodista, sono cresciuta osservando le persone che cantavano e pregavano per esternare la loro interiorità. Come donna, ho sentito invece il bisogno di penetrare i testi sacri e riscriverli secondo una visione contemporanea e attuale, in modo che ognuno potesse capirli nel proprio microcosmo. E le nuove generazioni, per cambiare lo stato delle cose, devono prendere consapevolezza. Così sono ripartita dall’idea del peccato originale, come spiego nella canzone ‘Original sinsuality’, un gioco di parole tra ‘sin’ (peccato) e ‘sensuality’ (sensualità)”. Oltre al nuovo album, Tori Amos si è impegnata nella stesura di un libro, “Piece by piece”, scritto assieme alla giornalista e scrittrice Ann Powers: una sorta di autobiografia in cui l’artista del North Carolina si apre e racconta se stessa nel privato e nella musica. “Tutto è nato da una conversazione con Ann. Lei ha lavorato per molti anni come critico musicale del ‘New York Times’. Era una di quelle penne che incutono timore, che quando recensiscono un tuo album ti viene voglia di chiuderti in casa per giorni senza voler sapere cosa ha scritto su di te. Per il libro, invece, si è rivelata una persona disponibile ed è andato tutto per il verso giusto. Adesso è curatrice del Museo della Musica di Seattle”. E riguardo a come i due mercati, quello americano e quello anglosassone, accolgono i tuoi dischi? “In questo momento l’America è divisa. A causa di queste divisioni si è sviluppata una sorta di fame nel creare strutture musicali affinché le persone possano farsi una propria opinione senza subire il bombardamento dei media. Io resto a guardare cosa accadrà alla mia musica. Vedremo…”. Come mai hai deciso di trasferirti dagli Stati Uniti all’Inghilterra? “Per amore. Mio marito è un fan dell’Arsenal. Sapete come sono gli inglesi…”. Autoironia a parte, “The Beekeeper” sarà disponibile anche in edizione limitata con l’aggiunta di un DVD in cui Tori parla diffusamente dell’album e della sua carriera (il supporto digitale conterrà inoltre una bonus-track intitolata “Garlands”). All’inizio dell’estate, invece, la cantante partirà con un nuovo tour.
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