La vedova di Chester Bennington racconta la sua sorpresa per il suicidio del marito

La vedova di Chester Bennington racconta la sua sorpresa per il suicidio del marito

Il 31 gennaio scorso la vedova del frontman dei Linkin Park Chester Bennington Talinda ha partecipato a un incontro - assieme alla moglie di Mike Shinoda Anna e al production manager dei Linkin Park Jim Digby - il cui tema era incentrato sulla sanità mentale nell’industria musicale. Inevitabile quindi che parlasse della sua tragica esperienza.

Questo l'inizio del suo racconto: "Io e Chester eravamo entrambi emotivamente instabili in modo diverso, nei dodici anni e mezzo in cui siamo stati assieme siamo cresciuti. Lui ha lottato con la dipendenza e la depressione, due cose contro le quali io non ho mai combattuto. Sebbene anche io abbia i miei demoni”.

Talinda dice di essere rimasta del tutto sorpresa dal suicidio di Chester: “Mio marito in passato aveva tentato il suicidio, ma io avevo pensato, 'E' stato perché era allo stremo’. Prima della sua morte, pensavo molto ingenuamente, che fosse tutto a posto. Avevamo un amico molto, molto caro, Chris Cornell, che si era tolto la vita. E mi sono detta, 'Okay, Chester vede quello che stanno passando Vicky (la moglie di Cornell) e i suoi bambini. Siamo i padrini dei loro figli e questo non accadrà mai.'"

Poi ha ricordato quanto Chester fosse ‘pieno di vita’ quando insieme ai loro figli andarono a Sedona, in Arizona, lo scorso luglio: "Doveva tornare a casa per lavorare. Era entusiasta di promuovere il nuovo album e di avere impegni. Era felice. Mi ha dato un bacio di saluto, ha dato il bacio dell’arrivederci ai bambini e non l’ho mai più visto. La telefonata che ho ricevuto la mattina successiva mi ha ribaltato la vita. La vita dei miei figli era ribaltata per sempre.”

Talinda dice ancora: "Era pulito da quasi sei mesi, il che era incredibile per lui. In passato si vergognava molto quando ci ricadeva, vergogna che aveva iniziato a condividere con me da un paio di mesi, vergogna che non pensavo potesse avere. Così quando è morto e ho saputo che c’erano due bottiglie di birra vuote nella stanza, ho capito che ci era ricaduto, ma sapevo anche che non era così intossicato fuori dalla sua mente come avrei invece pensato. Ho pensato che quei drink avevano immediatamente innescato la vergogna, innescato un circolo di percorsi neurali malsani".

Ha aggiunto inoltre che Chester: "Soffriva di depressione fin da bambino che non è mai stata curata. Aveva avuti dei traumi nel periodo dell’infanzia come molti di noi. Ma il suo percorso ha continuato verso il disastro. Credo, come ha detto Mike (Shinoda), che per lui fosse molto faticoso fare le cose normali, essere felice. Come moglie di Chester, ovviamente, potete solo immaginare le cose che mi sono passate per la testa: "Cosa mi è mancato? Cosa avrei potuto fare?’…Sono anni di salute mentale non curata, che hanno portato all'abuso di sostanze, che hanno portato a relazioni malsane. Quando l'ho incontrato era pronto per diventare più sano".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.