I Calexico raccontano il nuovo album: "L'amore è il filo che ci tiene uniti"

I Calexico raccontano il nuovo album: "L'amore è il filo che ci tiene uniti"

Joey Burns e John Convertino, colonne portanti dei Calexico, sono stati in Italia a promuovere il loro nuovo album "The Thread That Keeps Us" uscito lo scorso 26 gennaio. Come un appuntamento fisso che si attende con piacere, Rockol ha incontrato i due membri fondatori della band di Tucson, Arizona, per una video intervista a Milano: li abbiamo portati a fare una passeggiata in Darsena, in una soleggiata giornata invernake. La loro ultima fatica in studio contiene quindici brani evocativi e suggestivi, con tutti gli ingredienti tipici dei Calexico (ballad morriconiane, mariachi, cumbia, rock) e alcune nuove componenti sonore (l’elettronica, per esempio) e un maggiore impiego di chitarre e spruzzate di noise (genere già approcciato in “Algiers” del 2013).

“‘The Thread That Keeps Us’, il filo che ci tiene insieme, per me parte da casa", ci racconta il cantante e chitarrista Joey Burns, "Inizia dall’amore per le mie figlie, per Twaila, che significa appunto 'tessuto di doppio filo', e per sua sorella Geneviene. L’ultima canzone del disco, ‘Music Box’ è dedicata a loro. Dico che le amo e non se lo devono dimenticare. L’amore è la cosa più potente”.

Il disco affronta di continuo tematiche ambientali come nel brano “End Of The World With You”: “Stiamo vivendo sfide al limite dell’estremo”, racconta Joey Burns, “Al momento siamo fortunati a godere delle risorse del nostro pianeta, ma chi può dire cosa accadrà quando finiranno. E poi ci sono persone come Donald Trump che cercano in tutti i modi e con tutti i mezzi di dividere e allontanare le persone, quando invece è normale che si cercherà di resistere e di stare insieme nonostante tutto. Questa canzone abbraccia chi si schiera e chi sente il bisogno di resistere per non finire isolato”. Ad un primo ascolto, il nuovo disco dei Calexico sembra quasi scritto per un’era post nucleare: “E’ un bel modo di pensarla”, spiega John Convertino, “In effetti viviamo quasi in un’era apocalittica. In molte situazioni della storia le cose per andare bene devono prima andare male. Tendiamo a fare due passi avanti e uno indietro, ma per fortuna ora abbiamo una grande opportunità di imparare qualcosa. Non succede solo negli Stati Uniti, è una cosa che coinvolge tutto il mondo, un effetto domino che prende dentro tutti. Vedremo cosa accadrà… la cosa migliore da fare è stare dentro a questo processo, sono certo che così facendo le cose andranno bene”.

Le registrazioni dei brani sono state fatte in California, luogo familiare ai due Calexico (“I miei genitori ci abitano ancora, nella stessa casa che hanno costruito negli anni Sessanta”, ci ha confidato Burns): “Lavorare in California credo sia stato sorprendente per entrambi. Essere immersi nella natura e trarne ispirazione ti fa sentire l’esigenza di preservarla. Lo studio poi è all’interno di una foresta protetta con una vista sull’Oceano Pacifico. Ogni giorno facevamo lunghe passeggiate nei sentieri del bosco fino alle scogliere. Siamo stati così fortunati da vedere anche una balena, e quando ti trovi davanti questi animali maestosi tutto quanto si mette nella giusta prospettiva”.

Con i Celexico si è parlato anche di politica, società e uguaglianza: “I miei genitori hanno votato per i conservatori, hanno votato per Trump”, racconta Joey Burns, “e questa cosa mi ha davvero sorpreso. Molti altri hanno fatto questa scelta e questo dice molto, è un allarme che non possiamo ignorare. Qualunque sia la ragione, sembra che ci sia una fetta della popolazione di questo pianeta che non vuole imparare, che non vuole aprire i propri orizzonti, così come ci sono politici che hanno una mentalità chiusa ed immatura. E’ per questo che penso che un artista ad un certo punto si senta in obbligo di fare qualcosa. La società dominata dai maschi ha già fatto abbastanza danni. Sto leggendo un libro sull’uguaglianza e sui dei diritti delle donne. Ci penso molto specie ora che ho due figlie. Un tempo c’erano stereotipi assurdi, come per esempio che la scienza e la matematica non potessero essere materie per donne. Nel sud specialmente questa mentalità è ancora più difficile da combattere, ma questo ci ricorda quanto sia necessario più che mai lo stare insieme e il rimanere uniti”.

Durante l’intervista si è parlato anche di temi più leggeri, come di sport (“Sono un grande tifoso dei Dodgers di Los Angeles”, racconta Burns, “Mio padre giocava a baseball e a basket al college, mentre ora gioca a tennis. Lo tiene impegnato, lo fa stare bene) e di discografia: “Ora si può registrare e pubblicare la propria musica senza un’etichetta o una major alle spalle. Per le persone che fanno musica ora è molto più facile, specie in momento in cui anche le radio e i negozi di dischi accolgono e danno spazio alle etichette indipendenti”.

I Calexico torneranno in Italia a marzo per tre concerti accompagnati sul palco dal Mexican Institute of Sound capitanato da Camilo Lara. Le tre date live saranno il 13 marzo all'Auditorium Parco della Musica di Roma, il 14 marzo all'Alcatraz di Milano e il 16 marzo all'Estragon di Bologna.

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