Emma racconta "Essere qui", manifesto contro l’insicurezza – VIDEOINTERVISTA

Emma racconta "Essere qui", manifesto contro l’insicurezza – VIDEOINTERVISTA

“‘Essere qui’ vuol dire: io ci sono e faccio quel che amo. È una frase che ho trovato in un libro. Quando l’ho letta ho capito che questo disco è un inno alla vita e all’importanza di esserci”. Emma Marrone descrive così il suo quinto album, il primo da “Adesso” del 2015. Lavorare al disco ha significato lavorare su sé stessa, dice la cantante salentina. “Ho fatto pace con la mia parte più debole e fragile. Al di là delle apparenze, sono una persona insicura, vivo il mio lavoro come una cura costante alle mie fragilità. Questa volta volevo rischiare, rivoluzionare, cambiare, per non tradire un bisogno che sento da tempo. Essere sé stessi è difficile, soprattutto se fai un mestiere in cui sei esposta al giudizio altrui. Ma ho imparato a non farmi intrappolare dalle proiezioni degli altri, che ero abituata ad ascoltare, forse per insicurezza. A piccoli passi e facendo grandi sforzi mi sono lasciata andare. Oggi artisticamente e umanamente sono una persona più luminosa. Questo disco rappresenta la vittoria della serenità contro l’insicurezza”.

Nel contesto del disco, il singolo “L’isola” rappresenta musicalmente un caso a parte, un modello d’arrangiamento e canto che non è stato seguito nelle altre canzoni. “Sono un po’ pazza, l’ho voluta fortemente perché è la prima canzone che ho ascoltato due anni e mezzo fa ed è il motore che mi ha spinto a lavorare al disco. Per molti è stata una scelta azzardata, ma per quanto siano fondamentali le classifiche, non devono condizionare il prodotto. Comunque siano andate le cose, sono contenta di avere fatto questa scelta. Non si possono far rivoluzioni senza morti e feriti”. L’album, racconta Emma, è cambiato più volte durante le session. “Più passava il tempo e più le cose maturavano. A disco quasi chiuso ho persino deciso di ricantare alcuni brani”.

Prodotto dalla cantante con Luca Mattioni, “Essere qui” è suonato fra gli altri da Andrea Rigonat (chitarrista e marito di Elisa), Adriano Viterbini (chitarrista dei Bud Spencer Blues Explosion), Paul Turner (dal 2005 bassista dei Jamiroquai), Enrico Matta (batterista dei Subsonica), Lorenzo Poli. “Avevo bisogno di un approccio un po’ alla vecchia. Volevo fare un disco molto suonato, volevo essere presente alle session, lavorare con i musicisti in studio, dire la mia anche sulle loro registrazioni. Insomma, non volevo occuparmi solo del canto, ma anche della parte musicale. È stato bello condividere le idee con i musicisti. Mi hanno trattata come una di loro ed è una grande soddisfazione”. A chi le chiede se non è strano che un musicista di tutt’altra estrazione come Viterbini suoni con lei, Emma risponde che “un musicista va dove c’è da suonare. Non credo che un chitarrista blues non possa stare in un disco pop. E comunque, io non mi sono mai voluta rinchiudere in un genere”.

L’album comincia con il viaggio alla ricerca di sé stessi di “L’isola” e continua con una serie di canzoni che parlano di conflitti, dolori, pianti. “Nel disco tratto tanti temi”, puntualizza Emma, “ma sempre con un’accezione positiva. È il mio modo di dire: forza e coraggio, c’è ancora tanto da fare, si può ancora cambiare”. Uno dei pezzi più importanti è “Sorrido lo stesso”, di cui Emma Marrone è co-autrice. “È il manifesto della mia vita, la sintesi più sincera del mio percorso. È una lettera aperta a me stessa e alle persone che mi seguono. Dico: so chi sono adesso, riconosco ogni mio difetto, e so che cosa voglio dal mio essere artista. Arrivarci è stato un lungo processo. Ho bisogno di tempo e di esperienza per capire le cose. E credo di dovere imparare ancora tanto”. “Sorrido lo stesso” è l’unica delle 11 canzoni di “Essere qui” di cui Emma è co-autrice. Nelle altre si affida a Giuliano Sangiorgi, Federica Abbate, Davide Petrella, Roberto Casalino, Roberto Angelini, Dario Faini, Amara, Giulia Anania, Giovanni Caccamo, Alessandra Naskà e altri. “Non sono un’artista egoriferita. Magari le altre cose che ho scritto le userò la prossima volta”.

Una delle canzoni più curiose del disco è intitolata “Malelingue” ed è facile associarla agli hater. “Non la considero una canzone contro gli hater, ma un manuale di istruzioni per chi ne è vittima. Non voglio dare importanza ai leoni da tastiera, ma a chi subisce i loro sfoghi. È un modo per far capire che per quattro persone che parlano male di te, ce ne sono dieci che ti vogliono bene. Concentriamoci su quelle. Ho imparato a farmi scivolare di dosso le critiche piene d’odio. All’inizio è stata dura. Sembro una persona sempre pronta all’attacco, ma nel privato ho avuto dei crolli. Crescendo ho imparato a porre l’attenzione su altre cose. Oggi sono molto più serena”.

Un’altra nuova canzone, “Le ragazze come me”, viene presentata come un manifesto per le donne della nuova generazione. “Mia madre mi ha insegnato rispetto, onestà, libertà, sincerità, che cerco di esprimere attraverso la musica. Oggi le donne stanno prendendo più coraggio”, dice riferendosi a quel che sta accadendo dopo il caso Weinstein. “Mi piace quando fanno gruppo e si aiutano, un po’ meno quando non sono solidali tra di loro”. In quanto alla sua nuova immagine, la cantante dice di avere fatto pace anche col suo lato femminile. “In passato mi sono barricata dietro a giubbotti di pelle e camminate rudi. Mi sentivo vittima di pregiudizi, pensavo che imponendo l’immagine di rocker sarei stata presa sul serio e non considerata solo una bionda carina. Oggi non credo di dover dimostrare nulla con la mia fisicità”.

Dopo il tour instore, in maggio Emma partirà per una serie di concerti. Le date finora confermate sono il 16 maggio al PalaLottomatica di Roma, il 18 al Mediolanum Forum di Assago (MI), il 19 al PalaAlpitour di Torino, il 21 alla Kioene Arena di Padova, il 23 al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 26 al Pal’Art Hotel di Acireale (CT), il 28 al PalaPartenope di Napoli. “Ci stiamo lavorando, ho disegnato il palco, ma non voglio dire niente per scaramanzia, se non che suonerò tutte le canzoni del disco nuovo”.

Dall'archivio di Rockol - Emma racconta l'album "Fortuna"
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