NEWS   |   Pop/Rock / 15/02/2018

Da riscoprire: la storia di "High hopes" di Bruce Springsteen

Da riscoprire: la storia di "High hopes" di Bruce Springsteen


Nel marzo del 2013 Bruce Springsteen è in tour in Australia. La sua E Street Band è in versione modificata: Little Steven è assente, per finire le riprese della sua serie TV “Lilyhammer”. Al suo posto c’è Tom Morello dei rage Against The Machine, con cui ha già suonato in passato, ma in maniera estemporanea. 
E anche in tour non si ferma: da qualche mese ha iniziato un nuovo progetto: un disco, che raccolga alcune delle canzoni scritte negli ultimi anni, ma non incluse nei dischi precedenti. Strada facendo il disco prenderà una piega diversa dal semplice “album di inediti”, perché alcuni brani inedito non sono. Diversi vengono incise nelle pause del tour, con quella formazione della E Street Band.

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“High hopes” esce nel gennaio del 2014. La tracklist dice: 12 brani, di cui due cover, e due rielaborazioni di brani storici: “The ghost of Tom Joad”, che diede il titolo all’album, e “American Skin (41 shots)”. Al tempo, la scelta suscitò diverse critiche: i fan scatenarono il loro lato più intransigente. Gli “hater” hanno rispolverato la loro teoria: dal vivo non si discute, ma Springsteen non azzecca un disco da secoli. Invece, “High hopes” è un solido disco rock.

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