Ligabue, la videointervista: 'Una seconda parte di Made in Italy? No, non ci sarà: fare un altro concept album sarebbe troppo pretenzioso' - GUARDA

Ligabue, la videointervista: 'Una seconda parte di Made in Italy? No, non ci sarà: fare un altro concept album sarebbe troppo pretenzioso' - GUARDA

Il seme vero e proprio lo ha rappresentato "Non ho che te", una canzone che il rocker di Correggio aveva inserito, come inedito, all'interno dell'album dal vivo "Giro del mondo". Parlava di una persona che perdeva il proprio posto di lavoro e che in seguito al licenziamento sprofondava in una brutta crisi. Era il 2015. Di lì a poco Ligabue avrebbe cominciato a scrivere un concept album dedicato alla storia di Riko, un uomo comune alle prese con un matrimonio da ricostruire, un posto di lavoro da difendere e qualche crisi da risolvere. È stata proprio la storia di Riko a convincere il Liga a tornare a dirigere un film, a distanza di diciotto anni dall'ultima volta: "Stavolta avevo una storia da raccontare", ha detto il cantautore.

"Made In Italy", il film nelle sale dal 25 gennaio, è tratto proprio dalle canzoni dell'omonimo disco, uscito nell'autunno del 2016: "Le canzoni hanno un ruolo prima di tutto ispiratore, perché 'Made in Italy' è un concept album e quindi come tale si prefigge di raccontare una storia attraverso canzoni, messe in un certo ordine", spiega Ligabue a Rockol, "quando la sceneggiatura è stata scritta, ho cominciato a tirar dentro le canzoni. Nel senso che parte del film si ancora alle canzoni in partenza, cioè alcune scene nascono proprio dalle canzoni. Poi, però, il film si sviluppa ancora di più, a livello di sceneggiatura: l'album finisce più o meno a metà del film stesso ed è come se ci fosse una seconda parte che nel disco non è raccontata. E soprattutto, c'è la possibilità di dar vita ai personaggi, che nel disco sono visti solamente da lontano".

Ad interpretare Riko, il protagonista, c'è Stefano Accorsi, che aveva già recitato nel primo film diretto dal cantautore, "Radiofreccia" del 1998: "Luciano ci aveva detto che alcuni dei brani sarebbero entrati nella colonna sonora, quindi 'Made in Italy' l'ho ascoltato molto. Me ne sono proprio nutrito", racconta l'attore bolognese. Nei titoli di testa del film Accorsi, con indosso una giacca rossa con pailettes, si cimenta in alcuni divertenti passi di danza (la coreografia è di Luca Tommassini) sulle note di "Mi chiamano tutti Riko", uno dei brani portanti dell'album: "Ha un ritmo funky", dice a proposito del pezzo, "nel momento in cui ero in casa e cominciavano a trovare le scarpe giuste, i jeans giusti, cominciavo anche a trovare la camminata del personaggio. Diciamo che il disco l'ho usato proprio come uno strumento di lavoro".

Nel film, però, non ci sono solamente le canzoni di Ligabue, ma anche qualche chicca: "The whole of the moon", ad esempio, un pezzo degli Waterboys pubblicato nel 1985. E poi ci sono alcune strumentali inedite, pescate dal cantautore tra i tanti pezzi registrati durante le lavorazioni del suo ultimo disco ma poi rimasti fuori dall'album. Di materiale per una seconda parte di "Made in Italy" ce ne sarebbe, ma il rocker di Correggio esclude la possibilità di dare un seguito al disco: "No, non ci sarà", dice sicuro, "ci avevo pensato prima che uscisse il film. Ma poi ho pensato che sarebbe stato troppo pretenzioso. Farne uno, di concept album, è stato già pretenzioso, farne uscire un secondo volume sarebbe stato troppo. Mi dispiace, perché tra le canzoni che ho fatto ascoltare ai produttori ce ne sono alcune che mi stanno a cuore. Una la sentite proprio in chiusura di film, ma senza parole, in sottofondo alla scena in cui - non voglio fare spoiler - Riko scrive una lettera ad una persona cara".

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