Sala prove: Bowers & Wilkins PX (e P9): le cuffie senza compromessi

Sala prove: Bowers & Wilkins PX (e P9): le cuffie senza compromessi

VOTO: 4/5

PRO:  Suono ottimo, design di alto livello, comandi semplici e comodi, ottima riduzione del rumore e ottima connettività

CONTRO: prezzo  (di fascia alta ma in linea con i concorrenti),  portabilità limitata (non si piegano del tutto), richiedono fonti sonore di qualità per essere apprezzate

PROVATE ASCOLTANDO:  Glen Hansard, "Between two shores", Nils Frahm "All melody", Cosmo "Cosmotronic"

Ogni volta che scriviamo un pezzo e un test di questa rubrica, il mercato dell'hardware musicale si espande, trainato da cuffie e home speaker. Su quest'ultimo versante, sta per arrivare sul mercato l'HomePod di Apple (ma non in Italia, per il momento), mentre Sonos ha da poco debuttato il One, di cui vi parleremo presto - tutti a fare concorrenza all'Echo di Amazon (non disponibile in Italia) e ai prodotti Google.
Mentre il CES di Las Vegas (tradizionale appuntamente di gennaio in cui vengono presentate le novità del settore gadget) non ha riservato novità dirompenti sul versante cuffie, se non una espasione degli auricolari wireless (sul modello degli AirPods) e una integrazione delle cuffie con gli assistenti vocali come quello di Google. Il lato negativo, però, è un mercato che rischia di essere frammentato (come ha notato The Verge in questo interessante articolo), per formati e forme di connessioni.

L'ultima uscita davvero rilevante nel settore delle cuffie è avvenuta a ottobre, con le Bower & Wilkins PX, cuffie wireless di nuova generazione per il produttore, marchio di fascia alta. Le PX si collocano a metà tra le P7 - prima modello di punta - e le P9, cuffie con cavo "signature". Le abbiamo avute in prova con queste ultime, per qualche settimana. Prima qualche parola sulle P9: prezzo da audiofili (circa 899€) e prestazioni di quel livello. Sono cuffione da uso casalingo, un po' ingombranti e pesanti (ma molto comode quando indossate). Però paradossalmente sono portabili: hanno un cavo intercambiabile (compreso quello con microfono, per cellulari) e si ripiegano su se stesse, con una custodia per il trasaporto. Il suono è ottimo, equilibrato, profondo e pulito: . Se usate su PC un DAC per essere apprezzate al meglio, ovvero un piccolo aggeggio (da 100€ in su), che filtra il trasduttore del computer e rielabora in maniera più precisa e dettagliata il suono. 
Le PX sono le dirette discendenti delle P9, anche se essendo wireless, non raggiungono quei livelli sonori. Ma ormai la differenza tra cavo e bluetooth, a questi livelli, non viene notata se non dagli audiofili: per un utente "normale", le cuffie wireless raggiungo vette sonore davvero notevoli, e queste cuffie ne sono la dimostrazione.

Il design e i controlli
E' quello riconoscibilissimo delle cuffie B&W, non molto diverso da quello delle già consolidate P3 e P5. Le PX sono un poco più grandi, molto belle da vedere come linea, molto solide come materiali, piacevolissime al tatto. Anche i cuscinetti, che avvolgono l'orecchio, sono solidi (meno morbidi di quelli di altre cuffie). Il primo impatto può apparire leggermente scomodo, ma anche in uso prolungato non abbiamo avuto problemi di eccessiva compressione o di indolenzimento. L'impressione è di un prodotto di altissima qualità, di lusso, che giustifica il prezzo. Purtroppo, le cuffie non sono collassabili: i padiglioni si appiattiscono, ruotando. Ma l'archetto non si piega, e neanche i padiglioni stessi. Da trasportare risultano comunque leggermente ingombranti non tanto per il peso quanto per l'ingombro - la confezione contiene comunque una custodia.
 

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L’uso, i controlli e la batteria
I controlli sono tasti a rilievo sul padiglione destro, facilmente individuabili e dalla risposta ottima: i soliti volume, play (che funziona anche da risposta telefono) e un tasto per attivare o escludere la cancellazione del rumore.  I padiglioni hanno un sensore automatico che disattiva il play quando si tolgono le cuffie: va regolato tramite app, ma una volta trovata la calibratura funziona alla perfezione: è una caratteristica diffusa su molte cuffie wireless, ormai, ma nessuna funziona così bene. 
Una particolarità è l'alimentazione: non il classico Micro-USB, ma l'USB-C, un po' meno diffuso (il suo utilizzo sui macbook 12" ha creato qualche polemica), ma con ogni probabilità lo standard del futuro. La batteria è ottima: 22 ore dichiarate, e rispettate. Non si arriva alle 30-40 dichiarate da altre cuffie, ma è abbastanza per usarle per giorni e giorni.

Il suono e la cancellazione del rumore
A leggere altre recensioni, le PX passano per le cuffie wireless con il miglior suono in circolazione - merito anche di un design (con i trasduttori inclinati per generare un suono più naturale). Nella nostra esperienza, hanno un suono ottimo, ma che dipende un fattore: la fonte. Altre cuffie wireless (come le Sony o le Beats) tendono a compensare le fonti sonore di qualità medio bassa (gli mp3) con un suono più pieno. In alcuni casi (le Beats) lavorando molto sui bassi. In altri casi (le Sony) con un suono più equilibrato. Le B&W PX hanno un suono più neutro, che non perdona: se il disco che state ascoltando è molto compresso (come spesso capita oggi, con registrazioni senza dinamica per cuffie di bassa qualità), il risultato può essere un po' cupo. Se invece usate fonti sonore con un suono più dinamico, la separazione degli strumenti e la dinamica risaltano in tutto il loro splendore. Non siamo al livello sonoro delle P9, ma siamo ai top di gamma wireless.
La cancellazione del rumore è ottima, e ancora meglio è la possibilità di livellarla regolandola sull'ambiente. Si può fare usare tramite un'app, che regola il grado di percezione esterna (arereo, città, ufficio). L'unico difetto dell'app (provata su iOS) è che richiede una connessione con le cuffie ogni volta che si ritorna dopo averla lasciata.

Il verdetto - vale la pena?
Come le Sony, le Beats Studio 3 e le Sennheiser Momentum, le B&W PX sono "top di gamma", per finiture, posizionamento e prezzo (399€ da listino). Rispettano completamente le attese, e se avete un budget di questo tipo, sono la scelta più ovvia, insieme alle Sony e alle Momentum - mentre le Beats sono più limitate agli utilizzatori Apple (per via dell'integrazione con iOS), o a chi vuole un suono più da bassi. 


 

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