Festival di Sanremo, l’ascolto anticipato per la stampa delle canzoni dei Big: vantaggi e svantaggi

Mi pare che la civilissima consuetudine di organizzare un ascolto anticipato, a beneficio della stampa, di tutte le canzoni in gara al Festival di Sanremo sia stata introdotta nel 2013. Dico “civilissima” perché almeno ha impedito favoritismi personali ed evitato pellegrinaggi da mendicanti fra le sedi delle diverse case discografiche.

Io ci sono andato solo una volta, la prima, poi non ho più accettato l’invito. E quella volta mi sono reso conto che questa opportunità ha rivolti positivi, ma anche conseguenze discutibili. Personalmente continuo a preferire l’ascolto televisivo (o in sala stampa, che poi è la stessa cosa: anche in sala stampa il Festival lo si vede in TV) a partire dalla prima esecuzione pubblica. Perché non solo le canzoni del Festival sono pensate per un’esecuzione con l’orchestra, mentre le registrazioni che vengono fatte ascoltare ai giornalisti radunati alla RAI come è successo ieri sono quelle che verranno pubblicate nei dischi, o quasi; ma ascoltare una canzone alla prima serata del Festival senza averla mai sentita prima è un conto, un altro conto è riascoltarla dopo che la si è già sentita una volta. Inoltre, le giurie del Festival (tutte le giurie, compresa quella della sala stampa dei giornalisti) valuteranno il complesso dell’esecuzione: la canzone in sé, il modo in cui è stata cantata, il modo in cui è stata arrangiata e (purtroppo) anche il modo in cui la regia televisiva l’ha presentata. E conoscere già il brano può accentuare il gradimento (se la canzone eseguita sul palco sembrerà migliore di come la si è ascoltata la prima volta) o diminuirlo, nel caso contrario.

Ma la ragione vera e profonda per la quale, pur apprezzando la cortesia della RAI, a mio avviso l’ascolto organizzato anticipato causa più danni che utilità, sta in altre considerazioni.

La prima: l’ascolto in gruppo condiziona. Si commenta con il vicino di posto, si sbirciano le reazioni dei colleghi, magari si condividono pareri a cerimonia conclusa, e quel che ne esce spesso non è un’opinione personale – per quanto opinabile – ma un’opinione “comunitaria”.

La seconda: leggere i commenti, o peggio i voti, negli articoli che escono sui giornali dopo l’ascolto organizzato, fa capire quanto spesso i giornalisti siano (volontariamente o no) condizionati dalle loro relazioni con gli artisti o con chi lavora per gli artisti. Facendo come si fa per la distillazione della grappa, cioè togliendo la testa (gli articoli dei bastian contrari) e la coda (gli articoli dei collaborazionisti per vocazione), quel che resta è sostanzialmente omogeneo, fatte salve certe trasparentissime prese di posizione (il giornalista amico del cantante che esagera con gli aggettivi elogiativi per la canzone di quel cantante; il giornalista geolocalizzato per il quale tutto ciò che proviene dalla sua città è meritevole a prescindere; il giornalista buonista il quale, se il testo della canzone parla di migranti-attentati-violenza sulle donne, automaticamente grida al capolavoro, e già si prepara a votare per il premio della critica).

E allora, come si fa?

Non chiedetelo a me: non sono il direttore artistico del Festival di Sanremo, io. Dico solo che quel tanto di captatio benevolentiae che i giornalisti inevitabilmente infilano nei loro articoli da ascoltatori privilegiati – per favore, la definizione di “critici musicali” lasciamola da parte – e che può bendisporre il lettore medio nei confronti di una canzone o dell’altra, ma soprattutto bendisporre il cantante elogiato nei confronti del giornalista laudatore, si potrebbe evitare semplicemente facendo sì ascoltare le canzoni in anticipo, ma vietando di scriverne (su giornali, siti, blog, social network) fino alla prima esecuzione al Festival. Da lì in avanti, liberi tutti.

Il mio è un parere del tutto personale, come sempre, s’intende...

Franco Zanetti

Dall'archivio di Rockol - La dura vita della star: quando chi sta sul palco diventa un bersaglio
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.