Soundreef opererà 'secondo legge' in Italia affidando i diritti dei suoi autori e editori all'associazione no profit LEA: 'Il monopolio non esiste più'

Soundreef opererà 'secondo legge' in Italia affidando i diritti dei suoi autori e editori all'associazione no profit LEA: 'Il monopolio non esiste più'

Soundreef annuncia che opererà in Italia "secondo legge" affidando i diritti dei suoi autori ed editori a un'associazione no profit, come previsto dall'articolo 19 del decreto fiscale collegato alla legge di Stabilità, entrato in vigore nel dicembre del 2017, col quale il nostro Paese ha recepito la direttiva Barnier e che ha reso possibile ad altri operatori no profit di operare sul mercato in concorrenza con SIAE: "Oggi crolla definitivamente il monopolio SIAE: non esiste più, ci sono altri operatori sul mercato. È stata una lunghissima lotta, partita nel 2011 con soli 85.000 euro di investimento e un gruppo di persone senza particolari appoggi. Una piccola società che abbatte un monopolio di oltre cento anni: non si vede tutti i giorni", commenta Davide D'Atri, il fondatore di Soundreef, all'inizio della conferenza stampa convocata per questa mattina, martedì 16 gennaio, a Roma, a pochi giorni di distanza dall'annuncio del passaggio a Soundreef di Enrico Ruggeri e J-Ax.

L'associazione no profit alla quale la società fondata da D'Atri ha deciso di affidare i diritti dei suoi autori ed editori è LEA (acronimo di Liberi Editori e Autori): "I soci dell'associazione sono autori ed editori italiani: tra gli altri, ci sono Kento, Adriano Bono e The Niro. Molti di loro li conosciamo bene e sappiamo quanto seri siano come professionisti e come persone. Hanno accettato di utilizzare una serie di meccanismi tecnologici e procedurali che abbiamo messo in campo in questi anni per continuare a garantire ai nostri iscritti validità di rendicontazione e pagamento, rendicontazione analitica, tracciabilità e trasparenza, che sono da sempre i nostri 'fari nella notte'", dice il fondatore di Soundreef a proposito di LEA.
Il presidente del consiglio di amministrazione è Guido Scorza (presente anche nel consiglio di amministrazione di Soundreef), mentre il presidente del consiglio di sorveglianza è Lorenzo Attolico, entrambi presenti alla conferenza stampa: "LEA è un organismo di gestione collettiva dei diritti. La direttiva Barnier, nota agli addetti ai lavori, sostanzialmente legittima lo svolgimenti di attività di intermediazione di diritti  a due categorie di soggetti diversi: una categoria sono gli organismi di gestione collettiva, l'altra sono le entità di gestione indipendente dei diritti", spiega Guido Scorza, "in Italia amiamo essere gente originale: nell'attuare la disciplina europea abbiamo fatto una scelta e cioè abbiamo detto che di queste due categorie di soggetti, solo gli organismi hanno cittadinanza e possono andare direttamente sul mercato, cioè prendere il mandato dal titolare dei diritti e firmare un accordo di licenza con l'utilizzatore. Le entità di gestione indipendente possono sì andare sul mercato, ma solo firmando un accordo con un organismo di gestione collettiva. Così, Soundreef ci ha affidato il compito di gestire il diritto d'autore in Italia, come prevedono gli accordi di rappresentanza. LEA amministrerà il repertorio di Soundreef".

Ma LEA si occuperà di riscuotere i diritti sia per SIAE che per Soundreef? "No, soltanto per Soundreef. Da oggi Soundreef ha mandato LEA a riscuotere i compensi degli autori e editori per i quali lavoriamo", specifica Davide D'Atri. Che poi aggiunge: "L'ex monopolista non può continuare a pretendere di raccogliere compensi anche per autori ed editori non più iscritti alla SIAE: è inaccettabile, per una società che dice di voler proteggere il diritto d'autore. Chiediamo alle istituzioni di aiutare nella transazione tra monopolio e libero mercato, gli utilizzatori devono essere aiutati e bisogna definire delle regole d'ingaggio tra vecchi e nuovi operatori. Gli utilizzatori non devono pagare di più: devono pagare il giusto. E, sopratutto, non devono avere difficoltà nel capire come andare avanti".

Presente alla conferenza stampa anche Fedez, che è stato uno dei primi "big" della musica italiana ad affidare a Soundreef la gestione dei suoi diritti: "Ho avuto conoscenza di questa start-up nel 2016 e ho invitato Davide D'Atri a casa mia. Abbiamo parlato e ci siamo confrontati. Era difficile andare contro a un monopolio che esiste dai tempi di Giuseppe Verdi. Da una battaglia contro i mulini a vento, questa lotta è diventata concreta: io sono stato il 'paradigma', il caso zero. Non è stato facile e mi sono fatto anche una cultura, perché è molto difficile capire come funziona il diritto d'autore: sono dinamiche che sono state a mio parere anche rese difficili per non essere comprese dagli artisti stessi. È importante che le istituzioni preposte facciano una nuova legge di vigilanza. Soundreef è un esempio di come in Italia si possa fare qualcosa di grande partendo da zero". 

Cosa cambia per l'utilizzatore? "Facciamo un esempio pratico su una data del tour di Fedez, cosa che è veramente avvenuta", risponde il fondatore di Soundreef, "l'organizzatore chiede il permesso sia a SIAE sia agli altri operatori, nel nostro caso LEA, che fornirà un'istantanea sui diritti della scaletta. Il prezzo che l'organizzatore doveva pagare rimane immutato: semplicemente, LEA e SIAE prenderanno ciascuna una percentuale in proporzione degli effettivi diritti utilizzati. Questo lo abbiamo già fatto. L'organizzatore non deve fare nulla: si compila il borderò e il programma gli restituisce l'importo che deve pagare a noi e a SIAE".

"Sino a quando il dibattito sulla liberalizzazione del diritto di autore non sarà affrontato seriamente rischia di rimanere uno scontro tra tifoserie, che non ci porterà da nessuna parte. Il punto non è se liberalizzare, ma quale sistema intende adottare il nostro legislatore sulla intermediazione dei diritti. Noi riteniamo che vi sia del buono nella liberalizzazione e nella scelta di un sistema centralizzato", è il commento di Andrea Micciché, presidente di NuovoImaie, la collecting italiana che gestisce i diritti connessi degli artisti interpreti o esecutori, sulla questione del diritto d'autore: "E' corretto centralizzare l'attività di negoziazione del diritto e di esazione del dovuto, poiché lasciare alla libera concorrenza tali attività vuol dire paralizzare il settore e creare le premesse di una lotta fratricida, tra gli aventi diritto. Ma è virtuoso liberalizzare a valle della intermediazione: nella scelta dei criteri di ripartizione, nella trasparenza, nei servizi resi agli aventi diritto, in modo tale che l'avente diritto scelga l'intermediario che soddisfa le sue esigenze. Si lasci insomma ad un unico soggetto, partecipato da tutti gli intermediari che agiscono in competizione, la funzione di incasso e di ripartizione tra gli operatori, per affidare a questi ultimi lo spazio competitivo".

In merito all'accordo, SIAE ha diffuso la seguente dichiarazione:

SIAE esprime sconcerto per quanto emerso oggi nel corso della conferenza stampa organizzata da Soundreef per annunciare l'accordo con Lea. La gestione collettiva del diritto d'autore è un argomento serio, frutto di battaglie condotte per anni dagli autori ed editori per una loro sempre maggiore tutela. Non si è mai vista una organizzazione di autori ed editori "telecomandata" da una società a scopo di lucro, che non rispetta la trasparenza, i controlli e gli obblighi imposti dalla legge. La tutela del diritto d'autore non è una attività che si improvvisa con una associazione no profit creata ad hoc, in evidente conflitto di interessi - di cui Soundreef è cliente e fornitore - e presieduta da un consigliere di amministrazione di Soundreef stessa. Per questo siamo certi che le Istituzioni e le Autorità preposte verificheranno questa evidente finzione.

 

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