Afterhours e Claudio Palumbo: la RadioPlaylist su TIMMUSIC

Afterhours e Claudio Palumbo: la RadioPlaylist su TIMMUSIC

Gli Afterhours e Claudio Palumbo, vincitore del concorso “Incontra la musica degli AfterhoUrs con TIMMUSIC”, raccontano la loro radioplaylist esclusiva, che potete ascoltare. L’iniziativa ha permesso al vinctore di trascorrere una giornata con il frontman degli Afterhours Manuel Agnelli e Rodrigo d'Erasmo, di modo avvicinare il pubblico ad una professione oramai sempre più rara: quella del Music Programmer.

 

I primi tre vincitori hanno avito diritto ad un pass speciale Meet&Greet per incontrare Manuel e Rodrigo nel backstage e partecipare al concerto esclusivo all'Alcazar di Roma svoltosi questa settimana, mentre i successivi - dal 4° al 53° estratto - potranno assistere, insieme ad un accompagnatore, alla performance del duo. Ecco la playlist di Claudio Palumbo che ha vinto il contest, ed ecco il commento, canzone per canzone.

 

 

1. ELVIS COSTELLO – SHIPBUILDING
Manuel Agnelli: il pezzo è di una qualità di scrittura enorme e Costello ha dimostrato come il pop possa essere molto intelligente e raffinato e dare dei messaggi importanti senza retorica, che è una cosa molto importante quando si tratta di parlare di argomenti che riguardano tutti.

2. FRYDERYK FRANCISZEK CHOPIN – NOCTURNE N.2
Rodrigo D’Erasmo: questa canzone l’ho scelta io, è una canzone che ha accompagnato tanti soundcheck degli Afterhours, soprattutto di Manuel quando prova al piano. E’ un capolavoro di un artista che amo e che ho amato tantissimo, anche se sono violinista, perché ha una forza comunicativa e compositiva pazzesca.
Manuel Agnelli: Chopin è stata la scoperta della musica per me, me lo faceva ascoltare mio padre quando ero bambino e mi ricordo ancora la potenza e la violenza della sua musica. Certo non capivo chiaramente a 6 anni il perché e il come di quella melodia, ma quel suono mi ha cambiato la vita e quindi vi sono rimasto legato tutta la vita. E’ stato un pianista unico che ha rivoluzionato il mondo del piano.

3. BLACK SABBATH – PARANOID
Rodrigo D’Erasmo: Li ho ascoltati dal vivo all’arena di Verona ed è stato incredibile! Lui è come un anziano signore che pensi possa cadere da un momento all’altro e invece no, tiene ancora il palco con una carica pazzesca.
Manuel Agnelli: Ozzy Osbourne è un artista unico che ha fatto di tutto per togliere quell’aurea di sacralità che ruotava attorno alla sua figura, il talento è innegabile e vince su tutto e quando va sul palco spacca ancora come anni fa. Con la sua band hanno influenzato tantissime persone, soprattutto la generazione del grunge degli anni ’90 che non può prescindere dai Black Sabbath, magari ci sono state anche band più famose di loro, ma sono state meno incisive dei Black Sabbath.

4. LANA DEL REY – VIDEO GAMES
Manuel Agnelli
: Qui c’è da fare una premessa, c’è stato un periodo in cui mi sono rifiutato di ascoltare musica, un po’ perché non volevo essere influenzato da quello che la musica offriva e un po’ perché proprio non mi piaceva quello che stava uscendo in quegli anni, finché un giorno non sento questa canzone che stava ascoltando mia figlia in cameretta e mi è subito piaciuta, l’ho trovata geniale, mi piace il suo modo di produrre molto moderno a livelli di sonorità, la scrittura e il modo di cantare. Finalmente il pop contemporaneo da classifica ha trovato qualcosa di speciale senza forzare nulla

 

5. THE VELVET UNDERGROUND – I’M WAITING FOR THE MAN
Manuel Agnelli
: E’ un album che nega l’importanza dei numeri, è l’album più influente della storia del rock. Vendette negli anni ’60 in prima tiratura solo 7.000 copie, per cui un album che non ha venduto nulla all’inizio è anche quello che più di chiunque altro ha influenzato la scena musicale.

6. THE CURE – LET’S GO TO BED
Rodrigo D’Erasmo:
Lo abbiamo scelto proprio per dare dignità a quella parte di lavoro dei Cure che ci ha colpito maggiormente perché li ha portati i a dare vita a tutta quella produzione musicale molto vicina a noi.
Rodrigo D’Erasmo: anche qui la stesura è pazzesca, c’è una semplicità che è allo stesso tempo complessa e che dimostra come il pop possa essere meraviglioso.

7. ST. VINCENT – LOS ANGELES
Rodrigo D’Erasmo:
St. Vincent è una creatura pazzesca, noi siamo stati invitati ad un suo concerto che fece a Roma all’Auditorium e siamo rimasti scioccati dalla freschezza della proposta musicale: è bella, sul palco ha un carisma spettacolare, si muove bene, ha un’aura unica ed è una chitarrista fantastica. Riesce ad avere un approccio a 360 gradi nella musica, ha una padronanza di se stessa, e del modo in cui sta sul palco, invidiabile. Si mette in discussione disco per disco a livello di musica, video e immagini e riesce ad essere ogni volta sorprendente.

8. VERDENA – VALVONAUTA
Manuel Agnelli:
La scelta è ricaduta su di loro perché penso siano stati e sono una delle band più forti a livello di talento musicale degli ultimi 30 anni, così come per la potenza comunicativa che hanno. Hanno una forza emotiva pazzesca, ci mettono anche la pancia in quello che fanno, non solo la testa e il cuore, e sono forse l’unica band italiana che riesce a farlo. Questo è un elemento pericolo, distruttivo anche, è poco funzionale alla carriera e per i numeri, ma ti porta a fare delle cose superiori.

 

9. EMINEM – LOSE YOUSELF
Rodrigo D’Erasmo
: Eminem è unico, è arrivato sulla scena musicale e ha sbaragliato tutto, ha ricostruito da bianco l’impero rap dei neri. Ha un modo di scrivere pazzesco e un modo di tenere il palco unico. Questa canzone forse è anche la più conosciuta essendo ricollegata al film, ma è un brano che ha sempre una forza pazzesca e non ci stanchiamo mai di ascoltarlo, ha un’energia impressionante. Per tornare all’argomento della presa di posizione politica, Eminem è uno dei pochi che ancora ci mette la faccia, sale sul palco, canta ciò che pensa e si prende la responsabilità di quello che dice.
Manuel Agnelli: è un brano che più di tutti mi ricorda i pezzi rap degli anni ’90, unita alla forza melodica di band anche più leggere, di quei gruppi che avevano tantissimo talento e che facevano del rap non solo un manifesto politico ma anche espressione di talento musicale. Eminem le ha tutte, è potente, è politico, ha talento.

10. KENDRICK LAMAR – HUMBLE
Rodrigo D’Erasmo
: lui si sta consacrando come la stella a livello mondiale del rap attuale e non è un qualcosa da collegare solo alla sua capacità di scrittura o di talento, ma è anche un discorso produttivo perché i suoi dischi sono unici da quel punto di vista, sono diversi da tutto quello che circonda quella scena, è la dimostrazione del fatto che avere focus è molto importante e che spesso il talento non è l’unica cosa che conta.

11. TAINTED LOVE – SOFT CELL (SCELTA DA CLAUDIO PALUMBO)
Claudio Palumbo:
Se devo essere sincero sono andato molto d’istinto, mi sono affidato molto a quelle che sono le mie sensazioni a riguardo e a quelli che potevano essere papabili pezzi per gli Afterhours. Sicuramente questo forse è uno dei pezzi più coverizzati di sempre nella musica, anche se non sempre la cosa è riuscita e ho pensato che gli Afterhours poteva essere l’unica band italiana a poterla coverizzare con originalità.
Manuel Agnelli: è una sfida difficile, proprio perché sono tantissime le cover di questo brano, in più prima era meno difficile fare le cover, anzi c’era anche una tradizione di musicisti che viveva solo di cover, ora invece il pubblico è diventato strano, o la fai identica all’originale o fallisci, e per me fare cover è un’altra cosa, è metterci del mio e renderla diversa, ma allo stesso tempo è molto complicato farlo senza violentare l’originale. Bisognerebbe tornare ad avere un po’ più di leggerezza, farlo perché tanto le cover che funzionano si selezionano da sole poi.

12. BLACK HOLE SUN - SOUNDGARDEN
Claudio Palumbo:
Per sceglierla mi sono molto affidato alle emozioni che questa canzone mi ha trasmesso e poi ho immaginato gli Afterhours molto vicini alla scuola di Seattle di quegli anni, e mi sembrava anche un doveroso omaggio a Chris Cornell da poco scomparso.
Manuel Agnelli: siamo d’accordo con Claudio perché i Soundgarden sono stati molto importanti per quella scena e forse prima che arrivassero i Nirvana sono rimasti il punto di riferimento di quel tipo di scena. Noi in realtà come Afterhours ascoltavamo molto di più gruppi precedenti ai Soundgarden, più vicini alla nostra generazione, però c’è da ammetter che hanno fatto un paio di dischi unici che hanno contribuito a cambiare la scena musicale del rock e ovviamente Chris Cornell aveva una voce pazzesca e unica e questo bisogna riconoscerglielo.

13. BOYS DON’T CRY – THE CURE
Claudio Palumbo:
secondo me una menzione doverosa questa, perché gli Afterhours oltre ad una mission musicale sono stati in grado di dare un’estetica al rock dei nostri anni, un po’ come hanno fatto i Cure nel loro periodo.
Manuel Agnelli: intanto grazie per il complimento. Io ero a Londra in quegli anni, quando uscì il pezzo, quindi ci sono anche particolarmente legato, avevo 18 anni e in un modo o nell’altro ne sono rimasto influenzato. Anche questo è un brano “pop” se vogliamo, ma meraviglioso a livello di scrittura e mi emoziona ogni volta che lo ascolto.

14. FEMME FATALE – THE VELVET UNDERGROUND
Claudio Palumbo:
è un omaggio doverosissimo agli Afterhours, la loro storia è racchiusa in quella dei The Velvet Underground, non solo da un punto di vista stilistico, del rock, ma anche del nome della band.
Manuel Agnelli: altro punto per Claudio, che aggiungere, ha detto tutto lui.

15. BABA O’RILEY – THE WHO
Claudio Palumbo:
il rock non è fatto solo di ricercatezza, ma a volte è fatto anche di inni che vanno canati e questo è uno di loro, trovo molte somiglianze,  Roger Daltrey, la vocalità di Manuel, e poi la chiusura di questo pezzo è un omaggio a Rodrigo con i violini.
Manuel Agnelli: ti ringrazio per il complimento sulla vocalità, perché è un paragone incredibile. Lui è il mio cantante preferito e non c’è nulla più da aggiungere.

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