Claudio Baglioni presenta il suo Sanremo: “Sarà un festival di musica e parole" - VIDEO

Claudio Baglioni presenta il suo Sanremo: “Sarà un festival di musica e parole" - VIDEO

"Mi sono concesso un lusso a questo punto della carriera. Ho accettato di fare  il Direttore Artistico dopo avere detto diverse volte di no, ogni volta alzando ogni volta le richieste, ma alla fine sono contento": si presenta così Claudio Baglioni, alla sua prima conferenza stampa al timone del Festival di Sanremo 2018

"Il timore era di venire e rappresentare un nome sotto cui ricadevano delle altre logiche. Mi ritenevo non all'altezza, il tempo era pochissimo e mi faceva, e mi fa tutt'ora, paura. Poi ho pensato che dopo 50 anni di questo mestiere, non potevo farmi impaurire da niente, sarebbe stato uno smacco personale. Alla fine sono contento, non ho ricevuto pressioni, ho potuto fare le scelte che volevo. E sono contento anche della squadra che mi accompagna. Qualche giorno fa mi hanno fermato per strada e mi hanno fatto i complimenti per essere diventato il 'dittatore artistico'; io per un attimo non ho capito, poi ci sono rimasto un po’ male, ma ho riso anche. Tutto quello che stiamo facendo, lo facciamo in maniera collegiale", dice il cantante alla stampa, riunita a Villa Ormond nella città ligure per Sarà Sanremo, il programma che ha svelato il cast dell'edizione 2018 ieri sera su RaiUno. "Ma la definizione di direttore artistico non mi piace. Preferisco architetto: sono laureato ed iscritto all'albo. Se questo Festival non dovesse andare bene, e qualcuno avesse una casa da ristrutturare, mi faccia sapere...".

"Vorremmo concepirlo come un festival zero punto zero", continua, tornando serio. "La forma canzone è una delle forme più povere sia per brevità che per considerazione. Ma parole e musica hanno una grande forza e saranno le nostre stelle polari. Vogliamo riportare al centro la musica: non ci sarà l’eliminazione ma ci sarà sempre il concorso, e sarà molto articolato per garantire quell’elemento di suspence che piace allo spettatore. Ma vorrei fare un festival di musica e parole, non di ospiti hollywoodiani, per dare al festival quella dignità che merita", continua. "Non penso al Festival come ad un contenitore in cui entra qualsiasi cosa".

"Qualche rinuncia dolorosa c'è stata: stanotte, appena pubblicati i nomi, ho mandato un messaggio a tutti quelli che conoscevo e che hanno il mio numero, lo stesso da 15 anni, spiegando come era andata. Ma è anche per questo motivo che almeno nella gara non ho voluto eliminazione: è brutto dire ad un artista di fare le valige e andare a casa a metà settimana. Le parole possono essere violente: eliminare, rottamare... Almeno da qui in poi, dopo la prima scelta, si va avanti. Credo che la mia scelta sia la migliore, è la nostra scelta. Ho provato a proporre un Festival di due settimane", spiega ancora, dei 20 big in gara. Baglioni promette anche che i risultati delle votazioni saranno rese noti dopo ogni serata, probabilmente spacchettati.

Della sopresa di Elio e Le Storie Tese, racconta: "Sono stato invitato al loro concerto finale del 19 dicembre, e ho letto "ultimo" - ho detto loro che dovevano scrivere "d'addio", se no poteva sembrare una sorta di truffa. Le parole sono importanti: parlandogli ho proposto loro di sciogliersi sul palco del Festival, perché questa notizia è vera. Spero che sia l'unico scioglimento a Sanremo: non vorrei averne sulla coscienza altri", scherza.

Baglioni entra sui dettagli di alcune  canzoni, tra cui quella di Ron, "Almeno pensami", firmata da Lucio Dalla: "E' stata trovata dalla fondazione Dalla, è una delle ultime canzoni che ha scritto. Ho trovato in Ron la persona giusta per portarla su questo palco". Della ritorno della Vanoni, dice: "E' un brano presentato da Bungaro, cantato da lui, scritto con Pacifico: ho pensato che poteva essere cantato a due voci, e poi sono diventate sono tre: un'interprete e i suoi autori. Ho fatto il direttore artistico, anche giocatore, in questo caso. Moro e Meta, invece, hanno già un progetto assieme, così come Diodato e Paci si conoscevano già bene, io ho fatto solo da acceleratore".

"In molti questi brani ci sono l'avventura e la disavventura del vivere", considera a livello generale. "Abbiamo considerato la veridicità e la caratura degli artisti, anche nei loro insieme. Prima che me lo chiediate, vi dico che in questo cast di 20 big non c'è il rap. Ma non abbiamo ricevuto molte proposte, in questo senso. Quei rapper affermati ancora guardano a Sanremo come un mondo lontano. Se avessi avuto un po' più di tempo, avrei provato a invitare degli artisti rapper. Ma io il festival sto cercando di concepirlo come un'insieme, un telaio con diversi eventi".

 

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