"Rock Therapy": una canzone per curare il mal di gola. "Rock and roll all nite".

"Rock Therapy": una canzone per curare il mal di gola. "Rock and roll all nite".

Dal libro "Rock Therapy" di Massimo Cotto (Marsilio) proponiamo una "pillola" terapeutica: la malattia di oggi è il mal di gola.

Rock and roll all nite
Kiss
Dressed to Kill, 1975

Le groupie sono sempre state considerate ragazze facili, schiave del sesso disposte a tutto pur di accontentare i loro padroni, ovvero le rockstar. In realtà, non è così. C’era fra loro e i musicisti, negli anni d’oro del rock ’n’ roll, un rapporto molto più profondo di quello che può sembrare. Ovvio che, alla fine, quello che si vede a occhio nudo è l’aspetto sessuale, anche perché quella è la prima cosa che le rockstar cercano. Eric Clapton ha detto che, prima di imbracciare una chitarra, era un ragazzino pieno di brufoli che nessuna ragazza guardava; poi è entrato in una band ed ecco centinaia di ragazze urlanti e pronte a tutto. Robert Plant dei Led Zeppelin una volta ha ammesso che certe sere guardava le prime file e pensava solo a farsele tutte, non una per una, ma tutte insieme.
Molte rockstar si sono fidanzate con delle groupie (senza promettere di essere loro fedeli, ovviamente), alcune le hanno addirittura sposate. Ma la maggior parte si è limitata al sesso. Gene Simmons dei Kiss è stato esplicito, ma il suo pensiero riassume alla perfezione il rapporto fra le rockstar e queste ragazze, sempre disponibili a seguire in tour i loro eroi o a manifestarsi ogni volta che arrivavano nella loro città: «Abbiamo iniziato a suonare la chitarra tutti per la stessa ragione: le groupie. Le groupie non ti rompono i coglioni come fanno le fidanzate. Non ti chiedono mai di che segno sei o perché non le hai chiamate. E non mettono in atto tutte quelle orribili forme di tortura che le donne hanno inventato nel corso dei secoli per aumentare il numero dei gironi che il genere maschile deve attraversare per arrivare al barattolo di miele. Tutte le rockstar lo sanno: per quanto possa essere divertente stare sul palco, lo è molto di più tornarsene in albergo per il bis».
"Rock and Roll All Nite" nasce con queste premesse. I Kiss erano sotto pressione. La loro etichetta li costrinse a concentrarsi sulla scrittura di nuove canzoni. Il terzo album, "Dressed to Kill", doveva uscire il prima possibile perché il secondo, "Hotter than Hell", stava velocemente perdendo colpi. Mancava il brano killer, mancava soprattutto (come già era capitato a Bruce Springsteen nelle stesse tempistiche, tra il secondo e il terzo disco) un prodotto che fosse in grado di catturare e riprodurre quell’energia spettacolare e coinvolgente che i Kiss riuscivano a sprigionare dal vivo. Il boss della casa discografica suggerì a Paul Stanley e Gene Simmons di uscirsene con uno slogan, un verso a effetto che si sarebbe potuto usare anche in promozione, qualcosa tipo "I Want to Take You Higher" di Sly and the Family Stone.
Fu Stanley, mentre cercava ispirazione in albergo, a pronunciare la famosa frase: «I wanna rock and roll all night and party every day». Dove la differenza tra suonare rock ’n’ roll e fare sesso con le groupie non era chiara. Sempre di party si tratta.

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Questa, pubblicata per gentile concessione dell'autore e dell'editore, e le schede di altre 333 canzoni terapeutiche sono proposte in "Rock Therapy" di Massimo Cotto, edito da Marsilio.

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