Voci: Youtube pronto a lanciare Remix, un servizio di streaming a pagamento

Quella che potrebbe essere la svolta in grado di colmare il value gap, richiesta con insistenza da tempo da discografici ed editori, potrebbe arrivare il prossimo mese di marzo: secondo indiscrezioni raccolte dalla testata economica Bloomberg, Youtube sarebbe in procinto di lanciare un proprio servizio di streaming a pagamento. La piattaforma, che potrebbe venire battezzata Remix, offrirebbe servizi on demand sia solo audio che audio/video, basandosi sul modello classico di sottoscrizione adottato dai principali player oggi presenti sul mercato come, ad esempio, Deezer e Spotify.

L'unica incognita, al momento, parrebbe essere la negoziazione dei contratti di licenza con le major: al momento l'unica ad avere un accordo in vigore - ma in scadenza entro la prossima estate - con la società di San Bruno, California, è Warner Music, mentre le altre due big della discografia mondiale, Sony Music e Universal Music, sono ancora in fase di rinegoziazione.

Nonostante il miliardo di utenti su base mondiale che renderebbe la controllata di Google l'attore più forte del segmento di mercato, negli anni passati i tentativi di Youtube di debuttare sul mercato dello streaming a pagamento hanno conosciuto più di un intoppo: nel 2011 la società lanciò il servizio solo audio Google Play, al quale si affiancò, nel 2014, YouTube Music Key, che solo un anno dopo venne ribattezzato YouTube Red e potenziato con funzionalità nuove (come l'eliminazione delle pubblicità dai video e una funzione di background per ascoltare musica sugli smartphone). Nel 2017 entrambe le entità sono state accorpate sotto la guida di Lyor Cohen, ex discografico ingaggiato dai vertici del big del video-sharing come pontiere nei confronti dell'industria musicale istituzionale, sempre più insofferente nei confronti dello status di safe harbor (sorta di esenzione da responsabilità delle piattaforme digitali di distribuzione dei contenuti rispetto alle violazioni commesse attraverso i loro servizi, provvedimento adottato a metà degli anni Novanta per tutelare l'indipendenza delle piattaforme Web proponenti al pubblico contenuti generati dagli utenti) accordato dal governo USA al portale. Al momento, tuttavia, non è chiaro se il nuovo servizio a pagamento di Youtube sia un'evoluzione di Google Play o una piattaforma concepita (e costruita) ex novo.

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