NEWS   |   Industria / 07/12/2017

Rkomi si racconta nell'Album Story su TIMMUSIC

Rkomi si racconta nell'Album Story su TIMMUSIC

Rkomi, uno dei talenti più convincenti della nuova generazione del rap italiano, presenta il suo “Io in terra”. Già nel roster di Roccia Music, la factory fondata da Marracash e Shablo che ha tenuto a battesimo - tra gli altri - Luchè, Sfera Ebbasta e Charlie Charles, Rkomi è stato introdotto proprio da Marracash a Universal, che pubblica l'album, che può essere considerato il primo ufficiale del 23enne rapper milanese (vero nome Mirko Martorana).
Il disco contiene tredici tracce prodotte da diversi produttori: nella title track c'è la mano di Marco Zangirolami, in "Apnea" quella di Carl Brave, in "Mai più", "Origami", "Peaky blinders" e "4Z" hanno lavorato Shablo e Parix, in "Solo" Frizt Da Cat e Marz. Il rapper ha detto di aver voluto affidarsi a diversi produttori per pubblicare un disco che fosse il più vario possibile, che spaziasse molto a livello di suoni e atmosfere. Marracash ha seguito il progetto in veste di direttore artistico, duettando con Rkomi in "Milano bachata". Lo racconta in una AlbumStory su TIMMUSIC.

"Milano bachata (feat. Marracash)": Decidere di collaborare non è stata una decisione dovuta alla presenza di Marracash come direttore artistico o al mio ingresso in “Roccia Music”, è stato tutto molto spontaneo, nel ritornello della canzone ci vedevo molto bene Fabio e quando lui ha ascoltato la strofa gli è piaciuta molto, decidendo così di dar vita alla collaborazione.
Della canzone mi ha colpito una frase molto attuale, “cerniera lampo, carriera lampo”. In un periodo così segnato dal tema delle molestie sessuali, sembra essere una chiara presa di posizione.
In realtà questa è una rima scritta da Fabio, ma è molto semplice arrivare al significato vero e proprio. Per fare carriera ci sono scorciatoie e ci sono persone a cui piace prendere queste scorciatoie, per me non è stato e non è così.


"Mai più": Non scriverei mai di una cosa che non ho mai visto, provato o vissuto. Di scene così ne ho viste molte indirettamente, non sono un malandrino, non ne ho il carattere o l’attitudine, ma conosco persone che vivono in questo modo, ci sono nato e cresciuto con situazioni simili e ho visto il bello e il brutto di tutto questo.


"Apnea": Forse è anche il mio brano preferito, per quanto ogni pezzo sia fondamentale per il disco stesso, “Apnea” ha un bel ruolo. E’ nato mentre ero a Tenerife per girare un video, ma eravamo lì anche per fare una sessione di registrazione e spunti vari; in mattinata mi arrivò questo beat di Carl Brave, e dopo 3 ore avevo già scritto la prima strofa e il ritornello, in serata la seconda strofa era finita.

 


"Io in terra": Non è assolutamente un discorso di onnipotenza, rappresenta il mio stato d’animo ritrovato, ho capito cosa voglio trasmettere al mio pubblico e in che modo, ho finalmente capito chi sono e cosa voglio rappresentare nella scena ma soprattutto nella musica, anche la copertina rappresenta bene questo concetto.
In questa canzone citi Tedua, Izy, Ghali, che rapporto c’è tra di voi?
Siamo molto amici, con alcuni da tanto, con alcuni un po’ di meno, però devo dire che c’è un rapporto umano di base molto grande. Li ho citati perché comunque, chi prima o chi dopo, siamo partiti tutti insieme e ognuno di loro è stato fondamentale per la mia crescita. Ho citato anche Charlie Charles, con cui parlo spesso, ma non ho mai avuto il piacere di lavorarci, tranne che nell’occasione del brano “Bimbi”.

 

"Verme": In questo brano c’è un altro importante featuring, quello con Noyz Narcos. Lui, come Marracash, è stato uno degli artisti che ascoltavo in particolare quando ero ragazzino e, grazie a conoscenze in comune, ho avuto l’occasione di lavorarci insieme. E’ un punto di riferimento fondamentale per la musica rap a Roma, una volta c’era una faida molto forte fra Roma e Milano, adesso la situazione è diversa.

 

"La solitudine": E’ un brano cupo ma al quale sono molto legato. Non basta un ascolto per capire il vero significato del brano e quello che avevo in testa quando l’ho scritto. Non soffro la solitudine ma passare del tempo da soli ogni tanto fa bene, può aiutare a capire molte cose, prendersi un momento è una cosa che consiglio soprattutto ai giovani, aiuta a non prendere decisioni sbagliate o dettate da altri.

"Brr brr": E’ stato forse il pezzo più travagliato che ho composto, perché quando l’ho scritto avevo un vuoto, non riuscivo a scrivere nulla. Mi sono preso due minuti di pausa, sono uscito e guardando quello che mi circondava mi è tornata l’ispirazione. Sono tornato in studio, ho messo la base del beat e tutto è venuto fuori da solo. Da quel momento l’ho sentito troppo mio questo brano e non potevo non pubblicarlo.


"Origami": Sono stato affascinato fin da subito dal Giappone, e dall’all you can eat, anche se ora sto cercando di darci un taglio. L’ho scritto a Tenerife e insieme ad “Apnea” rappresenta la mia uscita dal rap cupo solito, ha un beat e un ritornello più pop ma sempre in linea con la mia musica, è un brano di cui mi piacerebbe fare un video. Nonostante sia un brano molto veloce, anche ai live riesco a cantarlo molto bene e non me l’aspettavo.


"Peaky blinders": Il titolo deriva da una serie TV britannica un po’ malandrina. Mi ha sempre colpito molto l’immaginario british, ci rivedevo molto la mia famiglia, ma ci sono molti momenti di educazione e valori in cui mi sono rivisto.

 
"Farei un figlio": Questo è un tema molto attuale, mi è piaciuto molto come sono riuscito a mettere dell’ironia in questo brano affrontando un tema così serio e importante con leggerezza.

Tu un figlio lo vorresti?

Certo, lo vorrei ma non ho tempistiche a riguardo, quando succederà, mi auguro di poter affrontare tutto nel modo migliore.


"Solo": Il rapporto con me stesso e il mio analizzarmi è presente in tutto quello che faccio, qui forse c’è un flusso di coscienza un più arrabbiato e di rivalsa, musicalmente una cosa nuova per chi ha ascoltato il mio vecchio lavoro.


"Maddalena Corvaglia": E’ stata la mia velina preferita, rappresenta un brano nel quale volevo giocare a livello tecnico e non di flow, non c’è una vera e propria storia dietro, c’è una metafora questo sì, mi piaceva come sapeva mantenere la sua spontaneità nonostante la fama.


"Mirko no": Di tutto, da ragazzino faticavo ad aprirmi con me stesso e con gli altri, è un pezzo malinconico, che spinge a parlare e non a fare come ho sempre fatto io. Il messaggio è non nascondersi dietro le paure o le debolezze che abbiamo perché non può che portare ad altre ansie e ad altri momenti negativi, parlare e tirare fuori quello che abbiamo dentro è importante.

"4Z": Rappresenta le mie origini. Io vengo da Calvairate, quartiere della zona 4 di Milano, e c’è solo il ritornello che parla del mio ritorno in quartiere dopo l’effettiva chiusura dell’album. Sono molto legato ancora al posto in cui sono cresciuto, ecco perché nonostante le strofe vuote, il ritornello è scritto con tanto cuore.


"Liam Gallagher": Sono una spugna, mi piace lasciarmi attraversare da tutto ciò che mi circonda. Sono un fan degli Oasis, qui riprendo molto l’attitudine di Liam dopo tutto quello che ha passato, mi rivedo molto nella sua musica e nel suo modo di fare.

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