Caparezza ha la chiave per un grande show: la recensione del concerto di Milano

Caparezza ha la chiave per un grande show: la recensione del concerto di Milano

È stata la prima volta, ieri sera, che Caparezza è arrivato al sold out al Forum di Assago, poco fuori Milano. In realtà, il tutto esaurito lo ha registrato buona parte delle date di questo “Prisoner 709” tour, che sta dando tante soddisfazioni a Michele Salvemini. Sarà che ha lavorato davvero duro in tutti questi anni, sarà che l’ultimo è uno degli album più belli che il rapper pugliese abbia mai messo a segno. Certo è che Caparezza non è arrivato impreparato al cospetto di tanto pubblico.

Lo show messo in scena ad Assago ripete la formula dei palazzetti già attraversati, con uno spettacolo diviso in due parti: la prima, dedicata solo alle nuove canzoni di “Prisoner 709”, con abbondanza di scenografie, balletti coreografici e poche interazioni con il pubblico; la seconda, dove i protagonisti sono i brani meno recenti, più sobria dal punto di vista dei giochi di scena e densa di dialoghi con i suoi fan. Parlare semplicemente di scenografia, però, non rende onore al Capa, che per ogni canzone ha pensato a una messinscena a sé, uno spettacolo vero e proprio con ballerini, coriandoli, filanti e installazioni (una bolla trasparente per “Propopagnosia”; una gigantesca chiave alata che porta in volo Caparezza per “Una chiave”; una lavatrice che “smacchia le coscienze e lava i peccati” per “Confusianesimo”; un gigantesco libro da sfogliare per “China Town”; palloni colorati per “Ti fa stare bene”). È chiaro che Caparezza è determinato a trasportare il pubblico dentro a ogni canzone, anche a costo di portarsi dietro “più camion di Lady Gaga”, dice scherzando. La cosa funziona, persino quando, per introdurre “Larsen” - il brano che racconta dell’acufene di Caparezza, disturbo al quale l’artista è soggetto da qualche anno – vengono utilizzati dei tremendi fischi, esattamente quelli che non vorremmo mai sentire durante un soundcheck. Il pubblico riconosce l’inconfondibile suono e non resiste più: “Michele! Michele!”, intona. “Avete notato, mi chiamavano Michele, e non Caparezza”, fa presente poi lui nel backstage, dopo il concerto, raccontando anche che quel fastidioso fischio non lo ha lasciato in pace nemmeno questa sera. Tanto calore, in effetti, non si era forse mai dichiarato per un artista che, come confessa lui stesso, da tempo si domandava se sarebbe mai riuscito a riempire tutto il Forum. Impresa non facilissima, considerando che l’ascolto della maggior parte dei suoi brani, a dispetto delle melodie orecchiabili, fa appello a una soglia di attenzione parecchio alta, oltre a non disdegnare l’aiuto di un’enciclopedia per decifrare i riferimenti che impregnano i testi.

Con lui, Caparezza si porta una gran squadra - “in buona parte compaesani” - fatta di cantanti, come l’immancabile seconda voce Diego Perrone, musicisti, coriste, ma anche tecnici e fonici, che dalla loro postazione al centro del parterre cantano senza freni quando il loro uomo attacca con “Vieni a ballare in Puglia”.

“Superare il concetto stesso di superamento mi fa stare bene”, canta il rapper nel singolo “Ti fa stare bene”. Dev’essere andata così: Michele Salvemini, nonostante non perda occasione per dichiararsi un inquieto di natura, non voleva dimostrare nulla, solo mettere in scena nel modo migliore possibile il disco più intimo e personale della sua carriera. Il risultato? A quarantaquattro anni, Caparezza e il suo pubblico sono più vicini che mai. Benedetto sia l’acufene, perché di concerti così non ne vedevamo da un po’.

di Erica Manniello

 

Scaletta:

Prosopagnosia

Prisoner 709

Confusianesimo

Una chiave

Ti fa stare bene

Migliora la tua memoria con un click

Larsen

L’uomo che premette

Minimoog

Autoipnotica

Prosopagno sia!

Fuori dal tunnel

Legalize the premier

Non me lo posso permettere

Jodellavitanonhocapitouncazzo

Goodbye malinconia

China Town

La fine di Gaia

Vieni a ballare in Puglia

Mica Van Gogh

 

BIS

Avrai ragione tu (ritratto)

Vengo dalla luna

Abiura di me

 

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