Cigarettes After Sex: il live report del concerto al Fabrique di Milano

Cigarettes After Sex: il live report del concerto al Fabrique di Milano

“Mi chiedo cosa faceva la gente dopo l’amore, prima che inventassero la sigaretta”: lo strano dubbio dello scrittore greco Alexakis calza a pennello per la band di Greg Gonzalez, che dietro la sigla dei Cigarettes After Sex ha realizzato uno degli album più discussi e celebrati di questo 2017 in via di conclusione. Quello stesso raffinato connubio di piaceri è stato protagonista al Fabrique di Milano, dove il cantante e chitarrista di El Paso era in scena assieme ai suoi sodali per una delle due tappe italiane in programma questo inverno - l’altra è per questa sera al Monk Club di Roma.

Nonostante il freddo pungente, all’interno del locale l’aria che si respira è calda sotto i riflettori rossi che illuminano la sala completamente affollata. La musica di attesa, un semplice sottofondo quasi impercettibile, si arresta quando un poetico visual in bianco e nero proietta il pubblico nell’atmosfera onirica dei Cigarettes. Si susseguono immagini poetiche di primi piani intensi, squarci di sole nel cielo nuvoloso, e, ancora, di fiocchi bianchi di una nevicata notturna a fare da cornice alla performance, come un film muto sonorizzato in diretta. L’atmosfera creata dai riverberi della chitarra e dal suono ovattato della batteria creano un impasto sonoro trascinante, languido e malinconico che esalta la voce senza sesso del leader della formazione americana. La messa in scena è asciutta e assolutamente essenziale: non ci sono parole, ma solo la forza evocativa di canzoni estatiche che raccontano di struggimenti del cuore, di ricordi e certezze perse nel tempo. 

In rapida successione la band propone il suo fortunato album, con i presenti che stipano il locale trascinati silenziosamente nella malìa dei suoni dei Cigarettes After Sex. Sul palco sembrano degli automi impassibili, con il solo Greg fuori dal cono d’ombra delle luci soffuse. La sua posa distaccata e fredda si oppone in modo straniante a tanto morbido romanticismo, in fondo. Solo in due occasioni il cantante prende il microfono per ringraziare e lo fa con una voce profonda, diametralmente opposta al suo canto androgino, accenna un po’ più spesso a qualche rapido inchino ma concede davvero poco di sé. Preferisce sempre che sia la musica a esprimersi per lui, trasmettendo quella stessa aria fumosa che il nome del suo gruppo riesce a evocare.

II repertorio è strutturalmente piuttosto monocromatico, decadente e notturno, fatto di passaggi eterei e ritmiche vagamente jazzate che creano la magia di una breve sospensione temporale. I brani in scaletta in effetti non sono poi molti, visto che la produzione artistica è limitata a poche uscite - oltre al citato “Cigarettes after sex” pubblicato a giugno, nella discografia del gruppo ci sono un ep e un singolo - pertanto la durata di circa un’ora si è rivelata del tutto efficace per non appesantire una performance giocata su un difficile equilibrio di rigore e incanto.

I piccoli classici di “Keep on loving you”, “Apocalypse”, “Each time you fall in love” “Sweet” e “K.”, rinnovano nella sala del locale milanese tutta la loro sensuale alchimia pop con quel tocco noir che sembra arrivare da un’epoca lontana. Greg Gonzalez si dimostra un musicista indecifrabile, un cantautore dalla maschera di ghiaccio capace però di comunicare in modo diretto e profondo tutto il fascino delicato del suo mondo ombroso e carnale. Riaccese le luci, fuori, la neve evocata nei suoi video alla fine sembra non voler arrivare, eppure nonostante il freddo, c’è sempre il tempo per un’altra sigaretta.

(Marco Di Milia)

 

SETLIST:

Sunsetz

Young & dumb

I’m a firefighter

John Wayne

K.

Keep on loving you

Sweet

Opera House

Affection

Each time you fall in love

Nothing’s gonna hurt you baby

Apocalypse

Please don’t cry

Dreaming of you

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