NEWS   |   Industria / 30/11/2017

Radiohead: pressioni sulle autorità canadesi per riaprire il processo sulla morte di Scott Johnson. E arriva una nuova inchiesta

Radiohead: pressioni sulle autorità canadesi per riaprire il processo sulla morte di Scott Johnson. E arriva una nuova inchiesta

I tempi che da lunghi diventano infiniti non sono un problema esclusivo della giustizia italiana: in Canada le indagini sulla morte di Scott Johnson, il tecnico di palco dei Radiohead ucciso nel 2012 dal crollo di parte del palco sul quale la band di Thom Yorke avrebbero dovuto esibirsi al Downsview Park di Toronto, erano finite in un vicolo cieco. Prima la sostituzione del giudice al quale era stato in origine affidato il caso, Shaun Nakatsuru, poi i tre anni passati per trovare un sostituto - indicato poi in Ann Nelson - hanno portato gli avvocati degli indagati (l'agenzia organizzatrice del tour del gruppo, Live Nation, la società alla quale fu appaltata l'installazione della struttura, la Optex Staging & Services, e l'ingegnere chiamato a sovraintendere i lavori di installazione, Dominic Cugliari) a chiedere alla corte l'annullamento del processo. In Canada, infatti, in procedimento giudiziario troppo lungo viola i diritti del cittadino previsti dall'ordinamento locale. L'azione legale pareva ormai destinata a finire in nulla, se non fosse stato per i Radiohead.

Lavorando silenziosamente ma senza sosta di concerto con la famiglia di Johnson, la band di Oxford - anche tramite le istituzioni britanniche - hanno fatto pressioni sulle autorità canadesi perché il caso fosse riaperto. E così è successo: come riferito nella giornata di oggi dalla CBC, l'ufficio del coroner dell'Ontario ha ufficialmente avviato una nuova inchiesta sulla morte del tecnico.

"Il crollo è avvenuto alle quattro del pomeriggio", ha spiegato in un comunicato il batterista Phil Selway, che a Johnson - che appunto era il tecnico della batteria - era il più legato: "Il nostro soundcheck era previsto proprio per le quattro. Se non fossimo stati in ritardo, io mi sarei trovato nel posto dove è morto Scott. Questo è un incredibile peso, che non voglio portarmi addosso. Per questo voglio una conclusione appropriata di questa vicenda, che renda a Scott il rispetto che merita".

Poco dopo, anche la band ha diffuso una nota attraverso i propri canali social ufficiali, dove - pur dicendosi soddisfatta per la riapertura dell'inchiesta - invita il governo canadese "a esaminare più nel dettaglio il crollo del palco di Downsview Park per assicurarsi che in futuro incidenti come questo possano essere previsti".

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