Vinyl ID: “Grace", Jeff Buckley

Vinyl ID: “Grace", Jeff Buckley

“Every day is a vinil day” è un'iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Quando arriva al primo disco, per molti addetti ai lavori Jeff Buckley non è già più "Il figlio di Tim", nasce ad Orange County, allevato dalla madre, lontano dal padre. A New York i discografici fanno a gara per metterlo sotto contratto, dopo i suoi fulminanti concerti adl Sin-é, un locale irlandese che ha conosciuto grazie a Glen Hansard, di cui era il roadie dopo che questo si è fatto notare nel film "The committments".  Dopo il mini LP "Live at sin-é" a fine 1993, arriva il disco di debutto. Si capisce che Jeff è toccato dalla grazia...

Pubblicato il
23 agosto 1994

Stato culturale
Jeff Buckley è un'icona, e siamo ancora qua a chiederci cosa sarebbe successo se non fosse morto mentre lavorava al suo secondo disco. Ma intanto "Grace" è un disco da storia del rock, bello e disperato, foss'anche solo per quella cover memorabile, di cui vi diciamo poco sotto...

La produzione
Inciso nel corso del 1994  con Mick Grondahl (basso) e Matt Johnson (batteria) insieme al produttore Andy Wallace. Buckley fatica a trovare la chiave giusta per riprodurre la fama dei suoi concerti. Finisce per registrare sette canzoni inedite, (fra cui le rinomate “Grace”, “Last goodbye” e “So real”) e tre cover di artisti quali Leonard Cohen e Benjamin Britten. Il risultato è grazia pura, appunto: uno dei dischi di debutto più amati e fulminanti di tutti i tempi

La canzone fondamentale 
"Hallelujah", che Jeff Buckley riprende dalla versione di John Cale, che ha versi mutati rispetto all'originale di Leonard Cohen.  La versione di Buckley è un misto di sensualità e spiritualità e diventerà famosissima, quella definituva:  ci vorranno serie TV (The O.C.), programmi ed una serie infinita di cover perché a Buckley sia riconosciuto l'avere elevato a classico una canzone al tempo sconociuta.


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TRACKLIST:

Lato A
 "Mojo Pin"
"Grace"    
"Last Goodbye"  
"Lilac Wine" 
"So Real"    

Lato B
 "Hallelujah"
"Lover, You Should've Come Over"  
"Corpus Christi Carol"  
"Eternal Life"    Jeff Buckley  
"Dream Brother"

 

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