Se il biglietto del concerto è scontato: l'esperimento della start-up romana Tick!t

Se il biglietto del concerto è scontato: l'esperimento della start-up romana Tick!t

Attiva dallo scorso luglio, Tick!t è una start-up che offre biglietti per eventi dal vivo e mostre a prezzi scontati tra il 50 e l'80%: operante perlopiù in ambito teatrale e classico, la società romana - per il momento attiva solo entro il perimetro capitolino ma con mire di espansione sul territorio nazionale a breve/medio termine - ha già debuttato nel segmento della musica popolare contemporanea dal vivo collaborando con le passate edizioni dei festival Viteculture e Villa Ada Incontra il Mondo, oltre che con l'Auditorium Parco della Musica, per le quali ha venduto a prezzi scontati del 50% titoli di ingresso per i live di - tra gli altri - Cigarettes After Sex, Femi Kuti, Dark Polo Gang, Motta, Baustelle, Sud Sound System, Benjamin Clementine e Matmos.

A garantire la quota di biglietti scontati a Tick!t sono stati gli stessi organizzatori degli eventi e i gestori delle venue, che hanno riservato alla start-up una parte dei titoli di ingresso disponibili, in genere una cinquantina per evento: ai suoi utenti Tick!t ha rilasciato un codice identificativo - emesso al costo di 2 euro a titolo di diritto di prenotazione - indispensabile per "trasformare", al botteghino, l'acquisto via app in biglietto scontato.

"Cerchiamo di rispondere alle esigenze di una larga parte di popolazione, quella più giovane e precaria, che in cultura e intrattenimento vorrebbe spendere di più, ma ha mezzi molto limitati a disposizione", spiega a Rockol Chiara Crupi, ideatrice di Tick!t e a capo del team tutto al femminile coinvolto nel progetto: "Il nostro obbiettivo è quello di strappare questa fascia di pubblico alle serate casalinghe per riportarlo nei teatri, nei musei e nei locali, evitando così che per ragioni meramente economiche venga esclusa dalla vita culturale della nostra città, che pure è molto ricca e variegata".

In ambito teatrale e classico, Tick!t lavora lastminute sull'invenduto, che in caso di posti assegnati è più semplice da individuare, rispetto a eventi, come i concerti rock e pop, dove il botteghino resta attivo fino a spettacolo iniziato e le uniche indicazioni sull'affluenza le offrono l'andamento delle prevendite: "Lo spirito della nostra collaborazione con Villa Ada e Viteculture era più che altro promozionale", racconta la Crupi, "Un'opportunità del genere catalizza l'attenzione su un evento che, genericamente, gode di scarsissima visibilità su canali istituzionali come gli inserti culturali dei quotidiani".

Si può interpretare Tick!t come un tentativo, da parte del mercato primario, di abbozzare un modello di dinamic pricing (al ribasso) applicato ai concerti e agli spettacoli dal vivo? "No, noi siamo un'altra cosa", ribatte la Crupi: "Anche se non ho alcun problema con il concetto di apprezzamento dinamico, il nostro spirito è quello di aumentare la partecipazione del pubblico per arginare la dispersione culturale". In un mercato - quello dell'industria del live - dove ormai i sold-out lampo in prevendita vengono esibiti come medaglie, una via come quella tentata da Tick!t potrebbe destabilizzare: quanto potrebbe essere appettibile, agli occhi di promoter, management e artisti, venire associati al concetto di "sconti lastminute" per attirare il pubblico? "Non è questa la nostra prospettiva: se utilizzato con debito anticipo, per esempio un mese prima dell'evento, Tick!t può dare forza al prodotto. E poi può essere anche un segnale da parte di un promoter, quello di voler essere il più possibile inclusivo: per Viteculture, per esempio, ci hanno scritto ringraziandoci molte famiglie, che senza gli sconti offerti da noi non si sarebbero potute permettere una serata insieme a un concerto".

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