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NEWS   |   Italia / 27/11/2017

Umberto Tozzi, ancora festa per i ‘Quarant’anni che Ti Amo': un disco del live all’Arena di Verona e un tour nei teatri per il ‘cantautore pigro’

Umberto Tozzi, ancora festa per i ‘Quarant’anni che Ti Amo': un disco del live all’Arena di Verona e un tour nei teatri per il ‘cantautore pigro’

Il live all’Arena di Verona dello scorso 14 ottobre, con il quale Umberto Tozzi ha celebrato i quarant’anni del suo successo “Ti Amo”, starà tutto in un disco - la seconda fase dei festeggiamenti, dopo il concerto evento nell’anfiteatro - pronto a fare il suo ingresso nel mercato discografico il prossimo primo dicembre. Il cantautore torinese ha presentato la raccolta “Quarant’anni che Ti Amo in Arena” alla stampa nel palazzo di vetro di Sony Music, Milano, anticipando subito che il progetto è nato dal caso e dalla spontaneità: “Ho avuto la fortuna di ritrovare questi grandi amici che hanno collaborato con me nel corso della mia carriera. Purtroppo il concerto è stato rimandato dal 18 settembre al 14 ottobre per un incidente di percorso (l’appendicite di Tozzi, che lo ha costretto a un intervento, ndr), ma meglio così. L’unico dispiacere è che Anastacia non è potuta esserci per la nuova data che abbiamo scelto”.

Nonostante questo, il duetto con la cantante americana è comunque presente nell’album, insieme alle voci di Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Al Bano, Fausto Leali, Raf, Marco Masini e tutti quelli che si sono avvicendati sul palco della bella Arena di Verona. Come tutte le collaborazioni che hanno segnato la carriera di Tozzi, anche queste sono nate in primo luogo da un legame di amicizia: “Non ho interesse a collaborare con qualcuno che non conosco, con il quale non nasca un’amicizia. Deve essere spontaneo e non un business, se no non ci sarebbe la natura dell’amicizia. Se non c’è un rapporto tra artisti, non ho alcuna motivazione a duettare con loro”. Anche prescindendo dai duetti, è difficile che Tozzi faccia qualcosa che non desidera davvero fare, un’attitudine che pesa anche nella scelta delle scalette per un artista che canta “solo quello che mi diverte cantare”. “Le canzoni che sento meno mie non le faccio, non le canto proprio più. Tipo "Zingaro". Non mi appartengono”, spiega lui, notando però come alcuni brani portati a Verona siano stati una riscoperta anche per lui: “Come ‘Dimentica dimentica’, ad esempio, che mi è stata chiesta appositamente da Ruggeri, che mi ha detto: ‘Io vengo, ma voglio cantare una tua canzone che mi piace da morire da sempre’. Non aveva avuto un gran successo all’epoca, ma in effetti meritava di esserci”.

L’anniversario scoccato nel 2017 non è solo quello dell’uscita di “Ti Amo”, ma anche dell’esecuzione all’arena di Verona in occasione del Festivalbar del 1977, che ha visto Tozzi aggiudicarsi la vittoria proprio con quel brano. Di quei tempi all’artista manca in primo luogo “un mondo che non esiste più intorno a noi, che ci spingeva a rischiare”. Tozzi fa riferimento a quell’humus di artisti – ma anche personalità legate al mondo della musica, come il discografico Mario Ragni, il direttore artistico Alfredo Cerruti e il compositore Giancarlo Bigazzi, che Tozzi dice di aver avuto la fortuna di avere al suo fianco - che crescevano insieme, fungendo l’uno per l’altro da stimolo continuo. “Suonavamo nelle cantine”, ricorda paragonando la sua gavetta con i talent di oggi, che l’artista considera solo un ”business”: “I talent spesso soffocano gli artisti perché non si possono esprimere. Alla fine cantano il karaoke. Invece il piacere sta nell’ascoltare una frequenza nuova, diversa. Se non crei un vivaio di artisti o di calciatori”, dice Tozzi scherzando sulla mancata qualificazione della nostra Nazionale, “ai mondiali non vai. Jimi Hendrix non sarebbe mai andato a un talent”.

Anche al Festival di Sanremo Tozzi non riserva dolci parole - “Le ultime edizioni sono state grandi televisivamente, ma il livello musicale è stato veramente basso a parte piccole eccezioni. Vorrei gli artisti di strada” - ma confida nel Direttore Artistico Claudio Baglioni - “Finalmente hanno messo un personaggio che ha fatto musica e sa farla. Mi auguro che a Sanremo ci siano sempre persone così, con gusto musicale, che facciano emergere talenti”.

“Quarant’anni che Ti Amo in Arena” si colloca a fianco di un altro degli album live storici della carriera di Tozzi, quello del concerto alla Royal Albert Hall di Londra del 1988: “In qualche modo oggi i live fanno parte della mia carriera più di qualsiasi altra cosa. È il momento più divertente, un’emozione sempre fantastica. Per chi ha superato i trenta, come me, salire sul palco ci fa tornare ragazzi”. Nel caso del concerto di Verona dello scorso ottobre, un momento, più di tutti gli altri, si è impresso nella memoria del cantautore: “Ciò che mi ha emozionato di più è stato quando ho visto che si emozionava Morandi, quando stavamo uscendo insieme sul palco. Sentivo che era teso. Lo conosco bene, abbiamo giocato insieme nella Nazionale Cantanti e abbiamo vissuto anche tanti spogliatoi insieme. È difficile vederlo emozionato, quindi, ecco, da lui non me lo sarei aspettato, sono rimasto sconvolto”.

Sul finire dell’incontro, Umberto Tozzi racconta qualcosa di sé: “Sono tanto tanto pigro. Ho lavorato poco nella mia vita a livello creativo”. Giancarlo Bigazzi, che lo rincorreva sempre al telefono nella speranza che avesse delle nuove canzoni da fargli sentire, pare gli dicesse che era come una Ferrari parcheggiata, che però non mette mai la prima per partire. Ora lo aspetta un tour nei teatri, a partire da gennaio, in Europa, e da febbraio, in Italia. Qualche sorpresa Tozzi ce l’ha: “Voglio svilupparlo in maniera più acustica. Ho scritto delle canzoni nuove, due, tre brani che per la prima volta vorrei portare sul palco prima di registrarle”. La tournée però non è l’unico progetto futuro dell’artista, che nel 2019 avrebbe un’altra ricorrenza da festeggiare, i 40 anni della hit “Gloria”. Che cosa ha in mente Umberto Tozzi? “Di Gloria ho sempre pensato che potesse diventare un grande musical. Devo solo trovare un pazzo che lo finanzi”.

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