Chiude i battenti il Brescia Music Art con un concerto di Omar Pedrini, lo show di Aldo Busi e un cortometraggio su Cuba

L'ultima serata del Brescia Music Art, svoltasi domenica 7 giugno, mette in mostra ottime cose, come ad esempio il cortometraggio "Venceremos", ad opera del regista e grafico Sergio Pappalettera. Si tratta, in realtà, di un cortometraggio su un non film, un film progettato e rimasto irrealizzato a causa delle rimostranze delle autorità cubane, che non hanno gradito l'eccessivo interessamento di Pappalettera nel voler riprendere zone a dire il vero assai degradate, come il quartiere vecchio de L'Avana. "Sono comunque molto affezionato a Cuba", ha detto Pappalettera dopo la proiezione, "ma volevo porre una domanda, sollevare un dubbio con questo mio film, affinché quanti vanno in giro con la maglietta di Che Guevara - come del resto ho fatto anch'io - siano a conoscenza delle contraddizioni che governano quell'isola". A seguire la serata è entrata nel vivo con uno spumeggiante monologo - neanche a farlo apposta, il tema era quello dell'amore/sesso - di Aldo Busi, autore per i Timoria di un testo divenuto canzone, "L'amore è un drago dormiente". Il gruppo bresciano l'ha eseguito e ha poi lasciato il palco al solo Omar Pedrini, che accompagnato da un gruppo di jazzisti, ha proposto dei pezzi tratti dal suo album solista "Beatnik", mentre sullo sfondo scorrevano le immagini del film di Gus Van Sant "My own private Idaho". Gran finale con i Timoria nuovamente sul palco, insieme al loro nuovo cantante Sacha (Davide Torrisi), per intonare la conclusiva "Freedom", degna chiusura di un festival assai riuscito, dove si è avuta l'impressione che sia stata proprio la libertà - artistica, creativa ed espressiva - a dominare su tutto. Complimenti.

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