Da “Tilt” a “Universi paralleli”, dal 1974 al 2015: il prog degli Arti e Mestieri

Da “Tilt” a “Universi paralleli”, dal 1974 al 2015: il prog degli Arti e Mestieri

Gli Arti & Mestieri nascono a Torino nel 1974 e cercano di fondere prog rock e jazz rock, mantenendo un forte carattere melodico, esaltato dall'insolito unisono di chitarra, violino e sax e dall’intensa coloritura orchestrale.

In origine si chiamavamo Arti: nel 1974 andarono al Parco Lambro ancora con questo nome. A quel punto Gianni Sassi, punto focale della Cramps, la loro etichetta, ebbe l’idea di espanderlo in Arti & Mestieri; l’intenzione era quella di giocare sul doppio significato del termine. Proprio quell’anno esce il loro primo album: “Tilt – Immagini per un orecchio”. Interessanti, in merito, alcune frasi di Beppe Crovella, loro tastierista storico, che chiarisce come anche l’universo intorno ai ragazzi fosse realmente progressivo. «Gli Arti & Mestieri erano assolutamente dentro al prog. Poi su come nacque e su come fosse realmente costituito si potrebbe scrivere per giorni interi. Allora l’idea del progressive coincideva esattamente con l’etimologia del termine, ossia con l'intenzione di progredire, di avanzare, di rinnovare rispetto a quello che c’era sulla scena musicale in quel momento. E questa cosa fu molto graduale. Il beat, la British Invasion e il suo seguito ci avevano portato un intenso impatto nella performance, sia live che su disco, una grande aspettativa e imprevedibilità nell’attesa tra un singolo e l’altro, 45 giri che non ricalcavano formule dei precedenti ma tentavano di staccarsene più che potevano. Poi con l’LP cominciano a crearsi brani più lunghi, con grande libertà degli ingredienti, senza curarsi della matrice: sinfonica, jazz o altro, con la libertà di viaggiare dove la fantasia portava, sempre con un senso innovativo, progressivo, esplorativo, d’avventura. Gli Arti & Mestieri erano fortemente e assolutamente nello spirito prog sopra descritto. Altrimenti il nostro TILT non sarebbe mai nato».

E’ tra il 1974 ed il 1979 che il gruppo concentra i propri migliori momenti. Produce grande musica, ricca di tensione “passionale” tra ritmo, armonia e melodia, un sound nervoso, energico, però mai nevrotico. La caratteristica non fu subito compresa, ma proprio quella distinse e ancora oggi distingue, in modo più maturo, gli A & M.

“Universi paralleli” ha segnato proprio il ritorno forte di queste tensioni positive. Una musica senza confini, oltre il jazz rock degli esordi.

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