Jamiroquai, la recensione del concerto di Milano del 20 novembre 2017

Jamiroquai, la recensione del concerto di Milano del 20 novembre 2017

Canterà o non canterà? E' la domanda che si sono posti i fan italiani in questi giorni, preoccupati dalle condizioni di salute di Jay K. Il cantante dei Jamiroquai, infatti, giovedì 16 novembre, a Monaco di Baviera, è stato costretto a interrompere il concerto dopo solo due canzoni a causa di una forte laringite, annullando la successiva data di Zurigo. Le rassicurazioni sono arrivate tramite un post su Facebook che annunciava il prosieguo del tour, ripreso proprio con la data milanese di lunedì 20 novembre dopo tre giorni di riposo.

Giacca della tuta nera e immancabile cappello/elmetto, Jay K sale sul palco dopo la band in un'atmosfera da discoteca futuristica: il gesto, prima ancora di iniziare a cantare, è quello di indicarsi la gola per sottolineare che questa sera la voce c'è, e la voglia di far festa e recuperare i concerti cancellati è molta.

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Nonostante il fisico sia un po' appesantito non mancano i balletti e le mosse che lo hanno reso celebre in oltre vent'anni di carriera. Bastano un paio di canzoni “Shake It On” e “Little L”, per accendere la miccia nel pubblico del Forum di Assago, per lo più formato da over 30.

“Automaton” ha una robusta dose disco futuristica che rivela il nuovo percorso musicale del gruppo inglese, fatto di elettronica che strizza l'occhio ai Daft Punk e Kavinsky. Ma è con “Space Cowboys” che si entra nel vivo, tornando indietro agli esordi di Jamiroquai.

L'attrazione della serata è senza dubbio il cappello che si illumina e si muove tramite un pulsante che tiene in mano il cantante. Le prime parole rivolte al pubblico sono per le due città Monaco e Zurigo che non hanno potuto assistere allo show: poi arriva il ringraziamento a Milano, per essere stata di supporto in questi giorni difficili.

Jay K, durante lo show, prende in braccio la figlia Carla e la presenta come la cosa più bella che gli sia capitata: la bambina, con sulla testa due grosse cuffie rosse antirumore, viene accolta da un caloroso applauso.

In prima fila non mancano le richieste di autografi anche durante le esibizioni, che Jay K esaudisce perfino firmando un pc con un pennarello.

“Cosmic girl” viene accolta da un boato, che decreta la conquista del Forum diventato letteralmente una gigantesca pista da ballo: da qui in poi, le hit vengono eseguite senza sosta fino al gran finale con “Virtual insanity”, canzone che decretò il successo planetario di Jamiroquai nel 1996.

A conti fatti, i timori della vigilia sullo stato di salute del frontman sono stati spazzati via dopo pochi minuti: la voce di Mr. Cheetham ha retto fino alla fine, per le quasi due ore successive. Bentornato sul palco, Jay K.

(Gianmatteo Bruno)

SCALETTA:

Shake It On

Little L

Automaton

The Kids

Space Cowboy

Alright

Cloud 9

Superfresh

Cosmic Girl

(Don't) Give Hate a Chance

Runaway

Canned Heat

Love Foolosophy

Bis:

Virtual Insanity

 

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