Morrissey in difesa di Kevin Spacey e Harvey Weinstein: 'C'è chi nell'intimità è imbarazzante, ma...'

Morrissey in difesa di Kevin Spacey e Harvey Weinstein: 'C'è chi nell'intimità è imbarazzante, ma...'

Faranno sicuramente discutere le dichiarazioni rilasciate dall'ex frontman degli Smiths all'edizione online della testata tedesca Spiegel a proposito della campagna #metoo, promossa in Rete dopo l'esplosione dello scandalo sessuale che ha coinvolto prima il noto produttore hollywoodiano Harvey Weinstein poi altre figure di primissimo piano del mondo del cinema, come - tra gli altri - l'attore e regista Kevin Spacey.

"Chiunque dica a chiunque altro 'mi piaci' potrebbe essere accusato immediatamente di molestie sessuali", ha spiegato il cantante britannico: "Quindi bisogna mettere le cose nel giusto ordine: se io non posso dire a qualcuno 'mi piaci', lui come riuscirà mai a saperlo? Poi d'accordo, ci sono i casi estremi: lo stupro è disgustoso, qualsiasi forma di attacco fisico mi ripugna. Ma dobbiamo dare a tutto il giusto peso, altrimenti ogni singola persona su questo pianeta può essere considerata colpevole. Non possiamo decidere di colpo cosa ci sia permesso fare e cosa no, altrimenti finiremo tutti in trappola. Alcuni sono davvero imbarazzanti, nell'intimità: non sanno cosa fare e il loro comportamento diventa aggressivo".

Morrissey passa poi ad analizzare il caso di Kevin Spacey, accusato da un attore di averlo molestato quando aveva solo quattordici anni. "Mi domando dove fossero i genitori del ragazzo. Uno si domanda se il ragazzo sapesse a cosa stava andando incontro. Non so voi, ma io in situazioni simili a quell'età non mi ci sono mai trovato, perché ho sempre saputo a cosa sarei andato incontro. Quando ti trovi nella camera da letto di qualcuno, devi sapere benissimo dove può andare a parare la situazione. Ecco perché tutta questa faccenda non mi pare credibile: credo che Spacey sia stato attaccato ingiustamente".

Più o meno lo stesso approccio, Morrissey, lo applica nella disamina del caso Weinstein: "Le persone coinvolte sapevano benissimo cosa stava succedendo. E acconsentivano. Dopo si sentivano imbarazzate, oppure non avevano gradito. Ecco quindi le brusche inversioni e le dichiarazioni: 'Sono stata attaccata, ero sorpresa, mi ha trascinato in camera'. Ma se tutto fosse andato bene e questo fosse stato l'inizio di una grande carriera, nessuno ne avrebbe parlato. Ripeto, odio lo stupro, le violenze, e le situazioni sessuali imposte. Ma in molti casi, guardando alle circostanze, si potrebbe pensare che le persone alle quali ci si riferisce come vittime sono semplicemente deluse. In tutta la storia del rock'n'roll abbiamo avuto musicisti che andavano a letto con le proprie groupies. E, nel corso della storia, quasi tutti sono colpevoli del reato di aver avuto relazioni con minorenni".

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