San Diego - la recensione di "Disco"

Il progetto San Diego si nasconde dietro all’anonimato cercato dal suo titolare, producer che nel 2017 si cimenta con un synth pop basico e cantautorale e dal sapore estremamente anni ’80, incanalato in questo disco d’esordio, intitolato programmaticamente "Disco" pubblicato a fine ottobre per Stradischi. Nove tracce, alcune delle quali precedentemente pubblicate su YouTube e capaci di scatenare un piccolo culto. Malinconie irrisolte, emozioni distanti e fuori fuoco sono il cuore della sua musica. Sentimenti che scorrono su basi portate all’eccesso, tra synth-pop e frammenti italo- disco, devoti tanto allo stile di certe nostre popstar anni ’80, quanto alle più moderne esplorazioni ipnagogiche.

San Diego è un ragazzo di oggi che ha scelto di non svegliarsi. Continuando ad annegare in un mare aperto e denso di suoni, San Diego assorbe i riferimenti, i costumi e le attitudini che sono il riflesso dell'epoca che lo ha visto nascere. Una scia inconscia, vivida e decisa, che lo ha guidato nella scrittura dei brani del suo primo “Disco”...

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