NEWS   |   Italia   |   09/11/2017

Francesco De Gregori a New York: "Le canzoni non sono poesia, e l'artista non ha la responsabilità di educare". VIDEO LIVE

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Alla vigilia del concerto di debutto alla Town Hall di New York, che si è tenuto il 7 novembre, Francesco De Gregori è stato protagonista di un incontro all'Università di New York, nel corso del quale ha risposto alle domande di Stefano Albertini. Senza barba e senza cappello, come nei video del concerto che potete guardare più sotto, il cantautore romano ha risposto in inglese; chi volesse guardare tutto l'incontro può farlo qua (dura poco più di un'ora).

Fra l'altro, Albertini gli ha chiesto:

Bob Dylan ha di recente ottenuto il premio Nobel per la letteratura; alcuni ne sono stati entusiasti, altri hanno dimostrato scetticismo in proposito. La gente spesso ti definisce un poeta, ma so che tu non ne sei particolarmente contento. Perché pensi di non essere un poeta?

Non sono competente di poesia, lo ammetto, non ne leggo molta. Ma sono sicuro che quello che faccio io, e che fa Bob Dylan, e che fanno molti altri cantautori, non è poesia, per niente. Una canzone è una canzone perché ha un testo e una musica e qualcuno che la canta; a fare una canzone sono il testo, la musica e la performance, tre componenti inseparabili, altrimenti cade tutto. Capita a volte di incrociare qualcuno su un marciapiede che fischia la melodia di una canzone, ma non capita mai di incontrare qualcuno che recita a voce alta il testo di una canzone. Penso che il premio Nobel a Bob Dylan sia stato dato per il complesso del suo lavoro. Se gliel'avessero dato per i testi delle sue canzoni non sarei stato d'accordo, così invece sì. Del resto, anche Shakespeare non scriveva le sue opere teatrali perché venissero lette, ma perché venissero messe in scena, recitate. Penso che un Nobel per la letteratura avrebbero potuto darlo anche a Walt Disney, o a Federico Fellini. Il concetto di letteratura è molto cambiato negli ultimi cinquanta-sessant'anni, non si riferisce più solo a quello che può essere stampato su una pagina, ma più in generale a tutto quello che è narrazione della realtà e dei sentimenti. Una volta potevano farlo solo gli scrittori e i poeti, oggi possono farlo anche i registi, i disegnatori di fumetti, persino i cantanti.

Pensi che ascoltare le tue canzoni possa avvicinare le persone alla poesia, educarle a un linguaggio poetico?

Educare? No, non penso nemmeno che un film o un libro possano educare. Non penso che un artista dovrebbe educare. L'artista deve esprimere se stesso, non deve assumersi la responsabilità di migliorare nessuno. Sono molti gli artisti che apprezzo e che non trasmettono un messaggio positivo. Ammiro Ferdinand Céline, lo scrittore francese, ma non condivido le sue idee. Un artista dev'essere se stesso; la morale non ha niente a che fare con l'arte.

Ecco alcuni video del concerto di De Gregori a New York:

 

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