Fred Perry, le sottoculture inglesi e l’elegante diversità di chi non vuole uniformarsi (2 / 5)

Fred Perry, le sottoculture inglesi e l’elegante diversità di chi non vuole uniformarsi

Figlio di un filatore di cotone, prima ancora d’essere un tennista Fred Perry è un campione mondiale di ping pong. Ma è sui campi da tennis che raccoglie i successi più clamorosi, diventando uno degli sportivi più famosi d’Inghilterra. Trionfa a Wimbledon per ben tre volte e guida la formazione del Regno Unito ad aggiudicarsi per quattro volte la Coppa Davis. Eppure le sue radici proletarie lo rendono un alieno fra i gentlemen dell’All England Club, il circolo fondato nel 1868 quando sull’erba di Wimbledon ancora non si gioca a tennis, ma a croquet, lo sport rappresentato sulla copertina di “Nursery Cryme” dei Genesis. Perry va avanti per la sua strada e oltre a rivincere il torneo di Wimbledon diventa un punto di riferimento per lo stile da mantenere in campo. Nel 1952 lancia la prima Fred Perry Shirt in cotone piqué, con la corona d’alloro cucita sul petto. È la classicissima M3 a tinta unita. Il capo, cui viene aggiunto il doppio profilo colorato su maniche e colletto, dà vita alla M12 e viene adottato prima dai tifosi di calcio e quindi dagli appassionati di musica. È l’inizio di un rapporto con le sottoculture inglesi che dura da oltre 50 anni.

 

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