NEWS   |   Italia / 07/11/2017

Nina Zilli racconta il suo nuovo album 'Modern Art' con una AlbumStory su TIMMUSIC

Nina Zilli racconta il suo nuovo album 'Modern Art' con una AlbumStory su TIMMUSIC

"Modern art" è il quarto album in studio della cantautrice piacentina uscito lo scorso settembre e che la stessa cantante definisce “sessantottino e fricchettone”. Il disco è prodotto da Michele Canova che con Nina Zilli aveva già lavorato a "L'amore è femmina" del 2012. Nina Zilli lo ha raccontato traccia per traccia con un'intervista-AlbumStory su TIMMUSIC.
La cantautrice piacentina inizia a raccontare la sua ultima fatica discografica dal brano d’apertura del disco, “Domani Arriverà (Modern Art)”: "Io lo definisco un album dualista oppure bipolare, scegliete voi qual è l’aggettivo che vi piace di più. Anche la copertina è divisa a metà proprio perché questo disco ha un po’ due facce: nei suoni lo definisco urbano e tropicale scritto tra Milano e la Jamaica, nei contenuti questo disco è pacifista e rivoltoso.

 

Prosegue la cantante: “Ho deciso di intitolarlo “Modern Art” inserendo il simbolo della pace sulla copertina, non perché voglia dire che questa sia un’opera di arte moderna, ma perché in “Domani Arriverà” che è la canzone da cui è stato estrapolato “Modern Art” il titolo di questo disco parlo del bisogno di condivisione reale in un mondo di super condivisione sui social che forse sono quasi sempre socialmente inutili. Invece la mia “Modern Art” è quella di ricordarmi, al grido di “più abbracci e meno selfie”, che siamo esseri umani in carne ed ossa".

Parlando del brano “Mi hai fato fare tardi” racconta invece Nina Zilli: "È riuscita a unire autori come Tommaso Paradiso, Calcutta e Faini. È una canzone molto divertente nella quale si ironizza su una storia d’amore andata male; non si può essere sempre dei “pesantoni”, ogni tanto fa anche bene farsi una risata, l’importante è non perdere sempre tempo con le persone sbagliate, insomma non fateci fare troppo tardi…"

“Ti amo, mi uccidi”, continua Nina, “È uno dei miei pezzi preferiti, è una canzone scritta interamente da me. Se si legge solo il testo senza ascoltare la musica non risulta molto piacevole, quando invece è molto divertente perché caratterizzata da un’ondata tropicale in cui ci sono delle meravigliose clave caraibiche, calipso non sono dance hall e reggae. Certe volte ci si arrabbia, ma quando poi, questa rabbia la metabolizzi per bene e la riversi in scrittura dopo tanto tempo il risultato è questa canzone piena di gioia". L’artista piacentina prosegue raccontando del brano “1xUnAttimo”: "Questa è una delle canzoni del disco a cui tengo di più insieme e a “Come un Miracolo”. È sicuramente “La” canzone pacifista. In questi tempi in cui dovremmo essere davvero tutti connessi quindi tutti “1xUnAttimo” usiamo male i social, ce ne freghiamo della gente che muore, eppure lo sappiamo che l’unione fa la forza e che la divisione indebolisce! L’ho scritta dopo uno degli ultimi attentati il cui intento è quello di disseminare paura, al contrario noi dobbiamo avere tanto coraggio e dobbiamo anche indignarci perché credo sia possibile stare bene tutti quanti nel mondo".

“Il Punto In Cui Tornare” è una canzone dedicata al suo primo produttore Carlo U. Rossi: “Lui è stato il mio padrino musicale, è stata quella persona che, quando scrissi “Sempre lontano” -  il disco era pronto, finito, fatto così come voi lo sentire - lui lo ascoltò e, facendo il produttore artistico, avrebbe potuto immaginarsi un milione di altri mondi, invece lui disse: Mandatemela qui, non deve fare nulla deve solo cantare. Se ne è andato troppo presto, ha fatto questa uscita molto in suo stile”. Prosegue Nina Zilli: “Questa canzone la dedico a lui, però va dedicata anche a tutte quelle mancanze che rappresentano un punto fermo e che vivranno sempre dentro di noi".

L’unico featuring dell’album è il brano “Butti Giù”, racconta Nina: “è un po’ un exchange con J-Ax, se “Uno di questi giorni” è il lato leggero, una canzone fresca nella quale si ironizza sulla sfiga, questo brano rappresenta l’altro lato della medaglia. Quando ho scritto “Butti giù” ho pensato subito ad un rapper e quando penso ad un rapper, ovviamente la prima persona è lui. Tutte le collaborazioni che ho fatto sono state di cuore, d’amore e di grande stima artistica, a partire da Giuliano Palma fino ad arrivare a J-Ax passando per Ranieri, Gino Paoli; insomma ho avuto delle fortune grandissime”. “In questa canzone J-Ax mi ha rifatto il favore, dopo che io ho duettato nel suo disco, il risultato è stato abbastanza tosto. Prima parlavo di pacifismo ma anche di un disco rivoltoso, se cercate la rivolta è questa, in questo pezzo facciamo sentire davvero la nostra voce".

Nel disco è presente anche una cover di “Il Mio Posto Qual È” di Ornella Vanoni; Nina Zilli la presenta così: “Se ho scelto questa canzone è perché Ornella Vanoni è una delle artiste femmine, italiane che amo di più. Ho conosciuto Ornella Vanoni, è un’artista pazzesca, ha una luce! Quando cammina è fotonica e questa sua versatilità è la cosa che me la fa amare di più. Questo pezzo mi è piaciuto tantissimo perché è molto fricchettone, nell’originale c’è un sitar ma al contempo è molto moderno nel testo. Basta accendere la televisione, guardando il telegiornale ci si chiede “Ma il mio posto qual è?”, ma cosa c’entro io con questa follia che stiamo vivendo”. “Il pezzo è scritto da Califano e Sergio Bardotti; non solo l’arrangiamento del brano è strepitoso perché è un ponte incredibile tra gli anni sessanta e settanta, un po’ alla The Doors quando il soul stava diventando rock ma c’è questo testo, devastante, nella sua semplicità".

Continua a raccontare la cantautrice piacentina: “Questa è forza di Califano, per me è uno dei migliori parolieri italiani, perché riesce a dire delle cose crude con eleganza; è un cecchino e quando sei un cecchino vai dritto al cuore, dritto allo stomaco, dritto alla testa, dritto dove devi arrivare ed è pazzesco.

Gli ultimi due brani raccontati da Nina sono “Sei Nell'Aria” e “Come un Miracolo”. Del primo racconta: "È una canzone dedicata ad una persona che ha un profumo buonissimo che è anche il mio fidanzato. L’ho scritta e gliel’ho dedicata quando eravamo fidanzati da pochissimo dopo che mi aveva fatto arrabbiare". Di “Come un Miracolo” spiega: "Credo che sia insieme a “1xUnAttimo” ed “Il Punto In Cui Tornare” il punto più alto del mio disco. Per me questa canzone ha una importanza fondamentale, l’ho scritta dopo la strage del Bataclan: la paura crea odio, divide e indebolisce.

Nina Zilli conclude citando “No Woman No Cry” di Bob Marley, “My fear is my only courage”: bisogna avere paura per avere coraggio e questo è proprio un canto non solo di speranza. Io credo profondamente nell’essere umano, in fondo dentro abbiamo un cuore che batte. Credo che ad un certo punto tutti insieme diremo basta, perché insieme siamo più forti, insieme siamo davvero come un miracolo".

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