Roby Facchinetti e Riccardo Fogli “Insieme” in un album e in un tour, nel segno dei Pooh – INTERVISTA

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli “Insieme” in un album e in un tour, nel segno dei Pooh – INTERVISTA

Un album di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, un tour con doppia anteprima nell’aprile 2018, canzoni inedite scritte con Valerio Negrini, due testi di Stefano D’Orazio, classici dei Pooh rivisitati. “Abbiamo il dovere di valorizzare il patrimonio che il gruppo ha messo insieme in 50 anni di fatica e impegno”, dice Facchinetti. Fedeli a questa idea, venerdì la coppia pubblicherà “Insieme”, disco inciso nel segno della continuità con la storia dei Pooh. E del resto, come dice Fogli, “Facchinetti vuol dire Pooh, non c’è niente da rinnegare. Cantiamo quasi tutto all’unisono, è una libidine incredibile, è come quando si era ragazzini quando non si sapeva armonizzare. Quando si canta all’unisono si è in sintonia. In quest’album c’è un po’ dei Pooh e molto di Facchinetti… e un po’ anche di Fogli”.

“Insieme” nasce durante l’ultimo tour del gruppo. “Ho riscoperto un amico con cui ho passato i primi sette anni nei Pooh”, racconta Facchinetti. “Con lui ho coltivato il sogno di fare questo mestiere meraviglioso. In quegli anni formativi abbiamo condiviso tutto e sono cose che non si dimenticano”. È stato il promoter Ferdinando Salzano a suggerire di fare qualcosa con Fogli: “Mi telefona e mi dice: guarda, se vorrai un giorno fare una cosa assieme a Riccardo, sappi che io ci sono. Ci ho pensato un paio di secondi e gli ho risposto: ok, dove devo firmare? Era importante scegliere un mondo musicale che ci desse la possibilità di esprimerci vocalmente. Abbiamo messo voci e testi al centro”. Per Fogli, la scintilla da cui è nato il progetto è rappresentata dall’esibizione a Sanremo: “Ci siamo abbracciati, è stato liberatorio. Quando poi Roby mi ha chiesto di cantare in tour anche altre canzoni dei Pooh, e non solo quelle dei sette anni in cui ho fatto parte della band, è nata la voglia di fare un percorso insieme”.

L’album contiene otto nuove canzoni, quattro delle quali nate dalla collaborazione con Valerio Negrini, l’indimenticato autore di tanti testi dei Pooh scomparso nel 2013. Facchinetti: “Mi spronava continuamente a scrivere musica, forse perché sapeva che non c’era tanto tempo. Ho anche altri suoi inediti fra cui testi senza musica. Me ne occuperò nei prossimi mesi, nei prossimi anni”. Il testo di “E vanno via”, canzone che chiude l’album con un assolo del chitarrista Stef Burns, è stato scritto da Negrini pochi giorni prima della morte. “Mi appare chiaro quanto lui avesse capito che se ne sarebbe andato presto e quando volesse lanciare una sorta di saluto”, ha scritto Facchinetti. “Sono parole preziose e dolorose”. Fogli: “Quando cantiamo Valerio c’è un respiro diverso, una profondità infinita”. L’album contiene anche un testo di Fogli, uno di Andrea Bonomo e due di D’Orazio, fra cui “Inseguendo la mia vita” che Facchinetti considera “una confessione a cuore aperto”, un pezzo in cui fa un bilancio e chiede scusa ammettendo gli sbagli fatti. “Mi sembra che possa stare al mio repertorio come ‘My way’ sta a quello di Frank Sinatra”.

“Insieme” contiene anche tre cover: una nuova versione di “Storie di tutti i giorni” con cui Fogli vinse Sanremo 1982 arrangiata da Luca Chiaravalli ed Emiliano Bassi, il genero di Facchinetti, oltre a “In silenzio” e “Notte a sorpresa” dei Pooh. “La prima l’abbiamo inclusa per una questione affettiva, doveva essere la facciata A di ‘Piccola Katy’, è stata anche un cavallo di battaglia dei concerto di Fogli. ‘Notte a sorpresa’ l’ho sempre amata. Nell’89 è stata la sigla finale di Domenica In. I Pooh non le hanno mai dato la giusta considerazione. Le ho ridato quel che meritava”. In quanto all’eredità dei Pooh e la recente pubblicazione del doppio CD dal vivo di Dodi Battaglia “E la storia continua…”, Facchinetti spiega che “ognuno è libero di fare quello che vuole. Più passa il tempo e più ci si accorge che il tempo è sempre meno e c’è tanta voglia di salire sul palco. Abbiamo il dovere di valorizzare il nostro patrimonio. Spero e mi auguro che anche gli altri sentano la stessa responsabilità. Valorizzare il catalogo è il mio desiderio più grande”.

Nei prossimi giorni il duo sarà impegnato in un tour instore, per poi preparare le esibizioni del 7 e 9 aprile rispettivamente al Forum di Assago (MI) e al Palalottomatica di Roma. I due non si sbilanciano sui musicisti che li accompagneranno, né sullo spettacolo che proporranno. Facchinetti: “Sul palco poteremo la nostra storia, del resto io ho scritto la maggior parte delle musiche dei Pooh. Avremo tanto da dire musicalmente e umanamente. Sicuramente con noi ci sarà una formazione importante”.

Alla fine, quando gli si chiede del loro primo incontro, i due rievocano i fatti del 1966, battibeccando come una vecchia coppia. Fogli: “Ero cantante e bassista di una band di metalmeccanici di Piombino. O meglio, loro erano metalmeccanici, io facevo il gommista. Ci chiamavamo Slenders. Facemmo due settimane al Piper di Milano. La terza settimana fummo riconvocati perché eravamo fighi…”. Facchinetti: “Eravamo noi l’attrazione”. Fogli: “Non mi risulta”. Facchinetti: “Beh, avevamo fatto due 45 giri”. Fogli: “Due opere dimenticabili. Stenderei un velo pietoso sui vostri primi due 45… Comunque fummo riconfermati per due settimane. Arrivarono loro, mi videro e decisero che ero il bassista-cantante che andavano cercando”. Facchinetti: “Loro suonavano e noi eravamo seduti a un tavolino. Ci chiedevamo: ok, cambiamo il bassista, ma chi prendiamo? A quel punto guardai il palco e indicai Riccardo. Cose che accadevano negli anni ’60”.

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