Oltre il politicamente scorretto: come Ted Nugent è riuscito a offendere il mondo (3 / 12)

Nel febbraio del 2012 le tensioni interrazziali salirono alle stelle, negli USA, dopo l'assassinio di Trayvon Martin, diciassettenne afroamericano che, disarmato, si stava recando a piedi presso la casa della sua fidanzata a Miami Gardens, Florida, quando fu colpito a morte da degli spari esplosi da George Zimmerman, vigilante di quartiere improvvisato che lo giudicò "persona sospetta" solo per il suo aspetto. Gli Stati Uniti, sconvolti, assistettero a una prima ondata di proteste da parte delle minoranze, che iniziarono ad organizzarsi in quello che qualche anno più tardi sarebbe diventato il movimento Black Live Matters. Nugent, per gettare benzina sul fuoco, ovviamente prese le parti di Zimmerman, bollando Martin come "un cannaiolo razzista aspirante gangsta rapper".

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