Emanuele Dabbono, primo album solista dopo la collaborazione con Tiziano Ferro: 'È il mio manifesto'

Emanuele Dabbono, primo album solista dopo la collaborazione con Tiziano Ferro: 'È il mio manifesto'

"Vengo dal piano di Tom Waits e dall'asfalto nella voce", canta Emanuele Dabbono nel primo brano del suo nuovo disco. È il racconto delle sue radici, un canzone scritta nel 1997, quando aveva appena vent'anni: "Era appena morto John Denver. Non ero un suo fan, ma mi aveva colpito il modo in cui se ne era andato: precipitato con un aereo dentro l'oceano", ricorda il cantautore, "tornai a casa e pensai che dovevo scrivere le cose a cui ero legato. Cominciai a fare un elenco e venne fuori questa canzone. La canto da vent'anni e nel momento in cui ho deciso di fare questo disco ho pensato che poteva esserne il manifesto perfetto".

Questo album, "Totem", in uscita oggi, venerdì 27 ottobre, arriva in un momento importante della carriera di Emanuele. La collaborazione come autore con Tiziano Ferro, che va avanti ormai da un paio di anni e che ha prodotto hit come "Incanto", "Il conforto", "Lento/Veloce" e "Valore assoluto", ha dato al nome del cantautore un bel po' di visibilità: "Gli devo molto: grazie a lui sono uscito fuori dall'anonimato e ad un certo punto ho sentito l'esigenza di riappropriarmi delle vesti di cantautore", dice.

Così, lo scorso maggio, Emanuele si è chiuso insieme ad alcuni amici musicisti in una chiesa sconsacrata di Arenzano, un piccolo comune in provincia di Genova (dove è nato, nel gennaio del 1977), e in tre giorni ha registrato dal vivo le canzoni che aveva da parte da un po' di tempo. Ne è venuto fuori un album acustico che omaggia alcuni dei dischi con i quali il cantautore genovese è cresciuto, a partire da "Running on empty" di Jackson Browne: "Fino ad oggi avevo offerto una versione di me più rockettara. Volevo riallacciarmi alle mie radici, proporre i suoni dei dischi che mi hanno formato", spiega, "mi sono guardato allo specchio e mi sono detto: 'Io so fare questo'. Registrare il disco in una chiesa sconsacrata, in tre giorni, mi ha dato modo di scoprire il lato umano dei musicisti: sembravamo come una comune su una collina della California all'inizio degli anni '70".

Alle sue spalle Emanuele ha tre album pubblicati insieme alla sua band, i Terrarossa ("Ci troveranno qui" del 2008, "Trecentoventi" del 2012 e "La velocità del buio" del 2015), e due lavori in inglese registrati con lo pseudonimo Carl Kent Phone Booth. "Totem" è il suo primo disco solista: "L'ho intitolato così perché per le comunità indiane i totem erano dei simboli, dei manifesti. E questo album è il mio manifesto: in queste canzoni racconto i miei capisaldi e la mia verità".

Nel 2015, dopo aver partecipato alla prima edizione di "Genova per Voi", il talent per autori di canzoni, Emanuele Dabbono ha firmato un contratto di esclusiva editoriale con Tiziano Ferro. E infatti Ferro, con la sua Pandar Italia, insieme a Sugar Music (per la quale il cantautore di Latina ha firmato un accordo editoriale in esclusiva nel 2016), è editore di "Totem": "Tiziano mi ha fatto notare che il lato che piace di me, almeno per quanto riguarda le canzoni che stiamo scrivendo insieme, è la tenerezza. E mi sono reso conto che anche se la chitarra acustica mi accompagna da ormai vent'anni,  effettivamente non avevo mai proposto questo lato di me", racconta Emanuele.

"Totem", che esce per Artist First, non è stato anticipato da alcun singolo: "Mi erano stati proposti progetti importanti da parte di alcune major, ma avrebbero compromesso l'idea del disco. Questo album verrà presentato nella sua interezza e sarà il pubblico, ascoltandolo, a riconoscere il proprio singolo". Nei prossimi giorni ci saranno due presentazioni, una a Siena (il 4 novembre) e l'altra a Arenzano (il 15 dicembre): il tour vero e proprio, invece, partirà nell'estate del 2018.

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