Lucio Battisti, l'enciclopedia Treccani e l'importanza della popular music

Lucio Battisti, l'enciclopedia Treccani e l'importanza della popular music

La vera notizia non è: "Lucio Battisti entra nella Treccani". C'era già, nella Treccani. Così come ci sono già Adriano Celentano, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Rino Gaetano, Mina, ma anche Alessandra Amoroso, Emma, Marco Carta, i Modà e tutti gli altri cantanti che hanno avuto o che hanno tutt'ora una certa rilevanza: tutti i cantanti citati possono dire di essere presenti nell'"enciclopedia italiana di scienze, lettere ed arti" con una scheda che riassume brevemente la loro carriera.
La vera notizia è questa: Lucio Battisti è stato inserito nella sezione speciale della Treccani dedicata alle figure di spicco del secondo Novecento, accanto a personaggi come - solo per citarne alcuni - Amintore Fanfani e Marco Pannella per quanto riguarda la politica, Margherita Hack e Rita Levi-Montalcini per quanto riguarda la scienza, Carmelo Bene, Mike Bongiorno e Federico Fellini per quanto riguarda lo spettacolo, Giulio Einaudi per quanto riguarda l'editoria, Norberto Bobbio per quanto riguarda la filosofia.

Le schede pubblicate nella sezione "Italiani della Repubblica" sono leggermente diverse da quelle - chiamiamole così - "standard": non sono schede da dieci righe, ma approfondimenti che hanno il compito di presentare i personaggi in modo decisamente meno riassuntivo e più completo. Inoltre, non sono anonime, ma firmate da autori che si ritiene siano "esperti" del personaggio per il quale sono stati chiamati a curare la scheda.

Cos'hanno in comune tutti i personaggi inseriti nella sezione "Italiani della Repubblica" della Treccani?
Punto primo: hanno fatto qualcosa di importante in ambito scientifico, letterario o artistico, o sono stati più in generale protagonisti della storia italiana del secondo Novecento.
Punto secondo: sono tutti morti. Cioè: per essere ammessi alla sezione "Italiani della Repubblica" bisogna essere morti. Quindi se pensavate di aver fatto qualcosa di importante in ambito scientifico, letterario o artistico e di poter in questo modo essere ammessi alla sezione "Italiani della Repubblica", mettetevi l'anima in pace: finché non sarete morti, non sarete degni di finire tra i "grandi" del nostro paese (almeno secondo la Treccani).

L'approfondimento su Lucio Battisti (che potete leggere qui) è firmato da Alessandro Bratus, studioso torinese di popular music che si era confrontato con la musica del cantautore di Poggio Bustone già nel 2007, quando aveva partecipato ad un convegno tenuto in un istituto musicale di Rimini con una relazione intitolata "Il concetto di spazio in 'Anima latina' e 'Sì viaggiare' di Lucio Battisti: una proposta analitica" (pubblicata anche su "Rivista di analisi e teoria musicale", periodico dell'associazione "Gruppo di analisi e teoria musicale").
Classe 1979, nel corso della sua carriera - tra le altre cose - Bratus ha pubblicato libri su Pink Floyd e Bob Dylan, e infatti nel suo curriculum scrive che ha un "interesse particolare per gli anni Sessanta nel Regno Unito e negli Stati Uniti". Verrebbe da chiedersi perché l'approfondimento su Battisti non sia stato affidato a qualche storico della canzone italiana o a uno degli autori dei tanti libri scritti negli anni sul cantautore, piuttosto che a un esperto degli anni '60 britannici e americani, anche considerando che (per fare qualche esempio): quello su Mike Bongiorno è stato scritto da Aldo Grasso, rispettabile critico televisivo e storico della tv; quello su Walter Chiari da Michele Sancisi, primo autore di una biografia dedicata a Chiari; quello su Oriana Fallaci porta la firma di Cristina De Stefano, la prima ad aver scritto una biografia completa della scrittrice, "Oriana. Una donna", pubblicata da Rizzoli nel 2013.

Dopo aver ripercorso tutta la carriera di Battisti, alla fine della scheda l'autore commenta: "Si può sostenere che l'influenza di Lucio Battisti sulla popular music italiana, e più in generale sulla cultura del Paese, è ancora viva a tutti i livelli, grazie a intuizioni che percorrevano i tempi e sono rimaste a indicare uno standard qualitativo poi raramente eguagliato".

Certo che ce ne hanno messo di tempo quelli della Treccani per accorgersi che Battisti aveva tutte le carte in regola per essere inserito nella sezione "Italiani della Repubblica": considerando che Battisti è morto nel 1998, gli ci sono voluti diciannove anni. A Gaber e De André è andata un po' meglio: il primo è stato inserito nella sezione speciale dell'enciclopedia nel 2013, dieci anni dopo la morte; il secondo nel 2014, quindici anni dopo. Quelli che proprio non si possono lamentare, invece, sono Lucio Dalla e Enzo Jannacci, entrambi inclusi tra gli "Italiani della Repubblica" appena tre anni dopo la loro scomparsa (il cantautore bolognese nel 2015, il collega milanese nel 2017).


"Vabbé, meglio tardi che mai", direte voi.
E forse è vero: meglio tardi che mai.
Ma non pensate anche voi che sia un po' triste che solo 5 dei 140 profili pubblicati nella sezione "Italiani della Repubblica" della Treccani siano dedicati a cantautori italiani?
Insomma: anche quelli dei Premi Nobel hanno finalmente riconosciuto la potenza socio-cultura delle canzoni, e infatti lo scorso anno hanno assegnato il Nobel per la Letteratura a Bob Dylan. Perché, allora, la Treccani resta con le mani in mano?
Domenico Modugno, Luigi Tenco, Rino Gaetano, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo, Gabriella Ferri, Pino Daniele: sarebbe bello se nei prossimi mesi venissero pubblicati approfondimenti anche su questi giganti della canzone italiana e se ne venisse dunque riconosciuta la grandezza e l'importanza anche da quella che è la più importante enciclopedia italiana.
Non meritano di meno di un Enzo Bearzot o di un Valentino Mazzola.
(m.m.)

Dall'archivio di Rockol - Quel gran genio del mio amico: pillole di saggezza di Lucio Battisti
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
FRANCESCO DE GREGORI
Scopri qui tutti i vinili!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.