"Effetto Weinstein": favoritismi sessuali anche nella musica italiana? Fuori i nomi!

"Effetto Weinstein": favoritismi sessuali anche nella musica italiana? Fuori i nomi!

Siete certamente tutti informati di come l'industria cinematografica internazionale sia scossa dalle rivelazioni riguardanti il comportamento "improprio" del produttore Harvey Weinstein. Dopo le rivelazioni di alcune attrici statunitensi, e di Asia Argento, si è scatenato un effetto-valanga che ha coinvolto altri esponenti del mondo del cinema (come il regista James Toback e il capo degli Amazon Studios Ray Price), e ha visto anche certi registi del cinema italiano - dei quali per il momento non è stato fatto il nome - accusati da attrici del nostro Paese di aver cercato di scambiare favori professionali con favori sessuali.
Nell'industria musicale, dopo che tempo fa Kesha aveva accusato il suo produttore Dr. Luke di violenze “sessuali, psicologiche ed emotive”, ad alzare la voce è stata nei giorni scorsi Jessicka Adams, che ha accusato il suo ex Twiggy Ramirez, componente della band di Marilyn Manson, di uno stupro che sarebbe avvenuto vent'anni fa. E oggi Alice Glass ha fatto lo stesso nei confronti del compagno nei Crystal Castles Ethan Kath.
Vi pare possibile che l'industria musicale italiana rimanga, pur nel suo piccolo, esente da rivelazioni analoghe? Eppure di voci ne circolano tante… Mi auguro che anche da noi qualche cantante - già affermata (o affermato) o ancora emergente - esca allo scoperto per raccontare episodi di sopraffazione da parte di produttori, discografici, giornalisti, funzionari televisivi, direttori artistici di festival, organizzatori di concerti e di concorsi, componenti di commissioni, e chiunque abbia in qualsiasi maniera, grazie al proprio piccolo o grande ruolo, la possibilità di richiedere (e magari ottenere) prestazioni sessuali in cambio di vantaggi di carriera. Purché si facciano nomi e cognomi…

(Franco Zanetti)

 

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