Eminem vince la causa per l'uso improprio di una "imitazione" di "Lose yourself"

Eminem vince la causa per l'uso improprio di una "imitazione" di "Lose yourself"

Della questione avevamo già riferito lo scorso maggio, e dettagliatamente, facendo anche ascoltare i due brani - quello originale e la sua "imitazione". Adesso è arrivata la sentenza, ed è risultata favorevole ad Eminem - o, meglio, al suo editore musicale. Una giudice neozelandese ha ingiunto al National Party (cioè il partito conservatore) di versare 415.000 dollari, più gli interessi, alla Eight Mile Style, per avere utilizzato durante la propria campagna elettorale un brano decisamente troppo simile a "Lose yourself".
Il brano, che già dal titolo non nascondeva certo la propria ispirazione - si intitola infatti "Eminem-esque" - era stato regolarmente acquisito dal National Party scegliendo fra il catalogo di una library di brani musicali (la società che lo ha dato in uso è australiana, e l'ha acquisito da un fornitore statunitense); e infatti Peter Goodfellow, il presidente del National Party, ha già annunciato che si rifarà a sua volta presso la società medesima.
La buona fede dell'acquirente non è stata messa in discussione: infatti la giudice ha imposto di pagare, oltre al compenso, solo gli interessi (i fatti risalgono al 2014, anno in cui il National Party vinse le elezioni), riconoscendo che la transazione d'acquisto era stata perfettamente legale. Il punto è che "Eminem-Esque" è sostanzialmente una riscrittura di "Lose yourself", e quindi non gode dei requisiti di originalità necessari per essere considerata un brano inedito.
L'importo fissato dalla giudice è, grosso modo, l'equivalente di quanto avrebbe dovuto pagare il National Party se avesse utilizzato il brano originale di Eminem (brano, peraltro, del quale raramente è stato concesso l'uso); il messaggio pubblicitario venne trasmesso 186 volte in TV.
Come saprete certamente, la modalità del "soundalike" - cioè del brano che ricorda molto da vicino una canzone ma che non è "proprio" quella canzone - è piuttosto frequente, nella pubblicità, ed è impiegata proprio per non essere costretti a versare importi sostanziosi ai titolari dei diritti di una canzone originale già famosa. Questa sentenza potrebbe costituire un precedente importante e significativo per scoraggiare il ricorso ai "soundalike".

 

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