Gianna Nannini racconta il nuovo album “Amore gigante” – VIDEOINTERVISTA

Gianna Nannini racconta il nuovo album “Amore gigante” – VIDEOINTERVISTA

“Amore gigante, non chiedermi niente: fosse per me, direi solo questo”, afferma ridendo Gianna Nannini prima dell’intervista. La cantante senese è a Milano per presentare il suo diciottesimo album “Amore gigante”. Ai produttori di fiducia Wil Malone e Alan Moulder s’affianca per la prima volta Michele Canova, l’uomo che negli ultimi quindici anni sta plasmando, quasi monopolizzando il suono del pop italiano da classifica (Jovanotti, Tiziano Ferro, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Luca Carboni, Elisa, Giorgia e molti altri). “È un disco sull’amore liberato dalla rabbia e dai conflitti che sono insiti nei rapporti. È un rinnovamento della canzone italiana: prima c’era ‘Un amore così grande’, adesso c’è ‘Amore gigante’”.

“Amore gigante” è quasi un concept sull’amore. Ma non un amore vissuto appieno e nemmeno celebrato, ma tormentato, anelato, perduto, forse anche rimpianto. “Era un periodo brutto, era morta mia madre, non avevo l’energia per scrivere cose allegre. Alcune canzoni sono nate prima di ‘Hitalia’, altre dopo”. Per inciderle Gianna Nannini è andata in California dove ha lavorato con Canova (il disco è stato registrato fra Los Angeles e Londra). “Canova è nato con l’epoca di ‘Latin lover” e ‘Fotoromanza’. Essendo uno dei produttori più bravi al mondo, sono andata in America perché volevo sperimentare in California un nuovo sound con la mia voce, con una nuova luce, un nuovo sentimento”. Risultato: tormenti interpretati con spirito solare. “Queste canzoni sono un modo per superare un periodo difficile nella mia vita. Volevo sentirmi bene e quindi sono andata in California. Sono stata molto bene, non ho fatto che ridere, lo si sente nello spirito dei pezzi nuovi”. Come recita il testo di “Cosa vuoi”, “Devi avere nel cuore la notte per capire la luce cos’è”.

“Ho collaborato con autori che hanno qualcosa da dire di nuovo in Italia”, afferma Nannini, “una nuova scuola di pensiero”. Gli autori che l’affiancano sono tanti e (relativamente) giovani: Fortunato Zampaglione (co-autore di “Guerriero” di Mengoni), Davide Petrella (co-autore di “Pamplona” di Fabri Fibra), Claudio Guidetti, Davide Tagliapietra, la scrittrice Isabella Santacroce. “Cinema” è scritta, testo e musica, da Petrella e Dario Faini (“Magnifico”). Molti testi sono co-firmati con Pacifico. Francesco Bianconi dei Baustelle è fra gli autori di “Cosa vuoi” e di “L’ultimo latin lover” che chiude l’album. “Era un pezzo inedito di Annalisa, in inglese. L’ho modificato in italiano e ho chiamato Bianconi che ama molto l’epoca di ‘Latin lover’ che in qualche modo viene citata. Ma la citazione finisce qui, la canzone è un ‘vaffanculo’”. Il pezzo è dedicato al fratello Alessandro Nannini. “Mentre facevo l’arrangiamento ho campionato il suono di una Formula 1: l’ho dedicata ad Alessandro per l’eleganza del suono e del suo modo di condurre la vettura”.

L’edizione deluxe dell’album contiene un secondo CD con le 14 canzoni di “Sotto la pioggia live a Verona” registrate dal vivo nel maggio 2016. “Un concerto unico, che rimarrà nella storia, con la pioggia che entrava nel microfono. Non volevo diminuirla nel missaggio, anzi l’ho esaltata. La pioggia è magica, porta un’energia particolare, non ho mai cantato in quella maniera”. Le uniche date italiane nel 2017 sono quella previste a fine autunno: 30 novembre a Rimini, 2 dicembre a Roma, 4 dicembre a Milano, 6 e 7 dicembre a Firenze. “Saranno concerti unici: la scaletta sarà trasformata in una suite senza interruzioni fra un pezzo e l’altro, come se fosse un’opera di due ore. Ci sarà quasi tutto il nuovo album e poi canzoni che non ho interpretato di recente come ‘Suicidio d’amore’ e ‘Radio baccano’. Ci sarà la mia band con l’aggiunta di un tastierista, un percussionista, archi e tre coriste. Mai avuto tanta gente sul palco. Ci si sente più forti”. E quando le si citano i versi della canzone che dà il titolo all’album (“L’amore non ha sesso”, “Liberiamo le emozioni senza aver paura della diversità”) e soprattutto si riporta la definizione che lei s’è data in un’intervista al Corriere della Sera, “pansessuale”, Gianna Nannini sbotta: “Mi sono un po’ rotta i coglioni e l’utero e le ovaie. Basta con questo sesso!”.

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