Banco del Mutuo Soccorso, la legacy edition di 'Io sono nato libero': 'Non solo canzonette, le nostre'

Banco del Mutuo Soccorso, la legacy edition di 'Io sono nato libero': 'Non solo canzonette, le nostre'

L'appuntamento è in uno studio di registrazione a Roma nord. Vittorio Nocenzi ci accoglie, ci fa entrare in sala regia e ci fa mettere seduti di fronte alle casse. "Avete presente 'Canto nomade per un prigioniero politico'?", ci domanda. Fa mettere il disco nel lettore e parte la traccia, rimasterizzata. "I chiodi dentro al pianoforte... Questo è un 7/8... Si passa dal si bemolle al do minore", esclama, mentre batte il piede tenendo il ritmo. "Ad un certo punto cascò il gong sul piede del percussionista. Veniva dalla Germania, aveva aspettato venti giorni per registrare le percussioni. Dormiva in una Triumph", ricorda.

Il motivo dell'incontro con il frontman del leggendario gruppo rock romano è la ripubblicazione di "Io sono nato libero". Originariamente pubblicato nel 1973, l'album torna ora nei negozi in edizione legacy (la serie di riscoperte di Sony Music di dischi classici) in un cofanetto che raggiunge il mercato in due versioni differenti: cofanetto doppio CD con booklet da 40 pagine e cofanetto vinile e CD con libretto formato LP. Le tracce dell'album sono state rimasterizzate e oltre a "Io sono nato libero" nel cofanetto c'è un secondo disco con nuove canzoni del Banco del Mutuo Soccorso.

"Io sono nato libero" è un album importante per la carriera del Banco del Mutuo Soccorso e una pietra miliare del prog rock italiano.
Nel settembre del 1973, in Cile, un golpe dei militari guidati dal generale Pinochet prese il potere e causò la morte del presidente Salvador Allende, che era stato eletto democraticamente tre anni prima. Un mese dopo quell'evento, nell'ottobre del 1973, Vittorio Nocenzi, Francesco Di Giacomo e compagni entrarono in studio di registrazione e cominciarono a lavorare ad un disco ispirato proprio al colpo di stato in Cile: "La vicenda indignò molto. Noi, però, non volevamo ostentare le nostre idee politiche, andare sul palco e alzare il pugno: volevamo lasciare spazio alla poesia". Perché ripubblicarlo oggi, a distanza di 45 anni? "Di sicuro non per un'operazione commerciale. Quando tocchi queste opere, lo devi fare bene: rispettarle sia dal punto di vista morale che dal punto di vista creativo. Non solo solo canzonette, le nostre. E 'Io sono nato libero' è un disco che suona drammaticamente attuale", risponde Nocenzi, "la globalizzazione sta soffocando in maniera barbarica l'individualità. Nel secolo scorso abbiamo assistito ad un accentramento della massa. Ora bisogna fare la cosa inversa: riportare al centro l'individuo, riscoprirne la preziosità. Bisogna dire: 'Io sono nato libero'". "Comunque c'è un brano del nuovo disco che sintetizza tutto questo", aggiunge poi Nocenzi, mentre fa mettere nel lettore il secondo cd del cofanetto, quello contenente le nuove canzoni del Banco.
Il pezzo si intitola "La libertà difficile" ed è stato composto da Nocenzi insieme a suo figlio Michelangelo: è in pieno stile Banco del Mutuo Soccorso, con una ritmica frenetica e una notevole ricerca di suono. "La conoscenza è strada difficile, ma è la libertà", recita un verso del testo, scritto insieme allo sceneggiatore Paolo Logli: "È una strada difficile perché la conoscenza costa fatica", spiega il frontman del Banco, "anche moralmente parlando: la verità è difficile perché è scomoda".

Il nuovo disco è stato registrato dall'attuale formazione del gruppo, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con la scomparsa del cantante Francesco Di Giacomo e del chitarrista Rodolfo Maltese. Le new entry sono Tony D'Alessio (voce), Marco Capozi (basso) e Fabio Moresco (batteria): "Dovevano essere persone fighe, non primi della classe. Dovevano saper suonare bene, certo, ma dovevano avere anche cuore e cultura", dice Nocenzi presentando i nuovi componenti del gruppo, "Moresco è un picchiatore implacabile, con un drumming potente. Tony D'Alessio ha una voce potentissima e una grande sensibilità interpretativa. Francesco Di Giacomo sarebbe molto contento di queste scelte, c'è tanta passione dietro".

Nella primavera del 2015 era stato annunciato l'ingresso nel gruppo di musicisti come Maurizio Solieri e John De Leo, non riconfermati nella nuova formazione: "I concerti di quel tour erano un modo per rendere onore ai nostri compagni scomparsi. Rimettere in piedi il Banco dopo un disastro del genere [la morte di Di Giacomo e quella di Maltese] era difficile: volevo sentire il repertorio del Banco suonato da loro. E devo dire che hanno soddisfatto molto le mie aspettative. Non siamo andati avanti perché è bello cambiare, quando si fa questo mestiere. E poi volevo capire se si poteva andare avanti anche senza le grandi 'ammucchiate', con pochi musicisti", spiega la mente del gruppo.

Vittorio Nocenzi non ha alcuna intenzione di fermarsi e ha già stilato una tabella di marcia per i prossimi impegni del Banco del Mutuo Soccorso: a breve la band tornerà in studio di registrazione per terminare le lavorazioni dell'opera contemporanea inedita tratta dall'Orlando Furioso (già annunciata due anni fa), che verrà poi suonata dal vivo nei teatri. "Negli ultimi tempi siamo stati troppo impegnati con tour e concerti e abbiamo passato poco tempo in studio. Ora è arrivato il momento di rimetterci al lavoro", dice Nocenzi alla fine dell'incontro.

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